Finalmente si inizia

Marco Bonifacio, Stefano Valente, Francesco Pinci, Matteo Marini, Alessandro Della Seta e Gianmarco D’Anna. A loro devo la riuscita di questo progetto. Marco ha il grande merito di avermi spinto a realizzare questo prodotto editoriale e di avermi spronato nei momenti di incertezza o di difficoltà che ho avuto. Stefano per aver creduto fortemente in me una volta illustrato quello che avevo in mente.  Francesco per aver contribuito a realizzare un sogno nel cassetto. Matteo, invece, mi ha mostrato come fare bene questo mestiere attraverso il suo giornale Wild Italy. Passiamo poi alla parte realizzativa vera e propria. Alessandro è il webmaster che ha realizzato il sito internet, sito che ha visto la sua realizzazione con continui e stancanti collegamenti Skype Roma-New York. Infine Gianmarco che ha curato perfettamente la parte grafica del prodotto. Senza di loro, l’Occhio Sportivo non esisterebbe.

Ma cos’è l’Occhio Sportivo? Un blog che tratterà di sport ma da un diverso punto di vista. Niente grandi titoli e nessuna banalità. Ripartiamo dall’amore verso lo sport. Scriviamo quando c’è da scrivere, senza giri di parole, senza mezzi termini. Un importante ruolo lo avranno le inchieste sportive sempre meno presenti nelle testate giornalistiche moderne ma fondamentali per il mestiere del giornalista.

In questi editoriali troverete la mia personale opinione e quella della redazione riguardo a temi sportivi che hanno attratto l’attenzione dei principali media.

Non posso concludere questo articolo senza presentare la redazione dell’Occhio Sportivo. Marco Bonifacio è il vicedirettore, Stefano Valente il caporedattore, Francesco Pinci il social media manager e Alfonso d’Aiello, Andrea Esposito, Alessandro Fracassi, Lorenzo Piersanti, Nicolò Savini e Christian Scala i redattori.

Sinceramente non so chi ci leggerà, chi ci ascolterà o chi ci vedrà ma spero vivamente che questa nuova avventura possa andare bene. Alcuni di noi ancora sono solo all’inizio del percorso giornalistico o hanno poca esperienza è vero, ma siamo tutti spinti da un’irrefrenabile voglia di cambiare il nostro giornalismo sportivo, sempre più pieno di gossip o di notizie futili.

Ci vediamo presto!

 

Sergio Pannocchia

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