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Virtus Roma, il cuore e la grinta non bastano a Varese

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Si conclude con una sconfitta per 98-88 la trasferta della Virtus Roma sul campo di Varese. La squadra di Bucchi, dopo l’ammutinamento da parte di Dario Hunt, ha dovuto far fronte alle assenze di Robinson, Cervi e Farley. Ma nonostante tutte le difficoltà, la squadra ha gettato in campo tutto quello che aveva, andando oltre le difficoltà. Sul piano societario, invece, Toti ha pagato il primo mese di stipendi ai giocatori ma per quanto riguarda il concreto passaggio della società, bisognerà ancora aspettare. D’altro canto è obbligatorio sottolineare come la pazienza dei giocatori, dello staff e dei tifosi, si stia esaurendo.

Troppa Varese per la Virtus, Campogrande e Baldasso non bastano

Che fosse una partita difficile per Roma era cosa nota; la cosa che non ci si aspettava erano le ulteriori assenze di Cervi, Farley e la perdita in corso di Biordi, facendo sì che la Virtus abbia giocato in 5 fino all’uscita per falli di Hadzic e Wilson. Nel primo quarto la Virtus Roma è stata trascinata principalmente dalle triple di Campogrande, facendo chiudere la frazione sul 20-17 per i padroni di casa, ma nel secondo quarto Scola e Ruzzier (uscito poi per infortunio) portano Varese sul +15 all’intervallo (48-33).

Al rientro dagli spogliatoi la Virtus reagisce con Campogrande e Beane toccando il -10 (71-61), ma nell’ultimo quarto, complice l’uscita per falli di Hadzic e Wilson, la Virtus è costretta a schierare due under della Smit per finire la partita. Il punteggio finale recita 98-88 per Varese, in cui spiccano le prestazioni di Scola (19 pti e 15 rim) e Morse (18 pti e 11 rim). In casa Virtus, invece, si registrano le ottime prestazioni di Campogrande (25 pti) e Baldasso (26 pti e 8 ast).

Pagamenti in ritardo, Hunt non parte. Chi ha sbagliato? 

Per quanto riguarda la vendita della società, pare che i tempi si stiano allungando e che toccherà aspettare come minimo 2 settimane per capire il futuro della società capitolina. Sta di fatto che la tensione e il malumore all’interno dello spogliatoio stanno aumentando.

Dario Hunt, dopo non aver ricevuto i soldi del primo stipendio il venerdì prima della trasferta a Varese, ha deciso di non partire con la squadra in segno di protesta per le ennesime promesse non mantenute dalla società. D’altro canto la dirigenza capitolina, attraverso un comunicato, ha dimostrato il suo disappunto per la scelta fatta dal centro americano in vista di una partita molto importante.

Chi ha sbagliato? Entrambi. Da una parte la società, che con il pagare in ritardo gli stipendi, non sta facendo una bella figura. Curioso è vedere come la società chieda dica che l’atleta sia venuto meno ai suoi obblighi contrattuali quando la stessa società non ha pagato per 2 mesi gli stipendi. Dall’altra parte Hunt, visto partire il bonifico che sarebbe arrivato all’inizio di questa settimana, avrebbe potuto fare un ultimo sforzo e andare ad aiutare i prorpi compagni nella trasferta di Varese.

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Pubblicato da Giacomo Cotlar

Nato a Roma nel '92, laureato in "Comunicazione, Valutazione e Ricerca Sociale" presso La Sapienza. Appassionato di pallacanestro europea e NBA, hockey sul ghiaccio e Formula1