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Euroleague 2020/21 – Team Focus, CSKA Mosca: quanto peserà l’assenza di Mike James?

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Daniel Hackett esulta

Tempo di lettura: 6 min

Il CSKA Mosca ne ha viste di tutte i colori in questa regular season, passando oltre svariati infortuni (Clyburn, Hackett, Shengelia e soprattutto Milutinov, il quale resterà out fino a giugno) e i problemi di spogliatoio causati da Mike James. Coach Itoudis è riuscito a tenere in qualche modo l’equilibrio nel gruppo ma il recente litigio con la propria stella potrebbe costare caro nei playoff.

Up: talento individuale monstre e “collanti” di rilievo

Ciò che spaventa principalmente gli avversari è l’immenso talento individuale a disposizione del CSKA, simboleggiato in precedenza principalmente da James (miglior marcatore in stagione a 19.3 punti a partita) e ora da Clyburn e Shengelia. Se del primo i moscoviti hanno deciso di privarsene, dalla coppia di ali dovrà imprescindibilmente passare il futuro dei russi. Oltre al georgiano, proprio l’MVP della Final Four 2019 sta lentamente tornando ai fasti di una volta (quasi 14 punti segnati a partita e un costante apporto offensivo in uscita dalla panchina) e potrebbe essere la chiave di volta per il CSKA nei finali punto a punto.

Will Clyburn attacca in palleggio
Will Clyburn attacca in palleggio

Ciò che non vorrà la squadra avversaria nei playoff dei moscoviti è arrivare punto a punto con i campioni in carica. Difatti, nel crunch time, Itoudis dispone di uomini di esperienza spesso decisivi. Il “nostro” Daniel Hackett è letteralmente un mastino in difesa e un playmaker adattato con IQ e attributi da vendere (notare, ad esempio, la leadership con cui ha guidato i compagni nel successo contro lo Zenit subito dopo l’affaire James”). Nikita Kurbanov è quel tipo di giocatore idolatrato da qualsiasi tipo di coach, poiché difende dal playmaker (ultimamente ha limitato Sloukas e Pangos) al centro e fa tante piccole grandi cose decisive per vincere. Johannes Voigtmann, forte del fantastico 46% nel tiro da tre punti, migliora costantemente in termini di mobilità laterale e di movimenti nei pressi del canestro. Iffe Lundberg che non dovrà far rimpiangere James, viste le caratteristiche simili (facendo le dovute proporzioni). Michael Eric, centro fisicamente spaventoso e difensore del ferro di altissimo livello. Infine, Ukhov e Khomenko, oltre a Strelnieks, sono esterni che potrebbero essere sorprendentemente utili anche quando il pallone peserà di più.

Down: troppi isolamenti offensivi ed equilibri fragili

Nonostante sia secondo per offensive rating (119.1 punti segnati su una base ipotetica e paritaria di 100 possessi, alle spalle solo dell’Efes), il CSKA è penultimo per assist di media (15.5, davanti solo alla Zvezda) e ultimo per percentuale di canestri assistiti sul totale dei canestri realizzati (53.7%). Questo perché Mike James ha impostato uno stile di gioco offensivo colmo di 1vs1, specie contro cambi difensivi. Gli stessi Shengelia e Clyburn non fanno del playmaking il loro principale punto di forza (entrambi regalano sì un paio di assist a partita ma perdono anche altrettanti palloni) mentre Lundberg sarà tutto da testare di fronte a difese focalizzate sui suoi punti deboli nei playoff. Ci si affiderà molto ad Hackett e Kurbanov come creatori aggiunti ma, dato il livello elevatissimo delle avversarie, potrebbe non bastare.

Johannes Voigtmann al ferro
Johannes Voigtmann al ferro

Una situazione così destabilizzante come quella che ha portato all’esclusione dal roster di James non può non farsi sentire anche nell’equilibrio dello spogliatoio. Buon per Itoudis però che i suoi uomini hanno reagito alla grande contro Khimki e soprattutto Zenit, dimostrando una coesione difensiva ed offensiva vista raramente per tutto l’arco dei 40′ con il numero 5 sul parquet. Comunque sia, considerato questo pesante addio, il contraccolpo a lungo termine potrebbe riservare brutte sorprese ai moscoviti.

Player Focus: Tornike Shengelia

Per Shengelia il passaggio dal Baskonia, squadra in cui era la bandiera e il leader incontrastato, al CSKA è tuttora difficile da giudicare in termini di rendimento. Difatti, ciò che balza all’occhio vedendo l’intera regular season del georgiano è la sua incostanza. Ma attenzione, non si parla semplicemente di alternanza di prestazioni buone ed opache, quanto anche di una scarsa solidità durante la singola partita.

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Toko Shengelia al ferro

Soprattutto ai tempi della convivenza con Mike James, Shengelia era solito monopolizzare i possessi offensivi di inizio primo e terzo quarto e sfruttare la sua sensazionale tecnica in post-basso. Tuttavia, a dei lampi abbacinanti, il georgiano faceva convivere disattenzioni difensive e falli ingenuamente commessi (2.7 a partita sono tantini). Poi da lì ad uscire mentalmente dalla partita il passo era breve.

Nel girone di ritorno, Shengelia ha mostrato importanti passi avanti. La sua solidità sui cambi difensivi, il tiro da tre punti in crescita (il 34.2% è comunque un dato su cui gli avversari nei playoff potranno scommettere) e il migliorato coinvolgimento dei compagni fanno ben sperare per coach Itoudis. Oltre alla continuità, Toko deve sistemare la media di 2 palloni persi: in pratica ogni suo post basso si traduce o in un canestro da capogiro o in un’occasione di contropiede per gli avversari.
Insomma, yin e yang di Shengelia sono agli occhi di tutti. Starà a lui e ad Itoudis nascondere il lato oscuro del suo gioco ora che il CSKA dovrà meritarsi di nuovo il trono d’Europa.

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Pubblicato da Matteo Puzzuoli

Classe 1999, studente magistrale di "Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo" all'Università La Sapienza di Roma. Appassionato di pallacanestro a 360 gradi, collabora anche per il sito overtimebasket.com