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Final Eight LBA: Milano conquista la sua settima Coppa Italia

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15 minuti. Questo è il tempo totale in cui l’Olimpia Milano ha sofferto durante la Coppa Italia. La squadra di coach Messina, infatti, eccezion fatta della prima parte della semifinale con la Reyer Venezia, ha dominato queste Final Eight e si è aggiudicata il suo settimo trofeo sconfiggendo Pesaro per 87 a 59 con il premio di MVP dato a Gigi Datome.

Un dominio costruito da giocatori esperti coadiuvati da star del basket europeo, rotazioni lunghe, talento e gestiti da un direttore d’orchestra magistrale fino a questo momento. Una squadra che ambisce a grandi risultati e che quest’anno può scrivere un capitolo importante della sua storia. Ma questa Coppa Italia ha mostrato tanto altro, andiamo a scoprirlo.

Una Olimpia troppo forte conquista la sua settima Coppa Italia

Una stagione con poche sbavature ed errori. L’Olimpia di quest’anno fa paura per la profondità del roster, solidità mentale e difesa. Quest’ultima è uno degli elementi cardine della fresca vincitrice della Coppa Italia avendo tenuto rispettivamente a 52 punti Reggio Emilia, 65 Venezia e 59 Pesaro. Nell’altra metà campo di fondamentale importanza è stata la distribuzione di punti equilibrata durante il corso dei tre match. Se contro la rimaneggiata squadra di coach Martino i protagonisti offensivi sono stati Punter e Leday, in semifinale sono scesi in cattedra Rodriguez, Hines e Datome, decisivi per la vittoria finale. Una squadra lunga che in finale ha chiuso i conti fin da subito grazie ai punti di Datome e al solito apporto di Leday.

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olimpiamilano.com

Unico neo di questa manifestazione è stata, come detto in precedenza, la prima parte di gara contro Venezia. La Reyer di De Raffaele, infatti, è stata l’unica squadra a mettere in difficoltà Milano partendo forte in difesa e con ottime percentuali dal campo. 15 minuti che potevano costare caro all’Olimpia la quale però nel momento più difficile, alzando il ritmo difensivo, ha di fatto portato a casa la partita senza problemi in un secondo tempo perfetto. “La cosa che mi conforta è la presenza mentale dei miei giocatori durante i momenti difficili come il primo quarto contro Venezia” dice Messina a fine Coppa Italia. Ora occhi puntati all’Eurolega, in primis, dove Messina cercherà in tutti i modi di rimanere nelle posizioni alte della classifica per poi tentare l’assalto alle Final Four di Colonia. In campionato invece ad oggi non sembra esserci un avversario che può reggere il confronto con l’Armani. L’unica squadra in grado di dire la sua potrebbe essere la Virtus Bologna, la quale però ha mostrato più di qualche lacuna nella partita persa contro Venezia.

Le sorprese delle Final Eight

Nonostante il dominio milanese la Coppa Italia ha regalato emozioni, soprattutto nell’altra parte del tabellone. La sorpresa numero uno è sicuramente Pesaro che ha raggiunto la finale dopo 17 anni di assenza. La squadra marchigiana sembra tornata ai piani importanti della Serie A e questo grazie a un ottimo allenatore come Jasmin Repesa il quale è riuscito a ricostruire una mentalità vincente che mancava da troppo tempo in città. La Carpegna ha sorpreso tutti fin dal primo match in cui dopo un overtime è riuscita ad avere la meglio grazie alle prestazioni di Justin Robinson (rivelazione di queste Final Eight), Delfino, Gerald Robinson e Drell.

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Victoria Libertas Pesaro Basket Facebook

Si è riaffermata il giorno dopo contro Brindisi (rimaneggiata vista le assenze) confermando che in questa stagione e nel futuro vuole costruire qualcosa di importante. L’altra grande sorpresa è l’upset della Virtus Bologna nel primo turno. La squadra di Djordjevic è uscita sconfitta contro Venezia che ha dimostrato, per il secondo anno consecutivo, quanto può mettere in difficoltà le big del campionato. L’assenza di Belinelli è sicuramente stata un fattore importante, ma non può essere la sola scusante per una sconfitta che si poteva evitare.

Il riepilogo finale e il futuro della stagione

Questa è stata la Coppa Italia di Messina, che ha dimostrato quanto Milano sia, ad oggi, di gran lunga sopra alle migliori del campionato, di Pesaro, con un immortale Delfino e la sorpresa Justin Robinson, di Tonut, che ha dimostrato nuovamente di essere uno dei migliori italiani nonostante la mancata convocazione con la Nazionale, e del basket italiano che di fronte al covid ha messo in evidenza quanto sia importante lo sport in un momento difficile come questo. E ora? Ora ci aspetta un finale di stagione con i fiocchi. Ai nastri di partenza avremo davanti sicuramente l’Olimpia Milano ma mai dare per scontato gli avversari. Virtus Bologna, Reyer Venezia, Sassari e Brindisi inseguono e sognano. A maggio inizierà la resa dei conti per lo scudetto e noi non vediamo l’ora di raccontarvela.

L’immagine copertina proviene dalla pagina Facebook dell’ Olimpia Milano.

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Pubblicato da Sergio Pannocchia

Laureato in "Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo" alla Sapienza, è giornalista pubblicista dal 2018. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche nel corso degli anni e fatto esperienza come ufficio stampa nell'Uisp Nazionale. Da sempre è innamorato dello sport, in particolare della NBA con cui ha un rapporto speciale dal 14 giugno 1998.