Approfondimento su Nicola Pietrangeli

Nicola Pietrangeli, la stella del tennis italiano

Il tennis italiano, in ambito maschile negli ultimi anni, ha faticato ad emergere tranne alcune eccezioni. In passato invece i tennisti italiani erano tra i primi al mondo e il più importante di tutti era sicuramente Nicola Pietrangeli, unico tennista italiano ad arrivare tra i primi tre nel ranking mondiale.

I primi successi

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Nato in Tunisia nel 1933, Nicola Pietrangeli sviluppa sin dall’infanzia un legame molto forte con lo sport,  pratica rugby e per gioco anche tennis senza sapere che quello sarà lo sport che lo renderà famoso. La guerra incombe, la famiglia Pietrangeli viene espulsa dalla Tunisia e andrà a vivere in Italia.

Il giovane Nicola deve ambientarsi, in primo luogo impara la lingua italiana, frequenta il Circolo Parioli dove inizierà a praticare con frequenza il tennis; il destino vuole che incroci un bambino che avrà un grandioso futuro, Adriano Panatta. Pietrangeli ad inizio anni ’50 debutta nei tornei più importanti e nel 1954 vince il suo primo titolo ai campionati italiani, il doppio in coppia con Giorgio Fachini. Successivamente il suo compagno nei tornei di coppia diventa Orlando Sirola formando un duo che farà le fortune del tennis italiano per un decennio.

La nuova coppia sin da subito si pone alle attenzioni degli appassionati arrivando in finale agli Internazionali di Roma, battuta solamente dalla coppia formata dall’americano Arthur Larsen e dall’argentino Enrique Morea. I due compagni sono rivali quando si affrontano in finale di un torneo in Germania: torneo che viene vinto proprio da Nicola Pietrangeli ed è solo il primo di una lunga serie.

Il Roland Garros

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Il duo Pietrangeli-Sirola perde due finali al Roland Garros e a Wimbledon. Il tennista, tunisino di nascita, ma che ormai si sente a tutti gli effetti italiano, è voglioso di centrare un successo importante a livello singolo e nel 1957 partecipa agli Internazionali di Roma. Nel doppio arriva un’altra sconfitta in finale per mano della coppia australiana Fraser e Hoad.

Nel torneo singolo Nicola Pietrangeli arriva in finale dove deve affrontare  il trentino Giuseppe Merlo che è il favorito alla vigilia. L’italiano gioca una partita di carattere battendo il rivale in tre set (8-6, 6-2 e 6-4) centrando la vittoria di prestigio che tanto cercava. Il successivo anno arriva ancora in finale a Roma ma la vittoria bis non riesce poiché a vincere è l’australiano Mervyn Rose. Agli Assoluti vince nel singolo, conquistando per la prima volta il titolo di campione italiano, successo ottenuto anche nel doppio con Sirola. Il 1959 è l’anno dello storico successo al Roland Garros, Pietrangeli vi arriva da vincitore nel doppio misto dell’anno precedente.

Il favorito secondo gli appassionati è il cileno Luis Ayala che agli ottavi di finale elimina Merlo. Nicola Pietrangeli invece vince contro tutti gli avversari sulla sua strada e batte ai quarti Billy Knight 6-1, 6-2 e 6-1.  In semifinale affronta il francese Fraser, battendolo. Ayala invece, contro le aspettative, si fa superare dal sudafricano Veermak. Il 30 maggio 1959 è una data storica: Pietrangeli vince in tre set 6-3, 6-4 e 6-1, centrando il primo storico successo italiano in terra francese. La gioia è doppia perché, in coppia con Sirola, l’Italia vince anche il Roland Garros in doppio.

Un’impresa sfiorata

Dopo la vittoria in Francia Nicola Pietrangeli raggiunge anche la consacrazione internazionale. E’ il 1960, anno storico per le Olimpiadi di Roma, ed è un’altra annata trionfale per il tennista italiano che bissa il successo al Roland Garros. La coppia d’oro con Sirola ottiene un’altra importante vittoria, agli Internazionali di Roma vincono il torneo senza perdere nemmeno un set. Pietrangeli partecipa a Wimbledon, torneo in cui i tennisti italiani hanno fatto sempre fatica a mettersi in luce. Batte Budge Party accedendo agli ottavi di finale. Suo rivale questa volta è l’australiano Martin Mulligan, anche lui è vittima di Pietrangeli che a piccoli passi riesce ad arrivare ad una storica semifinale, prima volta assoluta per un italiano.

Avversario del tennista italiano è l’astro nascente Rod Laver, vincitore pochi mesi prima degli Australian Open. Inizia l’incontro ed incredibilmente Pietrangeli è in vantaggio con il parziale che recita 6-4, 3-6, 10-8 in suo favore. Complice una palla che si ferma sul nastro, Laver rimonta e vince i successivi set 6-2, 6-4. Per Pietrangeli quello rimarrà un grosso rimpianto, ma il suo è ancora adesso il miglior risultato raggiunto dai tennisti italiani nel torneo più importante del mondo.

Una coppa contestata

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Gli anni ’70 vedono la nascita di una nuova stella nel tennis italiano, Adriano Panatta, lo stesso che Pietrangeli aveva incrociato al Circolo Parioli quando era un bambino. Panatta, romano di nascita, è la stella dell’Italia che partecipa alla Coppa Davis. Capitano non giocatore di quella squadra è proprio Nicola Pietrangeli.

L’Italia inizia bene il torneo battendo agevolmente Polonia e Jugoslavia. Al turno successivo l’avversaria è la Svezia di Bjorn Borg, il quale a sorpresa rinunciò all’evento; gli azzurri superarono anche questo ostacolo. Furono battuti anche Inghilterra e a fatica in semifinale l’Australia. L’Italia era in finale di Coppa Davis, ultimo ostacolo verso il trofeo è il Cile.

Sono gli anni in cui il paese sudamericano è governato dalla violenta dittatura di Augusto Pinochet, numerosi paesi hanno boicottato il torneo per protesta nei confronti del dittatore. In Italia l’opinione pubblica spinge affinchè l’Italia stessa boicotti la finale che tra l’altro si disputa nello stadio in cui Pinochet ha imprigionato tutti coloro che si oppongono al suo regime. La finale diventa un caso politico, il capo del governo Giulio Andreotti è combattuto sul da farsi. Si formò anche un comitato per il boicottaggio, la Federstampa, che inviò una lettera in cui si invitavano i giornalisti italiani a non partire per il Cile. Il clima era infuocato, i giocatori italiani furono anche minacciati di morte. Nicola Pietrangeli era favorevole alla disputa della finale e questo gli provocò numerose critiche. Il Coni alla fine decise che la finale l’Italia la doveva giocare.

In segno di protesta la Rai non trasmise la finale e Panatta in opposizione a Pinochet giocò quella finale con una maglia rossa. Fu un trionfo per l’Italia. La prima storica coppa Davis conquistata. Al ritorno in Italia i giocatori furono colpiti da una “calda accoglienza”. Lo stesso Pietrangeli dichiarò come vennero accolti a insulti: “dovemmo scappare come ladri da un’uscita secondaria, roba da pazzi”. Questo sarà l’ultimo atto di Nicola Pietrangeli nel tennis. Al ritiro avrà un’altra soddisfazione, nel 1986 verrà introdotto nella Hall of Fame del tennis, primo italiano ad essere inserito, dopo di lui vi sarà anche il giornalista Gianni Clerici. Della carriera del tennista italiano rimarranno nella memoria le numerose vittorie che hanno dato prestigio al tennis italiano.

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