Virtus Roma, tra il cambio societario e la Supercoppa

Se c’è una squadra che non ama far passare delle estati tranquille ai propri tifosi, quella è proprio la Virtus Roma. Il fulmine a ciel sereno è arrivato lo scorso 17 maggio, dove il presidente Claudio Toti annunciava di voler lasciare il comando della società dopo ben 20 anni. Per i tifosi della più importante e gloriosa realtà cestistica romana, l’ennesimo grido di allarme e di aiuto da parte di Toti non è stata assolutamente una novità, anche se questa volta il comunicato del presidente dava veramente l’idea di essere un punto di non ritorno. Da quel momento ad oggi sono passati quasi 4 mesi e di novità ce ne sono state abbastanza.

Passaggio di proprietà

Dopo un lungo periodo di silenzio, è arrivato lo scorso 31 luglio il comunicato del presidente Claudio Toti: «Ho dovuto riflettere molto prima di fare questo passo, perché, nella logica continuazione di quanto dichiarato da oltre due mesi, non avrei dovuto iscrivere la squadra al prossimo Campionato LBA, non essendo intervenuta la cessione delle quote di maggioranza del Club. Alla luce delle trattative in corso ho deciso di comportarmi diversamente per far sì che la Pallacanestro Virtus Roma avesse l’opportunità di partecipare alla prossima stagione sportiva, rimanendo patrimonio del basket e della Città. Naturalmente continuerò a lavorare per concludere al più presto l’operazione di cessione che potrà prevedere o meno, la nostra presenza in Società con una partecipazione minoritaria. Nel frattempo si dovrà iniziare a pensare alla squadra per recuperare il tempo perduto, condividendo le azioni strategiche con chi dovrà guidare, in un prossimo e speriamo vicino futuro, la Società».

Lo stesso Toti una ventina di giorni più tardi ha affermato che dietro l’eventuale passaggio di proprietà ci siano due aziende internazionali decise a rilevare la società e che egli stesso sia disposto a cedere tutto il pacchetto o almeno le quote di maggioranza a chi possa dare un futuro importante alla Virtus Roma. L’ultima indiscrezione, riportata da Gazzetta, parla di un’offerta da parte di un imprenditore della Pennsylvania da oltre un milione di euro per il pacchetto di maggioranza (75%) con Toti che rimarrebbe in società con una quota di minoranza (25%). Il club ha confermato l’interesse, anche se sono da definire modalità e tempistiche.

La costruzione della squadra

In attesa del fatidico passaggio di proprietà (sperando per i tifosi che ci sia al più presto), la squadra è stata fatta in poco più di due settimane. Rispetto alla scorsa stagione, dove si era puntato fortemente su due/tre giocatori carismatici e forti tecnicamente, ma poco risolutivi nell’equilibrio di squadra, quest’anno il ds Spinelli e il coach Bucchi hanno deciso di prendere giocatori più pronti, in quanto conoscono bene il palcoscenico europeo (gli americani hanno tutti partecipato a coppe europee) e dal talento distribuito.

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La cabina di regia sarà affidata a Gerald Robinson, classe ’89, ex Alba Berlino e Monaco, nell’ultima stagione tra i greci del Promitheas e i turchi del Bursaspor. E’ sicuramente un giocatore esperto anche se più combo guard che playmaker puro. Qui di fondamentale importanza sarà la crescita di Tommaso Baldasso, chiamato a spartirsi i minuti in campo con il play nativo del Tennessee. Il 22enne piemontese, nominato tra l’altro nuovo capitano della squadra, dovrà dimostrare di aver raggiunto quella giusta maturazione e leadership alla sua quinta stagione nella capitale.

La guardia tiratrice sarà invece Anthony Beane, ex Charleroi. Ultima stagione molto positiva per lui, chiusa a 18.2 punti di media in Fiba Europe Cup. Tra gli americani presi è sicuramente quello con meno esperienza, ma che potenzialmente potrebbe fare molto bene e sorprendere in positivo, anche se avrà probabilmente bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi nel campionato italiano. Lo spot di ala piccola titolare sarà occupato da Chris Evans, forse l’acquisto più altisonante della nuova Virtus. Classe ’91, grande atletismo e buona tecnica di base. E’ reduce da un’ottima stagione in Francia, a Orleans, chiusa a 15 punti di media, 5 rimbalzi e con il 37% dalla lunga distanza. In passato ha giocato con il Monaco (insieme a Robinson) e in Eurolega al Gran Canaria (10 punti di media). Dalla panchina, tra gli esterni, uscirà il nuovo acquisto Luca Campogrande, arrivato direttamente da Brindisi. Romano di nascita, vorrà fare bene nella sua città di origine, cercando anche l’aspirato salto di qualità. In cerca di qualche minuto di impiego ci saranno Liam Farley e il classe ’03 Samuele Telesca, proveniente dalla Smit.

I titolari del reparto interni saranno Jamil Wilson e Dario Hunt. Il primo proviene da una stagione sicuramente non esaltante in Russia all’UNICS Kazan, anche se alle spalle può contare una stagione in NBA ai Clippers (7 punti di media) e due anni a Torino (soprattutto nel primo fece registrare statistiche importanti), oltre ad una breve parentesi alla Virtus Bologna. L’ala grande americana, che può certamente risultare complementare con Evans, dovrà cercare di sfruttare il suo atletismo e il suo tiro da tre come armi principali. Il secondo invece sarà il centro della squadra capitolina. Ultimo arrivo della campagna acquisti, il classe ’89 ha maturato molta esperienza calcando proprio i parquet italiani. Nel nostro campionato infatti, ha giocato con le maglie di Capo d’Orlando, Caserta e Brescia. Non un grande score man, ma sicuramente un giocatore dalla forte propensione al rimbalzo e che in area fa sentire la sua stazza fisica (205 cm x 115 kg). Unico grande neo, la bassa percentuale ai tiri liberi, che potrà essere un’arma a vantaggio delle squadre avversarie, grazie al fallo sistematico in determinati momenti della partita.

Dalla panchina ci si aspetta una grande voglia di riscatto ed un discreto contributo da parte di Riccardo Cervi. Il centro emiliano viene da una stagione passata più in infermeria che in campo: sono state appena 7 le gare giocate tra Varese e Trieste. Se il fisico lo assisterà, potrà dare il suo contributo alla causa. Dietro le quinte ci saranno Damir Hadzic, ala bosniaca di formazione italiana, proveniente dalla NCAA (Division II), e Ygor Biordi, centro di San Marino, l’anno scorso in Serie B a Soresina.

L’avvio di stagione

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Non si è fatto in tempo di costruire la squadra che si è passati subito in campo. La Virtus Roma infatti neanche una settimana fa è partita per Olbia per giocarsi le sue chance nel Girone D della Supercoppa, quest’anno con un nuovo format “extralarge” che prevede la partecipazione di tutte e 16 le squadre del campionato italiano. La squadra di coach Bucchi deve affrontare il torneo sicuramente in maniera deficitaria, non essendo arrivati in Italia ben tre americani (Beane, Wilson e Hunt), e avendo gli altri due per ora a mezzo servizio (Robinson e Evans si trovano con il resto del gruppo ma non sono ancora scesi in campo). Nelle prime due partite contro Sassari e Brindisi (oggi la Virtus giocherà contro Pesaro) si è vista una Roma con molti giovani in campo e si è potuto dare minuti importanti agli italiani e alle seconde linee. Prestazioni confortanti da Baldasso e Campogrande, che dovranno meritarsi un buon minutaggio in campionato. Solo a sprazzi si sono potuti apprezzare la presenza sotto canestro di Cervi, l’atletismo di Hadzic e il tiro da tre di Farley.

Certamente c’è molto da lavorare per la nuova Virtus Roma, sia fuori che dentro al campo, soprattutto in vista dell’esordio in campionato (vero punto cruciale) del 27 settembre che vede i capitolini sfidare tra le mura amiche del PalaEur (per ora ancora senza pubblico) la Fortitudo Bologna. Se da una parte la Supercoppa può aiutare a far crescere sotto diversi punti di vista gli italiani in roster, dall’altra per la Virtus c’è il pericolo che, arrivando tardi il resto degli americani, le prime partite di campionato possano essere un dazio da pagare, in quanto buona parte del gruppo non si conosce e si avranno pochi allenamenti sulle gambe.

In quest’ultimo concitante mese c’è da registrare anche l’accordo con Macron come sponsor tecnico per i prossimi quattro anni. Una partnership senza dubbio importante, dopo l’allontanamento non cordiale con EYE Sport, con un’azienda italiana che è leader internazionale nel settore del teamwear e che è al fianco di molte realtà sportive. Si spera possa essere solo il primo di sponsor importanti (si parla anche di un accordo con Acea, che andrebbe a coprire il costo dell’affitto annuale del PalaEur). Uno dei più grandi problemi della società capitolina infatti è quello di non avere ancora un Title Sponsor da affiancare al nome della squadra. Manca ormai da troppi anni e nella stagione scorsa era l’unica squadra in LBA a non averlo. Insomma ancora tanti punti interrogativi ruotano attorno alla Virtus Roma, ma intanto è ora di iniziare a fare sul serio, sia in campo che fuori.

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