Goran Ivanisevic, da wild card a campione a Wimbledon

Lo sport è ricco di imprese e vittorie a sorpresa. Nel tennis quella più emblematica è quella capitata nel torneo inglese, quando Goran Ivanisevic vinse quell’edizione tra lo stupore generale degli appassionati e degli addetti ai lavori. Il tennista croato riuscì a trionfare a Wimbledon dopo aver passato anni bui dovuti agli infortuni alla spalla.

Eterno secondo

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Goran Ivanisevic ha avuto sempre un forte carattere, che gli permise di  imporsi sin da inizio carriera, vincendo vari tornei e giocando alla pari contro campioni già affermati del tennis mondiale. Quando a Wimbledon nel 1992 arrivò in finale dopo aver battuto Pete Sampras, la sensazione degli appassionati fu quella che il vincitore del torneo sarebbe stato Ivanisevic, anche perché in finale ad aspettarlo c’era Andre Agassi, sconfitto nelle due precedenti volte in cui i due si erano affrontati. Il croato vinse il primo set, nel momento decisivo del secondo commise due falli, favorendo il ritorno dell’americano che vinse  il torneo. Per il croato la beffa fu atroce, ma il successo a Wimbledon era solamente rimandato.

Due anni dopo Ivanisevic arrivò di nuovo in finale, contro Sampras, in una sfida senza storia si dovette accontentare ancora di arrivare secondo, stesso piazzamento in classifica mondiale a fine anno e stesso epilogo quattro anni più tardi. Per gli appassionati Ivanisevic era un campione che si sarebbe dovuto accontentare in eterno della piazza d’argento.

Pronostico ribaltato

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Passarono gli anni e Goran Ivanisevic si trovò a fare i conti con i tanti infortuni, era dato ormai a fine carriera e nel 2000 fu costretto a ritirarsi da un torneo perché aveva rotto tutte le racchette che aveva a disposizione. Per i tifosi il croato era diventato il fantasma del campione, che pur perdendo a Wimbledon tre finali, aveva dimostrato di avere talento. Fu proprio il torneo inglese a rappresentare il suo riscatto nel 2001. Visto il suo passato importante, il tennista croato fu invitato tramite wild card al torneo più importante del tennis mondiale. Se sette anni prima nel ranking era secondo, adesso era diventato il numero 125. Era quasi sicuro che a Wimbledon avrebbe fatto solo la comparsa oppure avrebbe lasciato spazio a una stella emergente.

Ivanisevic sorprendendo tutti, arrivò in semifinale contro Tim Henman, idolo di casa. Per questo gli appassionati pronosticarono una favola senza lieto fine per il croato che infatti stava in svantaggio 2-1 nei set, quando sul cielo inglese si addensarono le nubi rimandando la semifinale. Quando si riprese Ivanisevic rimontò l’avversario, vincendo al quinto set e arrivando ad una clamorosa finale, smentendo chi diceva che era finito.

La vittoria tanto sognata

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L’ultimo ostacolo si chiamava Pat Rafter, finalista l’anno precedente e per questo voglioso di riscatto. Fu una finale combattuta, si arrivò al quinto set, Ivanisevic doveva servire per la vittoria. Nella sua mente tornò l’errore commesso nel 1992 che gli costò la vittoria, commise due falli, ma questa volta il croato non sbagliò centrando una storica vittoria. Fu il primo tennista a vincere Wimbledon con una wild card nella storia, e dopo il trionfo, ripensando alle finali perse e al piatto d’argento, le sue parole furono: “Ho sempre visto gli altri alzare il trofeo, io mi ero stancato di portare a casa quel maledetto piatto, ne avevo già troppi“.

Al ritorno in Croazia fu accolto come un eroe nazionale, la sua storia è talmente intensa, che nel 2004 ispirò un film “Wimbledon“.  Ritiratosi nel 2004, ultimamente è stato contagiato dal Coronavirus dopo aver partecipato a un torneo organizzato da Novak Djokovic. Per fortuna è riuscito a superarlo, arrivando a paragonare la guarigione a quella storica vittoria in terra inglese, un trionfo storico nello sport, che dimostra che chiunque può farcela, rialzandosi dalle difficoltà.

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