NBA Finals 2020

NBA Finals 2020, il reportage del 17esimo titolo dei Lakers e la vittoria di Adam Silver

LeBron James sempre più nell’olimpo della NBA, Anthony Davis consacrato tra i grandi della lega e Jimmy Butler e i suoi Heat vicini a uno dei più grandi miracoli del campionato americano. Questi sono stati gli ingredienti principali delle NBA Finals 2020. Difficile trovare un epilogo migliore di quello che hanno offerto i Los Angeles Lakers e i Miami Heat in queste Finali. Uno spettacolo unico offerto a tutti i fan, gli addetti ai lavori e gli appassionati della palla a spicchi nel mondo. Ma la bolla di Orlando lascerà il segno anche per altri motivi. La stagione 2019-2020 è stata la più lunga della storia, la più significativa per il momento storico e culturale che ha colpito l’America e non solo ed è quella in cui si è ha visto il livello massimo di pallacanestro su un parquet.

NBA Finals 2020: Los Angeles Lakers 2-1 Miami Heat, i primi tre capitoli

NBA Finals 2020
Douglas P DeFelice/Getty Images

Non bastano poche parole per descrivere il film delle Finali. La serie è stata in sospeso fino all’ultima partita nonostante sia finita a gara 6. Se il primo match, complici gli infortuni durante la gara di Dragic e Adebayo, è stato un dominio Lakers su entrambi i lati del campo con la coppia James-Davis ai limiti della perfezione (con numeri che li hanno portati a essere paragonati alla coppia Kobe-Shaq), dal secondo match il copione è cambiato. A gara 2, Los Angeles è stata molto brava a sfruttare la maggiore fisicità producendo molti punti nel pitturato. In particolare, nella terza frazione Davis è stato il problema principale per la difesa degli Heat che, senza il loro lungo di riferimento, hanno avuto molte difficoltà a contenere il numero 3 dei gialloviola. Miami lascia intravedere qualche spunto interessante ma la partita sbagliata di Robinson e la grande prestazione dalla panchina di Rondo portano i Lakers sul 2-0.

Gli spunti interessanti della precedente partita si trasformano in azioni concrete in gara 3 e Jimmy Butler conduce i suoi a una grande prestazione che li ha visti sempre in controllo della partita. Miami aggredisce fin dalla palla a due i Lakers e parte con un atteggiamento completamente diverso. Robinson è finalmente un’arma in attacco e Davis ha problemi in fase offensiva. Il lungo della squadra di coach Vogel commette qualche ingenuità di troppo in difesa e con i problemi di falli esce dal ritmo della partita. James, insieme a qualche fiammata di Rondo e Morris, riporta Los Angeles in testa a 9 minuti dalla fine del match ma da quel momento in poi sale in cattedra Jimmy Butler. La stella degli Heat sfrutta senza quasi mai sbagliare tutti i mismatch prodotti dai blocchi dei compagni (soprattutto contro Morris e Pope) con decisioni al limite della perfezione sia nei tiri tentati che negli assist distribuiti.

NBA Finals 2020: Los Angeles Lakers 4-2 Miami Heat, l’atto finale

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Kim Klement-USA TODAY Sports

La pressione si sente, niente è più come le prime due gare. Coach Spoelstra ha messo in difficoltà i favoriti al titolo e l’ansia si sente anche in gara 4. I gialloviola partono aggressivi in difesa su Robinson e Herro ma il ritorno in campo di Adebayo costringe subito James e compagni a 5 turnover nel solo primo quarto di gioco. Miami parte molto bene nel secondo quarto e passa in controllo del match ma da qui in poi si gioca punto a punto fino ai minuti finali. Nel momento nevralgico della partita (durante la metà della terza frazione), fatto di sorpassi continui, LeBron firma 8 punti consecutivi che non lasciano cadere il pallino del gioco agli Heat, più solidi mentalmente. Davis è un fattore in chiave difensiva e James nell’ultimo quarto incomincia a trovare punti importanti. Cuore e testa riportano a contatto gli uomini di Spoelstra, ma il game, set and match viene fatto da Caldwell-Pope (5 punti consecutivi), Rondo e Davis.

Con le spalle al muro e sotto 3 a 1, solo una prestazione migliore di quella vista in gara 3 poteva salvare i Miami Heat. È una partita tra superstar quella che si è svolta il 9 ottobre: da una parte LeBron James per chiudere la serie e riportare il trofeo a Los Angeles con una dedica speciale, dall’altra Jimmy Butler per dimostrare ancora una volta quanto questo titolo spetti a loro, gli underdogs. Il match vede difatti Miami avanti per gran parte della gara con un Duncan Robinson perfetto interprete dietro il solito numero 22. Il Re è perfetto fin dal primo minuto e con la sua prestazione riesce a portare sopra i Lakers fornendo l’assist del sorpasso a Caldwell-Pope durante l’ultima frazione di gioco. Gli ultimi due minuti sono un one-versus-one tra James e Butler che alla fine vede come vincitore la stella degli Heat.

Gara 6 è quella che conclude questo incredibile viaggio iniziato il 22 ottobre 2019. La partita dura solo 24 minuti. Troppa la stanchezza degli Heat arrivati a giocare il loro basket alla perfezione senza un interprete offensivo come Dragic (rientrato per quest’ultimo match) e con un Adebayo non al top della forma. Nel secondo quarto, la difesa di Davis annulla completamente Miami e con i punti di Rondo e di Caldwell-Pope i Lakers piazzano un parziale di 36 a 16 che spegne ogni speranza degli Heat. È il titolo che porta i gialloviola a quota 17 come i Boston Celtics, che arriva come lieto fine in una stagione che ha visto la scomparsa di Kobe Bryant, che consacra ancora una volta LeBron James come uno degli immortali di questo sport.

La stagione NBA 2019-2020

Senza ombra di dubbio questa stagione appena conclusa rimarrà nella storia del massimo campionato di basket. Le ragioni possono essere molteplici. La prima è la lunghezza della regular season e dei successivi playoff. Iniziata il 22 ottobre 2019, la stagione si è conclusa il 12 ottobre 2020 durando di fatto quasi un anno, la più lunga di sempre. Ma c’è un altro motivo, forse quello più emozionale: la scomparsa di Kobe Bryant avvenuta lo scorso 26 gennaio. Le parole di LeBron James parlano chiaro “Hope I’m made you proud my brother!! Love and miss you Champ!!”. I Lakers avevano una missione da compiere da quel giorno e la vittoria del titolo è stato il lieto fine che non tutti auspicavano ma sicuramente il più giusto per come sono andate le cose.

L’assassinio di George Floyd, uomo afroamericano ucciso da due agenti di polizia a Minneapolis, e la sparatoria che ha visto coinvolto Jacob Blake ha portato l’NBA a fare il passo successivo e a scendere a tutti gli effetti in campo.

NBA Finals 2020
Ashley Landis, Associated Press

Ultima ragione per cui difficilmente dimenticheremo questa stagione è la pandemia che ha messo in ginocchio tutti i Paesi. Era impensabile concludere questo campionato dopo tutte le notizie che arrivavano dall’America eppure Adam Silver è riuscito a organizzare un evento perfetto. Il commissioner della lega ha portato 22 squadre a Orlando ed è riuscito a non avere nessun caso positivo in 172 partite disputate. Ma non solo. Il grande merito di Silver sta anche nell’essere riuscito ad ascoltare e venire incontro ai giocatori e ai team dopo la protesta per il caso di Jacob Blake attraverso iniziative, fondi, messaggi ed eventi per combattere la grande piaga del razzismo e delle discriminazioni.

La stagione 2019-20 verrà ricordata quindi per tutti questi motivi e rimarrà indelebile per come è riuscita a concludersi, per i forti valori trasmessi e per aver mostrato, ancora una volta, un basket eccellente sotto tutti i punti di vista.

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