Pallanuoto, quanti dubbi. E intanto ci si allena con il Settebello

Il mostro invisibile che terrorizza ormai da settimane l’Italia e il mondo intero non ha risparmiato, ovviamente, la pallanuoto. Gli atleti di tutta la nostra penisola sono costretti, come tutti gli altri abitanti, a stare a casa, a causa della pandemia da coronavirus. I campionati sono fermi ormai da fine febbraio, fatta eccezione per la serie A1 maschile, ultima a scendere in acqua lo scorso 7 marzo. Gli impianti, chiusi, rischiano il collasso. Cosa aspettarci allora dal prossimo futuro? Sarà possibile terminare la stagione?

 

Gli scenari possibili: sospensione definitiva o provvisoria?

Alle due domande precedenti, oggi, non è facile dare risposta. Lo spostamento delle Olimpiadi di Tokio al 2021 lascia “libera” per eventuali recuperi tutta la stagione estiva. Resta da capire lo sviluppo che avrà il virus nelle prossime settimane. Questo, purtroppo, ad oggi non è prevedibile: nessuno ha certezze ed è comprensibile che nemmeno la FIN si sia sbilanciata ufficialmente sull’argomento. Nei giorni scorsi, l’Istituto Superiore di Sanità ha parlato di maggio come inizio del periodo di gestione del virus. Lo sport italiano, dunque, non ripartirà con ogni probabilità prima di quel mese.

Come accennato, il rinvio della massima manifestazione sportiva mondiale apre a due strade. La prima è aspettare, sperare e cercare di finire i campionati, anche giocando per tutti i mesi estivi. La seconda, invece, è seguire l’esempio del CIO e mettere un punto definitivo a questa stagione, con un arrivederci a settembre 2020. Gli ultimi spifferi raccontano di una federazione intenzionata a non voler cancellare dagli annali il 2019/2020, ma la situazione è davvero complessa.

Le difficoltà sono molte, anzi, moltissime. Economicamente parlando, si chiederebbe uno sforzo ulteriore alle società, in un momento delicato, con gli impianti chiusi e zero entrate. Prolungare la stagione significherebbe nuove trasferte e nuovi spazi acqua da comprare, almeno per chi non ha una piscina di proprietà. Viceversa, lo stop definitivo dei campionati lascerebbe giocatori e allenatori senza gli stipendi e i rimborsi spese concordati a inizio anno.

 

Ci si allena anche a casa, Settebello docet

Piscine chiuse? Bene, ci alleniamo anche a casa. No, non nella vasca da bagno ovvio. Ma un atleta non riesce a stare fermo senza far niente: l’esercizio fisico, poi, aiuta anche la mente in questa situazione di reclusione forzata. Ed ecco che allora tante società hanno iniziato a pubblicare foto e video dei propri ragazzi che si allenano, a secco e ovviamente a casa. Un modo, nell’era dei social network, di non fermare la pallanuoto, almeno nei cuori dei suoi appassionati

L’iniziativa di maggiore interesse è senza dubbio quella del Settebello. Il commissario tecnico Sandro Campagna, infatti, ha promosso un canale YouTube in cui il preparatore atletico degli azzurri, Alessandro Amato, pubblica veri e propri tutorial di sessioni di allenamento. In tantissimi, da giorni, si allenano come e insieme ai campioni del nostro Settebello. Anche Bodegas, Luongo, Aicardi e Cannella hanno pubblicato video in cui seguono i circuiti di Amato.

Davvero una bella iniziativa, utile sia per il mantenimento fisico che per restare in contatto in un periodo così difficile. La pallanuoto, quindi, ha reagito all’emergenza cercando di trovare un modo per allenarsi e sentirsi meno soli. Molti compagni di squadra si danno addirittura un appuntamento giornaliero, per allenarsi tutti insieme in videochiamata. Perché se è vero che la nostalgia verso il cloro e quel pallone giallo è davvero forte, lo è ancora di più quella che ognuno di noi sente per tutte le persone care che ad esso ruotano attorno.

 

 

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