Approfondimento su Rocco Pagano

Rocco Pagano, il calciatore che impressionò Paolo Maldini

Nel calcio ci sono giocatori che sono campioni affermati, vincitori di trofei e abituati ad avere gli occhi della stampa addosso. Altre volte capita che alcuni calciatori, protagonisti di una buona carriera, non ottengano la meritata attenzione, ma conclusa la carriera salgono alla ribalta. Questo è il caso di Rocco Pagano, definito da Paolo Maldini, l’avversario più duro da affrontare.

Una felice intuizione

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Rocco Pagano, nasce nel  1963 a San Nicandro Garganico in provincia di Foggia. Quando è piccolo va a vivere a Torino con i genitori. Sin da giovanissimo coltiva una forte passione per il calcio, e il suo sogno è che la sua passione diventi un lavoro. Ci sono tutti i presupposti per cui ciò si realizzi, visto che compie tutta la trafila nel settore giovanile della Juventus, dove gioca tra gli altri Giuseppe Galderisi, ma sfortunatamente non riesce ad esordire in prima squadra. Il debutto da calciatore avviene nella stagione 1982-83, quando viene acquistato dal Banco di Roma. Diciotto le presenze, che gli valgono la chiamata di una piazza storica per il calcio italiano, l’Alessandria. La squadra vede come proprietari i fratelli Calleri, che successivamente prenderanno anche la Lazio riportandola in A e negli anni ’90 il Torino.

Obiettivo è andare in C1, ma la squadra inizialmente non decolla. Saranno ben tre gli allenatori alla guida: Amilcare Ferretti, Natalino Fossati e Antonio Colombo. Pagano esordisce con la squadra grigia in Coppa Italia nella partita vinta 4-0 contro il Casale, nella stessa competizione  segna il suo primo goal contro il Parma. Ma le sue prestazioni non convincono tifosi e società, che alla fine decide di cederlo al Derthona. Qui avverrà la svolta per la carriera del giocatore pugliese. L’allenatore, Angelo Domenghini, ex giocatore di Inter, Atalanta e Cagliari, lo sposta da centrocampista ad ala destra. Per Pagano sarà una stagione positiva, e le sue ottime prestazioni gli valgono la chiamata del Pescara.

Anni d’oro

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Gli anni in Abruzzo saranno quelli più importanti per il pugliese, dove diventerà un idolo dei tifosi che lo chiameranno “Rocco Volante”. Ma l’inizio non è dei più facili, il Pescara retrocede in C1. In estate scoppia il secondo calcioscommesse, e il Palermo, coinvolto nello scandalo, fallisce e al suo posto viene ripescata proprio la formazione abruzzese. La squadra vede come allenatore Giovanni Galeone, che nutre per Pagano una profonda ammirazione. Il giocatore sarà uno dei pilastri della squadra che a sorpresa conquista la seconda promozione in A della sua storia, un traguardo impensabile se si pensa che solo l’anno precedente il Pescara era retrocesso sul campo.

Il buon campionato di Pagano attrae le attenzioni di Inter e Napoli, ma la dirigenza si oppone alla cessione dell’ala, in particolare rifiuta l’offerta dei partenopei, che hanno appena conquistato il primo scudetto della loro storia perché in cambio offrono Hugo Maradona, fratello di Diego (alla fine andrà ad Ascoli dove si rivelerà un flop). Il ritorno in massima serie vede l’arrivo di Junior dal Torino; il Pescara gioca un buon calcio vincendo alla prima giornata a Milano contro l’Inter. Pagano anche in A non sfigura, diventando il protagonista nella storica vittoria 2-0 contro la Juventus, segnando anche una rete. Il buon campionato disputato dall’ala permette alla sua formazione di rimanere in A, retrocedendo invece nel campionato successivo. Dopo un anno all’Udinese, Pagano torna a Pescara nella stagione 1991-92, dove con le sue dieci reti contribuisce al ritorno in A della squadra.

 Ultimo acuto

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La carriera di Pagano avrà una parentesi finale positiva a Perugia, anche se la promozione in B conquistata il primo anno, viene revocata per illecito sportivo. Conclude la sua avventura umbra con la conquista della A al termine del campionato 1995-96. Il giocatore continuerà a giocare fino al 2011, con squadre locali abruzzesi. Il pugliese nonostante abbia avuto come compagni di squadra Gasperini e Allegri, che si ispirano per il loro modo di far giocare le proprie squadre al loro vecchio allenatore Galeone, non ha mai intrapreso la carriera di allenatore.

Il suo nome è tornato alla ribalta quando Paolo Maldini, alla domanda su chi fosse il peggiore avversario affrontato, colse di sorpresa tutti quelli che si aspettavano uno dei campioni affrontati dall’ex bandiera rossonera e della nazionale, rispondendo con il nome di Rocco Pagano. Un bel riconoscimento da uno dei più forti difensori italiani e anche un auspicio per tutti quei calciatori, che pur non giocando in grandi squadre, ottengono grandi soddisfazioni ugualmente.

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