Calcio

Euro 2020, girone F: la Super Francia nel girone della Morte

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Tempo di lettura: 9 min

Il gruppo F è stato riconosciuto universalmente come il gruppo della morte di questo Europeo. Al suo interno abbiamo i campioni del mondo in carica (Francia) ed i campioni d’Europa e della Nations League in carica (Portogallo). Completano il girone la squadra europea con più vittorie dei mondiali e più finali raggiunte e prima nell’albo d’oro degli europei (la Germania) e il team destinato a fare da cenerentola del girone ma che ha già sorpreso 4 anni fa (l’Ungheria).

Francia

I campioni del mondo sono i favoriti alla vittoria anche in questo torneo. A tre anni dal successo del mondiale, i transalpini sembrano addirittura migliorati. Hanno molti giovani che sono diventate certezze come Pavard, Kimpembe, Lemar, Dembele, e soprattutto Mbappé ormai consacrato tra i migliori giocatori al mondo. A loro si sono aggiunti altri giovani in rampa di lancio come Lenglet, Koman, Kounde e Thuram (il figlio di Lilian che abbiamo apprezzato in Italia e che con la maglia dei blues ha vinto mondiale ed europeo). Quindi a giovani forti e membri d’esperienza, si sono aggiunti altri giovani di caratura internazionale.

Deschamps poi ha anche sorpreso pubblico e critica, convocando Karim Benzema, a quasi sei anni dalla sua ultima presenza con la nazionale. Era stato posto un veto sulla sua presenza in maglia blues, ma le ottime prestazioni in maglia Real dell’ultimo biennio lo hanno sospinto a furor di popolo a riconquistare la nove della nazionale. I francesi potranno quindi schierare quello che è considerato il miglior tridente di questo Europeo: Mbappé, Benzema e Griezmann.

L’undici di partenza dovrebbe essere questo: Lloris; Pavard, Varane, Kimpembe, Lucas Hernandez; Rabiot, Pogba, Kante; Griezmann, Benzema, Mbappé. Il punto di forza della Francia è l’essere una squadra già vincente e che ha già sofferto per una sconfitta da favorita (finale di Euro 2016 in casa contro il Portogallo) e che da quell’insucesso ha cementato un gruppo. Inoltre la grande scelta a disposizione di Deschamps, il quale ha dovuto lasciare a casa un numero importante di giocatori che sarebbero titolari in molte delle altre 23 qualificate, uno su tutti Theo Hernandez. Il punto debole è difficile da trovare, potrebbe essere l’avere la pressione di dover vincere e il sapere che ogni altro risultato che non sia la vittoria verrà accolto come un fallimento.

Germania

I tedeschi in contro tendenza con la loro tradizione, affrontano questo torneo con la paura di poter essere la grande delusione di Euro 2020. Low è al termine del suo mandato, iniziato nel 2004, quando Joachim era l’assistente di Klinsmann e continuato dopo il mondiale perso in casa nel 2006 come CT. L’allenatore tedesco ha portato la nazionale sul tetto del mondo nel 2014, ma da quel momento la Germania è sembrata non in grado di rinnovarsi. Nel 2018 è arrivata l’eliminazione nel girone dei mondiali per mano della Corea del Sud a giugno ed a novembre la retrocessione in Nations League. E una serie di partite veramente brutte, come la sconfitta contro la Spagna sempre in Nations League per 6-0, hanno sgretolato qualsiasi certezza, in un gruppo già non troppo unito. Sembra infatti che molti giocatori non digeriscano le pressioni del Bayern Monaco sulla federazione.

I bavaresi per esempio, avevano minacciato di non fornire convocati alla nazionale se Neuer non avesse giocato come titolare. La reazione di Ter Stegen è stata quella di preferire l’anticipo di un’operazione rimandabile per saltare questi europei che avrebbe vissuto dalla panchina. Anche Reus, bandiera del Borussia Dortmund, ha rifiutato la convocazione per motivi fisici che hanno lasciato scettici tutti in Germania. Inoltre Low ha dato una sterzata al suo modo di gestire i teutonici, dopo aver epurato dalla nazionale i giocatori più anziani. Lì ha riconvocati per prendere parte all’europeo sconfessando un lavoro importante con i giovani che proprio qualche giorno fa hanno portato la Germania ad essere campione Under 21.

Cavalli di ritorno quindi Muller ed Hummels con il difensore addirittura titolare nelle idee del CT che dovrebbe presentare così la sua squadra all’appuntamento: Neuer; Klostermann, Hummels, Rudiger, Gosens; Kimmich, Kroos, Gundogan; Gnabry, Werner, Sanè. Punti forti: l’essere comunque la Germania che, nei grandi appuntamenti, anche senza i favori del pronostico spesso riesce ad arrivare in fondo al torneo. Punti deboli, la nazionale tedesca ricorda molto l’Italia bis di Lippi ai mondiali Sud Africani. Purtroppo la riconoscenza nello sport non paga quasi mai ed il clima che si respira nello spogliatoio tedesco, non è dei migliori.

Ungheria

Cenerentola, ma non troppo. I magiari hanno già stupito quattro anni fa, raggiungendo gli ottavi di finale ad Euro 2016 vincendo il girone F contro avversarie di tutto rispetto come il Portogallo (che poi divenne campione d’Europa), l’Austria e la favola Islanda. Il sogno dell’Ungheria si infranse poi contro la corazzata Belgio, ma i magiari hanno così ottenuto una buona esperienza per essere la guastafeste del girone. Ed anche in questo Europeo hanno vissuto un amarcord e vivranno un deja vù dello scorso torneo. Agli spareggi di qualificazione hanno infatti eliminato l’Islanda, mentre in questo torneo affronteranno di nuovo il Portogallo (questa volta nella loro partita d’esordio).

Marco Rossi tecnico italiano vorrebbe proporre un 3-5-2 coperto, ma pronto a veloci contropiedi, con: Gulacsi; Botka, Lang, Attila Szalai; Bese, Kalmar, Nagy, Siger, Hangya; Adam Szalai, Konyves. Punti di forza: non avere davvero nulla da perdere. Tutti si aspettano un campionato europeo da zero punti per l’Ungheria. Ogni risultato utile sarà uno schiaffo in faccia a chi pensa che i nomi dei giocatori siano più importanti del collettivo e dell’organizzazione. Punti deboli, oltre alla difficoltà del girone, l’infortunio dell’uomo più importante proprio a poche settimane dal calcio d’inizio. Szoboszlai si è infatti dovuto arrendere per un problema all’inguine.

 

Portogallo

Ecco un’altra squadra che per talento potenziale, non può non partire tra le favorite. Il Portogallo, negli ultimi anni, è riuscito grazie all’innesto di Cristiano Ronaldo a rendere concretizzabile quella mole di gioco che i lusitani riuscivano a creare, senza però avere uno stoccatore finale affidabile dai tempi di Eusebio. Il Portogallo è campione in carica e nei cinque anni dalla vittoria dell’Europeo molto è cambiato. Un po’ come accaduto per la Francia, i portoghesi sono riusciti ad aggiungere talento al talento. Sono sbocciati gioielli come Joao Felix, decisivo per la vittoria della Liga dell’Atletico Madrid. E’ uscito fuori il difensore al momento più forte del mondo: Ruben Dias, premiato miglior giocatore della Premier League 2020-2021.

Accanto a loro si sono definitivamente consacrati a livello internazionale anche i vari: Bruno Fernandes, André Silva, Bernardo Silva, Renato Sanches, Guedes, Ruben Neves e Diogo Jota. Non mancherà ovviamente Cristiano Ronaldo, vincitore del titolo di capocannoniere della Serie A ed unico giocatore nella storia ad aver vinto la classifica marcatori di campionato italiano, spagnolo ed inglese. Fernando Santos ha quindi problemi di abbondanza e proporrà un 4-4-2 che sembra più un 4-2-2-2 molto offensivo, provando ad inserire tutti i suoi talenti in questo modo: Rui Patrício; Ricardo Pereira, Ruben Dias, Pepe, Guerreiro; Ruben Neves, Pizzi, Bruno Fernandes, Bernardo Silva; Ronaldo, Joao Felix. Punti forti, come anticipato, l’abbondanza di scelta ed avere in ogni reparto almeno un paio di giocatori tra i migliori interpreti mondiali. Punto debole, la difficoltà del girone. Già nel 2016 i campioni d’Europa ebbero difficoltà a qualificarsi in un girone facile, dovendo attendere il ripescaggio tra le migliori terze. Contro queste avversarie perdere punti da inizio torneo potrebbe essere fatale.

 

Calendario

Martedì 15 giugno

Ore 18:00 Ungheria – Portogallo (Budapest)
Ore 21:00 Francia – Germania (Monaco di Baviera)

Sabato 19 giugno

Ore 15:00 Ungheria – Francia (Budapest)
Ore 18:00  Portogallo – Germania (Monaco di Baviera)

Mercoledì 23 giugno

Ore 21:00  Germania – Ungheria (Monaco di Baviera)
Ore 21:00  Portogallo – Francia (Budapest)

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Pubblicato da Flavio Sarrocco

Nato nel 1987, diplomato al Liceo Classico Plauto , si è laureato in giurisprudenza all'università LUMSA. Grande appassionato di sport, sia di massa (calcio, basket) che di nicchia (futsal, hockey su ghiaccio). Già durante il periodo accademico scrive per il giornale dell'ateneo romano. Diventa poi autore e conduttore radiofonico per il programma Ogni Maledetto Giovedì, in onda per tre anni su RadioOrvietoWeb. Inizia nel 2013 il percorso per diventare giornalista pubblicista nella redazione Fanner, prendendo dimestichezza con le telecronache. Raggiunto il traguardo dell'iscrizione all'albo diventa Addetto Stampa e Dirigente della Società Sportiva Spinaceto70. Continua a scrivere di sport per il settimanale online Mediapolitika e partecipa per un anno costantemente al programma Diretta Sport su Centro Suono Sport, commentando ogni settimana la Domenica calcistica e la finale di Champions League e le partite degli Europei 2016.