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La scorsa estate una notizia ha cambiato il potere economico del calcio europeo. Il fondo PIF ha infatti acquistato il club Newcastle FC, rendendolo il più ricco del mondo. La squadra è la più a nord geograficamente della Premier League ed è una delle più conosciute, anche grazie al film del 2005 Goal!, in cui il protagonista era un talento che iniziava a giocare in Messico e coronava il suo sogno di approdare nel campionato inglese, proprio nelle fila delle Gazzelle (Magpies).

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Anche se il fondo saudita non ha ancora iniziato una campagna acquisti faraonica, al momento in cui scriviamo l’unica aggiunta alla rosa di Eddie Howe nel mercato di riparazione è stato il terzino membro della nazionale inglese Trippier. Siamo certi che nel lungo periodo, grazie alle infinite potenzialità economiche, il Newcastle diventerà un competitor per il titolo, proprio come in precedenza, grazie a presidenze molto facoltose, lo sono diventate squadre che non facevano parte dell’aristocrazia calcistica inglese ed europea, come Chelsea (che comunque aveva ottenuto qualche risultato importante, anche precedentemente ad Abramovic) e soprattuto Manchester City.
Le vittorie
Il Newcastle in 130 anni di storia non ha vinto molto, nello specifico quattro titoli inglesi (‘ultimo dei quali però nel 1926/27), sei FA Cup, anche queste molto datate (l’ultima nel 1954/55) ed una Supercoppa targata 1909/1910. In ambito europeo non è andata meglio ai Magpies che nel 1968/1969 hanno vinto una Coppa delle Fiere, trofeo antesignano della Coppa UEFA/Europa League, ma non riconosciuto come ufficiale dalla UEFA. C’è quindi una sola vittoria nell’epoca contemporanea per il Newcastle ed è quella che vi andiamo a raccontare.

La Coppa Intertoto
Nel 1995 la UEFA istituì la Coppa Intertoto, questa era la quarta competizione della federazione europea e si disputava d’estate nei mesi di luglio ed agosto. Era una competizione riservata alle squadre classificate, nei rispettivi campionati, nelle posizioni immediatamente successive a quelle che permettevano la partecipazione alla Coppa UEFA e le squadre dichiarate vincitrici, oltre ad alzare al cielo un trofeo, si qualificavano a quella competizione.
Negli anni più volte la UEFA cambiò il formato di quella coppa che velocemente perse di appeal. Inizialmente era un canale che permise a dei club (anche importanti), dopo un’annata sfortunata, di avere una seconda chance in ambito europeo. In Italia per esempio la Juventus, nella stagione 1999-2000, si qualificò in Coppa Uefa proprio vincendo la Coppa Intertoto. Ben presto i club meno attrezzati si resero conto che disputare un torneo così impegnativo a luglio e finirlo ad agosto mandava a rotoli l’intera preparazione e per esempio in Italia, il Perugia, l’anno in cui vinse l’Intertoto poi retrocedette in campionato.
La Coppa Intertoto 2006
La coppa prevedeva una sola partita eliminatoria per i club con coefficiente nazionale più importante per un totale di undici squadre qualificate ai preliminari di Coppa Uefa ed il titolo di vincitore della Coppa Intertoto solo per il club che fosse andato più avanti nella competizione.
I Magpies affrontarono quindi la propria finale di Coppa Intertoto contro il Lillestrøm. Nel match di andata in Inghilterra i norvegesi, a sorpresa, passarono in vantaggio venendo poi però recuperati a inizio secondo tempo da un goal di Luque, ala spagnola, che disputò una discreta carriera nella sua terra, soprattutto tra le fila del Deportivo la Coruna. Nel match di ritorno però non ci fu storia: il Newcastle era guidato da Roeder, manager che l’anno precedente aveva portato i Magpies al settimo posto in Premier League dopo aver preso la panchina alla venticinquesima giornata, a causa dell’esonero di Souness. Schierò i suoi ragazzi con il più classico degli schemi praticati in Inghilterra: il 4-4-2.
L’undici titolare
In porta c’era il nazionale irlandese Given (12 anni tra le file delle Gazzelle), davanti a lui a destra un’altra colonna della nazionale irlandese Carr, difensore arcigno, mentre sull’altra fascia, macinava kilometri Celestine Babayaro, nigeriano che in Europa aveva vinto molto con il Chelsea. La coppia di centrali era formata da due giocatori che potevano rendere doloroso il pomeriggio a qualsiasi attaccante: Titus Bramble e Steven Taylor, anche lui 12 stagioni al Newcastle, ancora in attività, gioca nel campionato australiano.
A centrocampo sulla fascia destra grazie alla copertura di Carr poteva agire senza pensare a difendere Nolberto Solano, leggenda del calcio peruviano (nono giocatore per presenze e quinto per reti segnate con gli Incas). A sinistra c’è il giovane N’Zongbia. I centrali in mediana sono stranamente di gran qualità per rappresentare una squadra operaia come il Newcastle, uno ha avuto un passato importante all’Inter ed è il turco Emre, l’altro è il capitano Scott Parker che due anni prima aveva vinto il double (Premier League ed FA Cup) con il Chelsea e che cercava di imporsi come titolare per ritrovare la nazionale, dopo che Eriksson lo aveva escluso dai 23 convocati di Germania 2006.
La coppia d’attacco causa assenze è improvvisata: c’è James Milner, di ritorno dal prestito all’Aston Villa, che non avrà una gran carriera con il Newcastle, ma si rifarà diventando pedina imprescindibile prima del Manchester City di Roberto Mancini ed oggi comprimario a cui mai rinuncia Klopp nel suo Liverpool con cui vincerà anche una Champions League. Infine Shola Ameobi, nigeriano, prodotto del vivaio del Newcastle, molto agile, ma non un gran finalizzatore (53 reti in 313 gare con i Magpies).
Con questo undici il Newcastle si impone 3-0 in Norvegia (doppietta di Ameobi e goal di Emre). Si spalancano quindi le porte della Coppa Uefa. Prima di accedere ai gironi, ci sono due turni preliminari: il primo contro i lettoni del Ventspils battuti 1-0 fuori casa (goal di Bramble) e inchiodati sullo 0-0 in Inghilterra. Il secondo contro gli estoni del Levadia Tallinn.
Il calcio mercato

Conquistati i gironi di Coppa UEFA, la dirigenza interviene pesantemente sul mercato. Dal Chelsea arriva un altro irlandese Damien Duff. Dal Manchester United, in prestito, un giovanissimo Giuseppe Rossi. Dal Manchester City Antoine Sibierski. Ma soprattutto Obafemi Martins dall’Inter. Il nigeriano nelle idee dell’allenatore, affiancherà in attacco come titolare, il pallone d’oro Michale Owen, che si sta riprendendo dall’ennesimo infortunio ed insieme non dovranno far rimpiangere la leggenda della società Alan Shearer che ha disputato la sua ultima stagione da professionista proprio l’anno precedente.
Il cammino in Coppa UEFA
Il girone è difficile, ma non impossibile. E’ il gruppo H formato da 5 squadre: Fenerbache, Palermo, Celta Vigo ed Eintracht Francoforte. Si qualificano le prime 3 ed i Magpies dominano a sorpresa il girone, concludendolo primi a 10 punti, con il Celta Vigo, secondo a soli 5 punti. In casa il Newcastle batte il Fenerbache 1-0 con rete del neo acquisto Sibierski ed il Celta Vigo 2-1 con goal ancora di Sibierski e di Taylor.

Fuori casa gli inglesi battono il Palermo 1-0 grazie al goal di Luque e pareggiano 0-0 a Francoforte quando la qualificazione non è ormai in discussione.
Il sorteggio per i sedicesimi di finale è quindi agevole, il Newcastle è di fronte ai belgi dello Zulte Waregem e già all’andata un autogoal e le reti di Sibieski e Martins ipotecano con il 3-1 finale la qualificazione. Comunque il Newcastle è così lanciato in Coppa Uefa, che batte lo Zulte, anche al ritorno 1-0 con goal di Martins. Nessuna squadra che ha vinto la Coppa Intertoto aveva neanche superato il girone.

Agli ottavi di finale però arriva la prima ed unica sconfitta nel torneo per i Magpies, per mano dell’AZ Alkmaar. Ancora una volta gli inglesi avevano vinto in casa, questa volta 4-2 con doppietta dell’immancabile Martins. In Olanda però incappano in una sconfitta fatale, i goal di Arveladze e Koevermans bloccano la discesa europea del Newcastle che però vince quello che al momento è il suo ultimo titolo ufficiale.
In Premier League
In campionato non va bene come in Europa. Il Newcastle è l’ennesima prova di come iniziare la stagione a luglio per vincere l’Intertoto, senza fare un’adeguata preparazione, sia micidiale per le squadre con rose non lunghissime che sono la maggior parte di quelle che giocano questa Coppa. Dopo l’edizione vinta dai Magpies, l’Intertoto vivrà solo il tempo di altre due stagioni. Il Newcastle arriva tredicesimo ed a farne le spese è il coach Glen Roeder, licenziato alla penultima di campionato a salvezza conquistata.
