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Nello sport ci sono esempi di vittorie o exploit temporanei, inaspettati, poiché giunti a sorpresa. Questo è il caso del cubano Juantorena, corridore che vinse le Olimpiadi di Montreal nel 1976, nonostante ben pochi pronosticassero una sua vittoria.
Il “Caballo”

Juantorena è nato a Cuba il 21 novembre 1950. Iniziò la sua carriera sportiva giocando a basket; vista la sua forte velocità attirò il polacco Zygmunt Zabierzowski che lo convinse a passare alla corsa. Era il 1971, l’anno seguente arrivò per il cubano la prima partecipazione alle Olimpiadi, la tragica edizione di Monaco dove la sua corsa si fermò alle semifinali. Continuò ad allenarsi duramente, d’altronde per lui, sostenitore di Fidel Castro, l’attività fisica è educazione e mezzo per insegnare disciplina e sacrificio.
Arrivarono le prime vittorie, come quella alle Universiadi di Mosca. Per il popolo cubano Juantorena è il “Caballo”, ovvero cavallo, soprannome dovuto alla sua imponente corsa. Successivamente arrivarono i primi problemi fisici, fu sottoposto a una serie di interventi per un infortunio al tendine di Achille e per problemi al metatarso sinistro, fattori che non gli impedirono di prepararsi al grande obiettivo, le Olimpiadi di Montreal.
Outsider

Il cubano arrivò in Canada senza i favori del pronostico per correre gli 800 e i 400 metri con l’assenza del keniota Mike Boyt, assente a causa del boicottaggio da parte dei paesi africani. Il favorito nella prima specialità era Richard Wohlhuter, primatista mondiale, eppure Juantorena durante l’Olimpiade disputò buone prestazioni, vincendo anche la semifinale, con Wohlhuter che vinse la seconda. Ormai gli appassionati aspettavano una sua vittoria scontata.
La storia si fece il 25 luglio del 1976: il cubano era pronto per la finale, determinato a stupire e a far ricredere gli scettici, che invece erano convinti che Juantorena non facesse strada. Quando sembrò iniziare a calare, l’atleta cubano invece si rialzò e bruciò tutti, compreso il favorito Wohlhuter, conquistando l’oro e record del mondo con il tempo di 1’ 43” 50, diventando il primo cubano a vincere un oro olimpico.
Subito dopo la vittoria, ai giornalisti che gli dissero che era una vittoria storica, rispose: “No, non è una data storica, domani è l’anniversario dell’assalto alla Moncada di Santiago di Cuba, la mia città. Il sangue che Fidel e i suoi hanno versato quel giorno: quello sì che è storico!”. Il giorno seguente il cubano vinse, nonostante fosse partito in ritardo, i 400 metri, diventando il primo e ancora oggi unico a vincere 800 e 400 metri nella stessa Olimpiade.
Ministro dello sport
Juantorena dopo l’Olimpiade continuò a vincere, ma in seguito tornarono i guai fisici, tra cui la rottura del legamento durante i Mondiali di Helsinki del 1983, che lo portarono al ritiro nel 1984. Per il cubano i successi sportivi sono figli della Rivoluzione di Fidel Castro. D’altro canto l’atleta ha sempre criticato i cubani che lasciavano l’isola per protesta, colpevoli secondo Juantorena di pensare ai soldi piuttosto che essere fedeli e riconoscenti verso Cuba.
Fu inserito nel 2012 nella Hall of Fame della Federazione internazionale di atletica leggera e della stessa federazione ne è il vicepresidente. Inoltre ha collaborato con il Ministero dello sport cubano. Oggi Juantorena compie 70 anni e verrà sicuramente festeggiato e ricordato dal suo popolo, così come successe in occasione delle Olimpiadi.
