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Bologna è arancione: 25 anni fa la Pistoiese tornava in Serie B

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Linea Libera - La Nazione

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Pistoia, domenica 25 giugno 1995. Le prime luci dell’alba inondano la città. Il rito mattutino caffè più cornetto, tra Piazza delle Sale e Piazza degli Ortaggi, viene consumato in tutta fretta. È quasi surreale il silenzio che sveglia la città. Poca voglia di parlare, solo tanta concentrazione. Un calma insolita per una città passionale, estroversa. È una tranquillità apparente e che profuma di attesa. Un’attesa lunga 11 anni. Tanti ne sono passati dall’ultima stagione in Serie B della Pistoiese.

La Sera dei miracoli

Un decennio più tardi, l’occasione per il ritorno in serie cadetta si ripresenta più ghiotta che mai. Nel suggestivo scenario dello stadio “Renato Dall’Ara” di Bologna solo un’altra sorpresa stagionale, il Fiorenzuola, divide gli Arancioni dal ritorno in B. Silenzi, speranze e attese: la città sogna, lo fa in punta di piedi. Sono passate da poco le 11 di mattina quando, in zona Battistero, alcune note musicali spezzano la tensione accumulatasi per settimane: è il celebre brano “La Sera dei miracoli”, firmato Lucio Dalla. “È la sera dei miracoli, fai attenzione”. Quelle poche ma significative parole risuonano in ogni angolo della città: dopo una stagione da outsider, l’impresa degli Arancioni è possibile.

Caduta e rinascita

È il 1984 quando l’Olandesina dello stakanovista Sergio Borgo in difesa, di Roberto Onorati e Paolo Perugi in mediana, di Salvatore Garritano in attacco e di Enzo Riccomini in panchina, disputa il suo ultimo campionato in serie cadetta, conclusosi mestamente con l’ultima posizione. Da allora, un lento e inesorabile declino conduce la Pistoia calcistica dall’élite del calcio italiano all’onta dei libri in tribunale per fallimento, nella turbolenta estate del 1988. Con 20 milioni di lire di capitale sociale, una cordata di imprenditori locali, capitanata da Mario Frustalupi (già presidente nella stagione 1980/1981, la prima e unica della Pistoiese in Serie A) restituisce linfa allo storico club toscano con la creazione di una nuova società: l’Associazione Calcio Nuova Pistoiese. È l’inizio della rinascita.

Dall’Interregionale alla C1

Dopo un quinto e un secondo posto nel girone E del campionato interregionale, la Pistoiese torna tra i professionisti nel 1991 dopo aver dominato, dall’inizio alla fine, il girone A. La promozione in C2 è firmata Giampiero Ventura che, con un modulo spregiudicato, ottiene bel gioco e ottimi risultati bissati anche la stagione seguente. Il doppio salto dall’Interregionale alla C1 viene sfiorato dagli Arancioni di sole tre lunghezze, le stesse che assicurano la promozione alla Carrarese del compianto Gigi Simoni. La delusione per la mancata promozione dura appena lo spazio di 12 mesi. Nel giugno 1993, la Pistoiese di Gian Franco Bellotto in panchina e del patron Roberto Maltinti conquista, dopo una stagione avvincente e ricca di colpi di scena, la Serie C1. Trascinati dall’esperienza di Mark Tullio Strukelj in mezzo al campo, dall’autorità di Andrea Bellini in difesa e dai guizzi offensivi di Danilo Di Vincenzo, gli Arancioni vincono il campionato, lasciandosi alle spalle gli acerrimi rivali del Prato.

L’era Roberto Clagluna

Nell’estate del 1993 il presidente Maltinti e il direttore sportivo Fabrizio Salvatori gettano le basi per un futuro ricco di soddisfazioni. Bellotto lascia la Toscana, direzione Mantova. Lo sostituisce Umberto Lembi, reduce da una salvezza in C1 conquistata a Carrara. Sul fronte acquisti, il club arancione non bada a spese: arrivano a Pistoia Giuseppe Lorenzo, attaccante di livello per la Serie C1 con un passato di tutto rispetto in giro per l’Italia (Genova, sponda blucerchiata, Cesena e Bologna); Cristiano Doni, giovane di belle speranze prelevato dal Rimini e Matteo Pagani, centrocampista dell’Hellas Verona.

Propositi di grandezza e rinnovato entusiasmo che lasciano presto spazio all’incubo. Le prime cinque giornate del girone A sono da incubo per la Pistoiese. Gli Arancioni raccolgono la miseria di 3 punti (frutto di 3 pareggi e 2 sconfitte), evidenziando preoccupanti limiti caratteriali e tecnici. Il punto di non ritorno si concretizza il 17 ottobre 1993: al “Cabassi” di Carpi, la Pistoiese cade sotto i colpi degli emiliani. Finisce 5-2 per i padroni di casa. Una sconfitta pesantissima alla quale seguono ore di riflessione in casa pistoiese. Lembi non può evitare l’esonero e, al suo posto, Salvatori mette sotto contratto Roberto Clagluna. La Pistoiese rinasce.

Tra salvezza e rinnovate ambizioni

Con l’arrivo dell’esperto tecnico pisano (ha conquistato sul campo due promozioni dalla C1 alla Serie B con Taranto e Ternana) la Pistoiese trova gioco e risultati. La prima vittoria nel torneo ’93-’94 arriva solo il 28 novembre 1993 (1-0 al Comunale con la Pro Sesto) e, complice un girone di ritorno da playoff, la Pistoiese chiude al nono posto, in coabitazione con il Leffe, un campionato che ha visto gli Arancioni risorgere nella seconda parte della stagione. Il telaio sembra di buona stoffa. Sono necessari alcuni innesti per completare un organico che può mettere nel mirino gli spareggi promozione.

Estate 1994. Maltinti e Salvatori costruiscono la squadra che affronterà da protagonista il campionato di Serie C1 1994/1995. La mission dei vertici societari è quella di coniugare una campagna di rafforzamento economicamente sostenibile con un progetto tecnico che sposi in toto la linea verde: per questa ragione la società punta alla valorizzazione di giovani promettenti, in rampa di lancio, provenienti dai settori giovanili delle big d’Italia. Da Napoli arriva l’estremo difensore Angelo Pagotto; il “tuttocampistaChristian Manfredini, il difensore Silvio Toniolo e il secondo portiere Trombini vengono invece prelevati dal vivaio juventino. La Sampdoria cede in prestito il difensore Michele Mignani e il centrocampista offensivo Nicola Zanini mentre l’esperto mediano Giuseppe Pregnolato garantisce esperienza a una rosa che annovera tra le proprie fila Rocco Cotroneo, Alberto Nardi, Franco Gutili, Graziano Mannari (arrivato a Pistoia nella sessione del mercato invernale) e il capitano Andrea Bellini, alla sua settima stagione pistoiese.

Stagione 1994/95: playoff promozione all’ultimo respiro

Il girone A della Serie C1 1994/95 presenta ai nastri di partenza la nobile decaduta (e grande favorita) Bologna che punta decisa al ritorno in Serie B dopo due anni difficili, culminati con il fallimento societario nell’estate 1993. Oltre ai rossoblù felsinei, Monza, ModenaRavenna (retrocesse dalla serie cadetta) e Spal si contendono  la promozione. Nonostante un inizio a rilento la Pistoiese ingrana in inverno. Un nuovo calo di gioco e di risultati, a cavallo tra febbraio e aprile (cinque punti in sette gare), sembra frenare le ambizioni della squadra di Roberto Clagluna. La svolta della stagione arriva il 30 aprile 1995 quando al “Comunale” di Pistoia arriva il Prato. Il derby, stavolta, non vale solo per la gloria, l’onore e una discreta dose di sfottò da indirizzare a chi uscirà sconfitto dal match ma è decisivo per la rincorsa playoff.

La Pistoiese attacca a testa bassa e trova il vantaggio con Nicola Zanini che, aiutato da una deviazione del difensore pratese Mascheretti, porta avanti gli Arancioni. Gianni Califano, in mischia, fa esultare i tantissimi tifosi giunti da Prato. Il novantesimo minuto è ormai scoccato. Prato pregusta l’ottimo punto che sta per strappare ai rivali di sempre ma non ha fatto i conti con i minuti di recupero. È il minuto novantadue quando Graziano Mannari, con un destro a giro sul secondo palo, lascia di stucco l’estremo difensore pratese Ambrosio e manda in visibilio i cinquemila tifosi arancioni. La certezza di un posto playoff arriva poi all’ultima giornata: lo scontro diretto casalingo con la Spal viene deciso da un guizzo di Pino Lorenzo. Innescato da un millimetrico lancio a tagliare il campo del terzino sinistro Barbini, l’attaccante calabrese lascia rimbalzare dinanzi a sé la sfera per poi depositarla in rete con una meravigliosa conclusione al volo. Pistoia è in visibilio. Con il successo sui ferraresi, gli Arancioni concludono al secondo posto la stagione regolare. L’avversaria della semifinale playoff sarà il Ravenna di Adriano Buffoni.

Ravenna battuta: tra la Pistoiese e la B c’è solo il Fiorenzuola

Sfidare una squadra che solo l’anno prima ha disputato il campionato di Serie B è esercizio complicato. Il Ravenna è squadra esperta, solida. Alla fantasia di Lamberto Zauli si aggiunge la vena realizzativa di Maurizio Tacchi e la tempra di alcune pedine che, anni dopo, calcheranno le più sopraffine platee della Serie A come Max Tonetto, William Viali e Antonio Buscè. Il match di andata è una partita a scacchi: Buffoni e Clagluna studiano misure e contromisure per inaridire le fonti di gioco avversarie. Logica conseguenza è uno 0-0 senza infamia e senza lode che rimanda ogni discorso alla partita di ritorno a Pistoia.

18 giugno 1995. Il “Comunale” è un catino infernale, un oceano arancione pronto a spingere la Pistoiese verso l’impresa. Il Ravenna comanda il gioco, gli Arancioni rispondono in contropiede con le incursioni di Zanini. Dopo il pareggio al “Bruno Benelli” la Pistoiese può accedere alla finale con un altro pareggio, in virtù del miglior piazzamento in stagione regolare (secondi i toscani, quarti i romagnoli). Al minuto 28 del primo tempo il gol decisivo: Alberto Nardi deposita in rete un pallone ribattuto dalla distratta difesa ravennate su precedente conclusione di Lorenzo. Il Ravenna getta il cuore oltre l’ostacolo: i giallorossi rimangono anche in nove uomini (espulsi Viali e D’Aloisio) ma non riescono a trafiggere il muro eretto da Pagotto & co. L’1-0 finale proietta la Pistoiese all’ultimo appuntamento. Dopo undici anni, la Serie B non è mai stata così vicina. Solo la sorpresa Fiorenzuola può rovinare una stagione memorabile.

Il “Dall’Ara” ribolle di passione

Bologna, Stadio “Renato Dall’Ara”, 25 giugno 1995. Tensione che si taglia a fette, caldo umido, speranze percepite in campo? Incalcolabili. Da una parte la Pistoiese e i suoi ottomila sostenitori che colorano di arancione la curva San Luca; sulla sponda opposta i rossoneri del Fiorenzuola, squadra della provincia piacentina che mai nella sua storia ha raggiunto un traguardo così prestigioso. Ottimamente guidata dal tecnico Giancarlo D’Astoli, il Fiorenzuola è squadra tonica, propositiva. Guidata in difesa da un giovane Paolo Foglio e a centrocampo dalle geometrie di Omar Milanetto, i rossoneri fiorenzuolani possono contare sulla prolificità del duo offensivo Claudio Clementi-Gianfranco Serioli.

Dopo i primi 13 minuti di marca arancione, il caldo e il Fiorenzuola dominano incontrastati. Da quel momento in poi la supremazia rossonera si fa sempre più insistente. Solo Angelo Pagotto, con interventi miracolosi, tiene in vita e in corsa i suoi. Nella seconda frazione di gioco non cambia il leitmotiv del match: Fiorenzuola all’arrembaggio, Pistoiese arroccata in difesa. Al minuto 58 la prima svolta del match: il difensore pistoiese Gutili viene espulso, reo di aver colpito con pugno e a gioco fermo il capitano del Fiorenzuola, Rocco Crippa. Il match diventa a quel punto un tiro a bersaglio: ci provano Nitti, Bottazzi, Clementi. I miracoli di un Pagotto formato saracinesca e i pali salvano la Pistoiese dalla capitolazione. La parità persiste nei 90 minuti regolamentari e nei tempi supplementari nonostante l’onda d’urto rossonera. Si andrà ai rigori.

Bologna è arancione: la Pistoiese è in Serie B

Sono le 20.15, il sole su Bologna non è ancora tramontato e le due squadre si apprestano a battere i rigori, sotto la curva nord Andrea Costa. La Pistoiese rompe il ghiaccio, scioglie la tensione e si porta avanti con Zanini. Il Fiorenzuola è teso, la stanchezza fisica e mentale sono tangibili: Clementi si fa parare la conclusione da un Pagotto promesso sposo della Sampdoria di Sven Goran Eriksson. Anche Rubini non vuole sfigurare davanti al collega e neutralizza la conclusione del pistoiese Mignani. Il Fiorenzuola ha la chance di riportare tutto in parità e, con Trapella, non la spreca. Lorenzo e Nardi per la Pistoiese da una parte; Nitti e Serioli dall’altra. Siamo sul 3-3 con quattro rigori battuti da entrambe le compagini. 

I secondi sembrano infiniti. Da batticuore.  La sfera pesa un macigno. Ci si gioca una stagione di fatiche, sofferenze, sacrifici. Al quinto rigore Luigi Russo porta avanti la Pistoiese. Il Fiorenzuola si presenta dagli undici metri con Bottazzi. Non c’è domani: i rossoneri piacentini devono segnare per portare la sfida a oltranza. La rincorsa è breve, Pagotto è battuto ma è la traversa a dire no ai sogni del Fiorenzuola. Il boato proveniente dalla Curva San Luca domina il “Dall’Ara” così come la sfrenata felicità di Clagluna e dei suoi ragazzi. La Via Emilia si trasforma in un oceano arancione. La Pistoiese torna in Serie B, dopo undici stagioni di inaudite sofferenze. Nell’estasi della città risuonano, più forti che mai, le parole dell’ex patron Marcello Melani: la vecchia città dorme nell’attesa che sorga il sole giusto. A proposito, il sole che circola da queste parti, alla levata e al tramonto, è arancione!“.

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Pubblicato da Alessandro Fracassi

Nato in quel di Sassari nel 1992, cresciuto nel segno della leadership, del temperamento e della passione per i tackle del Guv'nor Paul Ince. Aspirante giornalista sportivo, studio giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Calcio e Basket le linee guida dell'amore incondizionato verso lo sport, ossessionato dagli amarcord, dal vintage e dai Guerin Sportivo d'annata, vivo anche di musica rock e dei film di Cronenberg. Citazione preferita: "en mi barrio aprendí a no perder".