La storia della prima edizione della UEFA Nations League

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La Seria A si ferma. Dopo un inizio a sorpresa, che vede in difficoltà le due grandi favorite Inter e Juventus. Ora spazio alla Nazionale di Roberto Mancini che affronta dei match importanti di Nations League. Per la nostra rubrica affronteremo il racconto della prima edizione di questa competizione.

La creazione

L’idea di un torneo in cui le nazionali fossero divise in Serie A, B, C e D venne all’allora presidente della UEFA Michel Platini. L’ex giocatore della Juventus voleva eliminare dal calendario delle nazionali europee le amichevoli, poco probanti e che garantivano poca attenzione mediatica e quindi anche meno incassi alla federazione.
Si pensò ad un torneo biennale, le cui finali cadessero negli anni in cui le nazionali non avrebbero affrontato l’Europeo o il Mondiale. Con la divisione in livelli delle squadre, non ci sarebbero più state amichevoli con dislivelli troppo alti tra i team europei. Le nazionali in base al ranking furono divise in gironi da 3 squadre, 4 per ogni serie. Poi nella seconda edizione modificati in gironi da 4 con l’allargamento quindi alla Serie A da 12 a 16 squadre. Al termine delle partite del gruppo la prima classificata si sarebbe qualificata per la finale four e l’ultima sarebbe retrocessa nella serie inferiore per la Serie A. Per le Serie inferiori alla Serie A in palio per la vincitrice del girone c’è la qualificazione alla Serie più alta.

La prima edizione

La prima edizione del torneo (quella con i gironi da tre squadre), fu abbastanza spettacolare, il gruppo A per esempio vedeva la presenza di Francia, Germania ed Olanda, la nobiltà del calcio europeo.  Sorprendentemente i campioni del mondo cedettero la vetta all’Olanda perdendo 2 a 0 in trasferta. La Germania in modo imprevedibile chiuse il gruppo ultima a 2 punti senza vincere neanche una partita.

Il gruppo B vedeva al suo interno tre squadre non dal nome altisonante, ma che da qualche anno stavano sorprendendo l’Europa, il Belgio, l’Islanda e la Svizzera. Gli alpini andarono due volte in goleada, prima a San Gallo, battendo 6 a 0 l’Islanda e nell’ultima e decisiva partita a Lucerna, battendo 5-2 il Belgio che finì al secondo posto.

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Il gruppo C era quello dell’Italia. Mancini ha preso la nazionale dopo l’esperienza tragica con Ventura in panchina e si è trovato in un girone non facilissimo. Contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo e contro la Polonia di Lewandovski. L’Italia riuscì a salvarsi vincendo in Polonia con rete di Biraghi al 93esimo. Un traguardo minimo, quello degli azzurri, che servì però da volano per ritrovare la fiducia persa sopo la non qualificazione ai mondiali e che culminò con la vittoria dell’Europeo. CR7 & co. Invece strapparono il pass per la finale four che poi fu organizzata proprio in Portogallo.
Infine il gruppo D che era un girone, quasi al livello del gruppo A, le squadre presenti erano la Croazia vice campione del mondo. L’Inghilterra semifinalista nel campionato del mondo e la Spagna. I ragazzi di Southgate si qualificarono alla finale four nonostante un inizio stentato con sconfitta in casa contro la Spagna e pari 0-0 in Croazia. Poi però due vittorie di fila li lanciarono per la seconda fase da disputare in Portogallo. La Croazia invece concluse ultima il girone, subendo anche una sconfitta per 6-0 in Spagna.

La final four

Per la prima volta nel torneo fu concesso l’uso della goal line technilogy e del VAR. Dopo un sorteggio i padroni di casa del Portogallo giocarono la semifinale contro la Svizzera, allo Stadio Dragão non ci fu partita, Cristiano Ronaldo rimpinguò il suo score, come Capocannoniere della sua nazionale, segnando una tripletta. A nulla servì la rete del uno pari su rigore di Rodriguez.

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La seconda semifinale, fu invece l’ennesima delusione per l’Inghilterra. Che nonostante si fosse portata in vantaggio nel primo tempo, fu recuperata ad un quarto d’ora dal termine da una rete di De Ligt. Il match si protrasse fino ai supplementari, ma la difesa inglese su spezzata da un’autorete di Walker e da un goal di Promes.

La finalissima

La finale fu quindi tra Portogallo ed Olanda. Allo stadio Dragão di fronte a 43 mila persone festanti, ci fu l’atto conclusivo di questo nuovo torneo. Il Portogallo dopo l’Europeo del 2016 conquistò anche il secondo titolo continentale per nazionali, dopo non aver mai vinto nulla nella sua storia. Ulteriore conferma di quanto Cristiano Ronaldo abbia cambiato il Portogallo, rendendolo da outsider a squadra vincente.

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La rete del titolo arrivò al 60esimo a segnare non l’attaccante, all’epoca della Juventus, ma Guedes su assist di Bernardo Silva, in un match senza storia in cui i futuri campioni tirarono 19 volte verso la porta avversaria, contro le sole 5 di un’Olanda sempre impacciata.
Immagine copertina presa da UEFA.com.
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Pubblicato da Flavio Sarrocco

Nato nel 1987, diplomato al Liceo Classico Plauto , si è laureato in giurisprudenza all'università LUMSA. Grande appassionato di sport, sia di massa (calcio, basket) che di nicchia (futsal, hockey su ghiaccio). Già durante il periodo accademico scrive per il giornale dell'ateneo romano. Diventa poi autore e conduttore radiofonico per il programma Ogni Maledetto Giovedì, in onda per tre anni su RadioOrvietoWeb. Inizia nel 2013 il percorso per diventare giornalista pubblicista nella redazione Fanner, prendendo dimestichezza con le telecronache. Raggiunto il traguardo dell'iscrizione all'albo diventa Addetto Stampa e Dirigente della Società Sportiva Spinaceto70. Continua a scrivere di sport per il settimanale online Mediapolitika e partecipa per un anno costantemente al programma Diretta Sport su Centro Suono Sport, commentando ogni settimana la Domenica calcistica e la finale di Champions League e le partite degli Europei 2016.