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Mario Kempes e l’Italia, storia di un bluff tra Emilia e Puglia

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Nel calcio capita a volte che molte squadre partino con grandi ambizioni in precampionato, salvo poi deludere sonoramente non solo per demeriti sportivi, ma anche a causa di  trattative societarie saltate. Magari queste società ingaggiano un nome di spessore per illudere i propri tifosi oppure per attirare sponsor e attenzioni. Questo ad esempio è il caso di Mario Kempes, coinvolto nell’estate 2001, quando allenò per pochissimo tempo la Fiorenzuola e il Casarano.

Il progetto naufragato

Fiorenzuola d’Arda, provincia di Piacenza. Il locale club calcistico negli anni ’90 militò stabilmente in C e anzi nel 1995 sfiorò la B, perdendo la finale playoff contro la Pistoiese. Nel 2001 retrocesse in D, ma fu ripescato. In quella calda estate il club fu al centro di un trattativa da parte di un gruppo di imprenditori lombardi.

A capo della cordata c’era Alessandro Aleotti (aveva avuto già un’esperienza nel calcio, essendo stato presidente del Breda) che, forte di una sinergia con una società argentina, ingaggia dei giocatori sudamericani con il doppio passaporto. A destare però curiosità fu l’ingaggio dell’allenatore: l’argentino Mario Kempes.

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Al netto di un’ottima carriera da giocatore, condita dalla vittoria del Mondiale in casa del 1978, quella di allenatore fino a quel momento non era stata allo stesso tempo piena di soddisfazioni. L’esperienza in Albania, alla guida del Lushnja, durò due mesi a causa della crisi economica del paese. Sempre per problemi economici in seguitò abbandonò in Bolivia la guida dell’Independiente Petrolero.

Kempes arrivò in Italia per rilanciarsi come allenatore. Arrivato a Fiorenzuola guidò i giocatori a Pian Borno. Il fattore più curioso della vicenda è che Aleotti, pur non essendo ufficialmente presidente e non avendo tesserato ufficialmente allenatore e giocatori, decise comunque di mandarli in ritiro, convinto della buona chiusura dell’affare, versando anche le fideiussioni.

La chiusura della trattativa però tardava ad arrivare, e l’imprenditore Lombardo dichiarò che la squadra non sarebbe stata pronta per la prima giornata, ma a partire dalla seconda il Fiorenzuola di Mario Kempes avrebbe iniziato il suo campionato con l’obiettivo dei playoff. Aleotti però non divenne mai presidente del Fiorenzuola e a ottobre la trattativa per volontà del presidente Villa si chiuse definitivamente. Mario Kempes se ne andò, rilasciando dichiarazioni velenose contro la città, accusata di essere brutta e fredda.

Una breve avventura

Kempes non salutò definitamente l’Italia. Fu chiamato infatti a dicembre da Eugenio Filograna, presidente del Casarano, squadra militante in D, per risollevare il club dalla parte bassa della classifica. Anche qui il presidente aveva un accordo con la stessa società che cercò di portare giocatori sudamericani a Fiorenzuola. A Casarano ne portò undici, arrivati dallo stesso Fiorenzuola, ma anche qui l’esperienza dell’argentino fu di breve durata.

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Kempes allenò la formazione pugliese il tempo di quattro partite: una sconfitta, due pareggi e una vittoria. Quest’ultima arrivata durante l’ultima partita da allenatore del Casarano. Finalmente i tifosi stavano iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel, ma cinque giorni dopo quella vittoria arrivò una notizia inaspettata: l’allenatore abbandonò in fretta e furia Casarano, per allenare in Spagna il San Fernando, formazione di Segunda Division B, l’equivalente della nostra Serie C, visto che si sentiva stretto in una categoria come la D. Il Casarano corse ai ripari affidando la guida tecnica a Luigi Bodi che portò il Casarano alla salvezza.

Senza colpe

L’esperienza in Spagna per Kempes durò poche settimane, in questo modo terminò definitivamente la carriera dell’argentino da allenatore. L’esperienza italiana è stata breve non per colpe esclusivamente sue, sbagliò sicuramente a Casarano, abbandonando dopo poco tempo, forse non convinto sin dall’inizio, ma a Fiorenzuola ha pagato una lunga trattativa societaria, saltata nonostante ci fosse un accordo per il passaggio di quote. Resterà comunque dell’argentino l’ottima carriera da calciatore.

Immagine copertina tratta da soy502.com

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.