Rubriche Storiche

Moreno Argentin e il poker alla Liegi-Bastogne-Liegi

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Nel ciclismo la gara che si corre in Belgio fa parte di una delle classiche del ciclismo, rientrando tra le classiche monumento. A primeggiare per vittorie c’è il campione di casa, Eddy Merckx, con cinque vittorie, ma dietro di lui c’è un ciclista italiano che ha segnato lo sport negli anni ’80 e ’90, Moreno Argentin, capace di vincere quattro edizioni di questa gara storica del ciclismo. Andiamo a ripercorrere la storia dei suoi trionfi, arrivati tra il 1985 e il 1991.

Campione del Mondo

Moreno Argentin seppe imporsi nel ciclismo sin dal suo esordio nel 1980, anno in cui vinse anche i campionati italiani militari, mentre tre anni dopo vinse il titolo di campione italiano. Nel 1985 il veneto regalò la prima gioia al ciclismo italiano. L’annata non era cominciata sotto i migliori auspici, nelle classiche di primavera nessun italiano era riuscito a centrare la vittoria. L’assenza di trionfi durò fino alla Liegi-Bastogne-Liegi, una corsa in cui erano presenti tutti i campioni dell’epoca come Bernard Hinault. Il francese era tra i grandi favoriti, ma a rompere gli equilibri fu il campione mondiale in carica, il belga Claude Criquelion che con una serie di scatti cercò di fare il vuoto, non riuscendoci, poiché lo seguirono Stephen Roche e Argentin. Quest’ultimo a pochi metri dal traguardo fece lo scatto decisivo che gli permise di vincere la corsa per la prima volta in carriera, regalando una gioia ai tanti emigranti italiani.

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L’anno successivo Argentin bissò il successo spazzando via le polemiche, in quanto molte erano state le critiche rivolte ai ciclisti italiani che, come nel 1985, non riuscivano a vincere le classiche di primavera. Anche questa volta il ciclista veneto fece parte di un gruppo di ciclisti pronti a darsi battaglia per la vittoria finale con Argentin che la spuntò sui rivali. Altra grande gioia arrivò a settembre quando in America vinse il titolo di Campione del Mondo. Argentin partecipò ancora nel 1987, quando in un gruppo di corridori scattarono Roche e Criquelion che avanzarono senza problemi verso il traguardo, ma a pochi metri commisero un errore imperdonabile: l’eccessivo tatticismo tra i due permise agli inseguitori di raggiungerli, permettendo ad Argentin di vincere centrando la terza vittoria consecutiva. Quelli furono anni duri per gli italiani nelle classiche di primavera, le uniche gioie furono rappresentate proprio dalle vittorie del ciclista veneto.

L’ultima vittoria

Anno importante il 1987 per Moreno Argentin, che vinse anche il Giro di Lombardia, sfiorando il bis mondiale arrivando secondo alle spalle di Roche. Nelle successive edizioni della Liegi-Bastogne-Liegi, il ciclista veneto partecipò, senza però riuscire a centrare il podio, ma ottenendo successi di rilievo come la vittoria del Giro delle Fiandre nel 1990, successo  che l’Italia aveva ottenuto l’ultima volta con  Zandegù o la Freccia Vallone vinta per due volte consecutive nel 1990 e 1991. Dopo quest’ultimo successo pochi giorni dopo Argentin partecipò alla Liegi-Bastogne-Liegi. Fece parte di una volata finale che lo vide prevalere per pochi secondi su Criquelion; il belga nonostante numerosi piazzamenti sul podio non arrivò mai alla vittoria finale in carriera. Per il ciclista veneto quello fu il quarto e ultimo successo in carriera alla Liegi-Bastogne-Liegi, una gara che negli anni successivi, visti i grandi successi del ciclismo nostrano, cominciò ad essere denominata “La corsa degli italiani”.

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Il nome di Moreno Argentin viene ricordato ancora oggi come uno dei più importanti, sia quando si parla di ciclismo italiano, sia quando si parla di classiche. Grazie a lui, l’Italia risollevò le sue sorti in queste gare, quando, come abbiamo appena visto, sembrava alquanto difficile un successo per i ciclisti italiani.

Una vittoria lontana

Dopo i quattro successi di Moreno Argentin, che si ritirò dal ciclismo nel 1994, per l’Italia arrivarono altre vittorie, alcune storiche come quella di Michele Bartoli nel 1998, già vincitore l’anno precedente, che riuscì a bissare il successo nonostante una bronchite che lo tenne in dubbio sino ad alcune ore precedenti l’inizio della corsa. Altra edizione da ricordare fu quella del 2002, dove Paolo Bettini bissò la vittoria del 2000, arrivando primo davanti a Stefano Garzelli e Ivan Basso, formando un podio tutto italiano.

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L’ultima affermazione italiana è del 2007, quando a imporsi fu Danilo Di Luca, ciclista di talento i cui risultati ottenuti in carriera spesso passano in secondo piano a causa della squalifica avuta nel 2013 per doping. Dopo la vittoria del ciclista abruzzese nessun italiano è riuscito a centrare il successo, sfiorato due anni fa da Davide Formolo. Il 2021 difficilmente può essere un anno di ritorno alla vittoria, poiché gli italiani presenti dovranno fare da gregari ai loro capitani.

 

Immagine copertina presa dal sito jzsportnews.com.

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.