La nascita del mondiale di rugby

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Dal mese di settembre fino al 2 novembre, giorno della finale, si disputeranno i mondiali di rugby in Giappone, prima volta che una nazione asiatica ospita la manifestazione. Favorite d’obbligo Sudafrica e Nuova Zelanda, inserite nello stesso girone dell’Italia. Tale competizione è nata molto più tardi rispetto alle massime competizioni continentali di altri sport come calcio e basket, con le prime edizioni disputate nel 1930 e 1950. Solamente nel 1987 si è disputata in Nuova Zelanda e Australia la prima Coppa del Mondo di rugby.

Il trofeo imperiale

1919, il mondo è ancora sotto shock per il recente primo conflitto mondiale, dopo le morti e i feriti c’è voglia di spensieratezza, per questo il Re d’Inghilterra Giorgio V decise di dar vita al Trofeo imperiale. Al torneo parteciparono tutte le nazioni facenti parte dell’allora Impero britannico: Nuova Zelanda, Australia, Canada, Sudafrica, più una selezione dell’esercito e una dell’aviazione, quest’ultime partecipanti in memoria dei tanti giocatori inglesi andati in guerra. Il torneo si disputò dal primo marzo al 16 aprile, con le squadre inserite in un girone. A contendersi il trofeo in finale furono Nuova Zelanda e la squadra dell’esercito britannico.

L’incontro si disputò a Twickenham con la vittoria dei neozelandesi per 9-3 che conquistarono il torneo. Notevoli furono le polemiche per la presenza di molti giocatori professionisti, a cui l’organo amministrativo britannico del rugby, la Rugby Football Union era sempre andata contro. Il torneo ebbe un suo proseguimento con le due sfide tra Nuova Zelanda e Francia ad aprile e maggio, dove uscirono vittoriosi entrambe le volte i neozelandesi; a premiare il capitano Jack Ryan fu Giorgio V. Il torneo ideato dal Re, nonostante riunisse le nazioni più forti dell’epoca non è da considerarsi un mondiale vero e proprio, e terminò la sua storia dopo una sola edizione. Per riparlare di una massima competizione internazionale nel rugby bisognerà aspettare gli anni ’80.

Un nuovo inizio

Anni ’80, il rugby come il mondo sta lentamente cambiando. Nello sport della palla ovale molti atleti decisero di passare al professionismo, nonostante non fosse riconosciuto (lo diventerà solamente nel 1995); tale decisione venne presa anche da molti dei giocatori migliori dell’epoca. La federazione da tempo pensava a un torneo internazionale che avrebbe dato modo agli atleti di mettersi in mostra con le loro nazionali, evitando di non rispondere alle convocazioni in favore dei club in cui giocavano. Tra i più forti oppositori all’idea di un torneo internazionale, vi erano le squadre britanniche, che così come sessanta anni prima erano contrari al professionismo. La federazione convocò una riunione dove sarebbe stata messa al vaglio l’idea di organizzare un mondiale di rugby.

La riunione si tenne in Francia il 20 marzo 1985. Venne proposto che a partire dal 1987, ogni quattro anni venga disputata la Coppa del Mondo di rugby, ma come è lecito aspettarsi le squadre britanniche sono contro questa proposta, mentre sarebbero favorevoli alla nascita del torneo nazioni come Francia e Nuova Zelanda. Proprio quest’ultimi hanno un motivo particolare, sono vogliosi cioè di vincere un trofeo internazionale con la loro squadra, gli All Blacks, considerata la più forte del mondo. Con l’Australia e la Nuova Zelanda aveva creato una bozza di organizzazione del torneo.

Alla riunione partecipò anche il Sudafrica, con il presidente federale Craven, nonostante fosse bandito da ogni manifestazione internazionale a causa dell’apartheid, per questo senza diritto di voto alla riunione. Ma Craven voleva che il Sudafrica disputasse competizioni internazionali, per questo in un colloquio con i rappresentanti australiani e neozelandesi propose un accordo, quest’ultime dovevano accettare una futura organizzazione del Mondiale in Sudafrica e Craven avrebbe fatto in modo che le nazioni britanniche votassero a favore della nascita di un mondiale di rugby. Il giorno successivo ci fu la votazione, con 8 voti a favore e 6 contro fu dato il via alla nascita della prima Coppa del Mondo di rugby.

Corsa contro il tempo

All’entusiasmo per il via all’organizzazione della competizione, fece da contrapposizione la preoccupazione per vari  problemi organizzativi da cui correre ai ripari. Il primo fu quello di trovare sponsor, la maggioranza di questi provenivano dall’Asia, e il motivo è da ricercare nel fatto che questa prima edizione era un’incognita e molte aziende snobbarono l’evento. Con poco tempo a disposizione era difficile organizzare incontri di qualificazione al torneo; si decise quindi che le nazioni partecipanti sarebbero state decise tramite inviti. Oltre alle due organizzatrici, vennero invitate altre quattordici squadre, tra queste anche l’italia, che accettò l’invito. Il 22 maggio 1987 si disputò la prima partita ufficiale nella storia della Coppa del Mondo di rugby: ad affrontarsi Nuova Zelanda e Italia. Fu un incontro senza storia, i neozelandesi vinsero 70-6, dimostrando di poter essere tra le favorite del torneo.

Gli All Blacks si qualificarono senza problemi ai quarti di finale, primi nel girone, seguiti dalle Isole Figi, qualificate per differenza mete rispetto all’Italia. Oltre alle due formazioni si qualificarono anche Scozia, Galles, Inghilterra, Australia, Irlanda e Francia. Il torneo continuò senza particolari sorprese fino a quando il Galles non eliminò l’Inghilterra 16-3 ai quarti, ma il sogno gallese si infranse contro la Nuova Zelanda in semifinale dove subirono una pesante sconfitta per 49-6. Altra sorpresa fu la seconda semifinale tra Australia e Francia dove i transalpini trascinati da Blanco ebbero la meglio sull’altra squadra organizzatrice in un incontro combattuto per 30-24. Il 20 giugno 1987 ad Auckland si disputò la finale, e a vincere, come da pronostico, fu la Nuova Zelanda con il risultato di 29-9, conquistando la prima edizione del mondiale. Miglior giocatore del torneo fu il neozelandese Michael Jones.

Un nuovo inizio

La disputa della prima Coppa del Mondo di rugby rappresentò un cambiamento epocale per lo sport dalla palla ovale. Il torneo fu un successo di pubblico e l’inizio di una nuova era, quella che porterà al professionismo e alla disputa di un’edizione, quella storica del 1995 in Sudafrica. Adesso bisognerà aspettare novembre e vedere chi sarà il vincitore di un’altra storica edizione, quella di quest’anno, che si disputa per la prima volta in Asia.

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.