Marsiglia-Atletico: l’ambizione contro il cholismo

Mercoledì 16 maggio andrà in scena a Lione, l’ultimo atto di una delle Europa League più prestigiose degli ultimi anni. A competere per il trofeo ci saranno il Marsiglia, una squadra francese, che però di solito non gioca le gare interne nel modernissimo Parc Olympique Lyonnais, e l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Se vedere l’Atletico giocarsi la quarta finale in sette anni non sorprende per nulla, ritrovare il Marsiglia di Garcia lo è ma non troppo.

Precedenti e curiosità

Marsiglia e Atletico si sono affrontante solamente una volta, precisamente nella stagione 2008/2009. Era la fase a gironi di Champions League, e le sfide terminarono 2-1 per l’Atletico di Aguirre nella gara interna, per poi pareggiare 0-0 nel ritorno al Velodrome. Il Marsiglia vanta ben 15 precedenti con le squadre spagnole, totalizzando 8 sconfitte. Tutto sommato, due vittorie, entrambe per 3-1, sono arrivate proprio negli ottavi di questa edizione dell’Europa League, ai danni dell’Athletic Bilbao. Tra le sconfitte più pesanti contro le compagini spagnole, i sostenitori dell’OM, ricorderanno sicuro quella inflitta dal Valencia nella finale UEFA di Goteborg nel 2004 per 2 reti a 0.

da Pinterest

Soltanto un anno dopo però, il Marsiglia si rifarà nel vecchio intertoto, battendo il Deportivo La Coruna. 6 vittorie, 5 pareggi ed 1 sconfitta, è invece il bilancio dell’Atletico contro le squadre d’oltralpe. L’unica sconfitta, risale all’annata 1999/2000, rifilata ai colchoneros per mano del Lens. Tuttavia, l’ultima vittoria in terra francese da parte dell’Atletico, risale al 1961 contro il Sedan, nel primo turno di Coppa delle Coppe, vinto per 3-2. Il Marsiglia è stata la squadra che ha di fatto vinto la prima edizione della moderna Champions League, nel 1993 battendo il Milan.

L’Atletico Madrid invece, può vantare di essere la compagine ad avere vinto la prima edizione dell’Europa League nel 2010. L’OM ha vinto solo 1 delle 4 finali europee disputate, mentre l’Atletico, che si prepara alla quinta finale nelle ultime nove stagioni, ne ha vinte ben tre.

 

Il cammino dell’OM

Ripensando al cammino che ha portato il Marsiglia in finale, viene in mente un romantico paragone. L’OM ha cominciato il suo percorso europeo, fin dal terzo turno preliminare in luglio, e mai nessuna squadra ha vinto l’Europa League, iniziando dai turni eliminatori. Un precedente, non troppo lontano, è quello del Milan ancelottiano della stagione 2006/2007, in grado di vincere la Champions League partendo dai playoffs. Il cammino della banda di Garcia è stato convincente. Iniziato con un secondo posto conquistato nel girone alle spalle del Salisburgo, e avendo totalizzato pochi gol segnati e pochi subiti; il cammino che ha portato i francesi in finale, è stato testimonianza del processo di crescita cominciato l’estate scorsa. Dopo aver liquidato il Braga senza troppe fatiche e il Bilbao agli ottavi, il vero banco di prova per l’OM, è stato il quarto di finale.

da Goal.com

Davanti aveva il Lipsia, che pochi mesi prima aveva eliminato il Napoli di Sarri, e si presentava come vera e propria mina vagante della competizione.

“L’effetto Velodrome” e la qualità pura e selvaggia dei trequartisti dell’OM, Thauvin e Payet su tutti, ha fatto la differenza al ritorno. In semifinale, il deeja-vu Salisburgo, stava per riaffossare, dopo averlo fatto ai gironi, il Marsiglia. Ma lo zampino di Rolando su un calcio d’angolo nel secondo tempo supplementare, ha ristabilito l’ordine naturale delle cose.

 

Il cammino dell’Atletico Madrid

Sorprendentemente arrivato terzo nei gironi di Champions, l’Atletico ha sfruttato al meglio la sua superiorità tecnica e l’esperienza in questa competizione. Liquidati facilmente il Copenaghen e la Lokomotiv Mosca, i colchoneros hanno faticato più del previsto con lo Sporting Lisbona nei quarti. Simeone si è però di fatto concesso il lusso di schierare gran parte delle seconde linee per quasi tutta la seconda fase della competizione, senza mai rischiare nulla. In quasi tutte le gare l’Atletico ha dominato ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo.

Da Gazzetta

Il vero banco di prova è stata senza dubbio la semifinale con l’Arsenal. L’andata della sfida, finita per 1-1 giocando gran parte del match in 10, è stata una partita sofferta. Non che l’Atletico non sia abituato a saper soffrire, facendone una virtù e arte del Cholismo.

Tuttavia, l’estetico e fumoso gioco lezioso quanto bello dell’Arsenal, che nel primo tempo dell’andata ha sprecato tante occasioni, ha permesso all’Atletico di trovare terreno fertile per la propria filosofia di gioco. L’1-0 del ritorno firmato Diego Costa, non ha mai messo in discussione la qualificazione nel ritorno.

Molto simili molto diverse

In attesa di scoprire le scelte tattiche di Garcia, indeciso se giocare a tre o a quattro dietro, possiamo senza dubbio affermare che sarà una sfida “mentale”. La forza mentale delle due compagini è forse l’unico punto in comune. Le basi del Cholismo si basano di fatto sulla forza, la determinazione, la grinta e la cattiveria. Virtù e doti, domate e alimentate dalla mente dei calciatori e dal loro guru. Forza mentale, che ha dimostrato di avere anche Rudi Garcia, guidando e plasmando una squadra, attraverso le motivazioni, la fame di diventare grande, e affidandosi alle leadership di Luiz Gustavo e Payet. La mentalità ha sicuramente portato entrambe le squadre in finale.

da Tuttosport

Due squadre diverse però nel modo di giocare. L’OM ama gestire la partita, con dei ritmi compassati, controllando e gestendo il possesso, per poi poter colpire all’improvviso con le fiammate dei suoi talenti migliori. L’Atletico ama alternare fasi di pressing alto a fasi in cui si schiaccia nella propria metà campo, riuscendo a colpire poi grazie ai guizzi di Griezmann e alla facilità nel ribaltare l’azione.

Possibile dunque prevedere una partita con ritmi molto bassi, fatta di nervi e tenuta atletica e mentale. Non mancheranno accelerazioni improvvise, tackles duri, duelli fisici e giocate d’alta classe. L’Atletico ha dalla sua, una maggiore qualità globale, e l’esperienza in queste competizioni. Il Marsiglia però, ha una grande voglia di emergere, la fame di vincere, e le qualità per poterlo fare.

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