Enrico Sardi e Aristodemo Santamaria, la nascita del calciomercato

Ogni anno, in estate, le attenzioni degli appassionati sono rivolte al calciomercato. Sogni, attese e anche delusioni fanno parte di una routine quotidiana durante i mesi caldi dell’anno. Eppure nel 1913 non esistevano ancora i trasferimenti, per questo il passaggio di Enrico Sardi e Aristodemo Santamaria al Genoa di quell’anno è considerato come il primo trasferimento del calcio italiano.

Lontano dal professionismo

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Nel 1897-98 fu disputato il primo campionato di calcio in Italia, a vincerlo fu il Genoa, squadra più antica della nazione, essendo nata nel 1893. Ad inizio ‘900 lo sport si stava cominciando a diffondere, venendo però considerato come sport non professionistico, a differenza di altre nazioni come l’Inghilterra, che aveva iniziato già nel 1885. Nel 1900 nasce l’Andrea Doria, formazione genovese che successivamente fondendosi con la Sampierdanerese, darà vita alla Sampdoria.

Nella formazione biancoblu nel 1908 arrivano due giocatori: Enrico Sardi e Aristodemo Santamaria,  entrambi sono attaccanti e negli anni diventeranno le stelle della squadra. I derby con il Genoa sono molto accesi, la formazione rossoblu dopo un iniziale dominio cominciò ad avere un periodo di insuccessi, dovuto soprattutto alla forte Pro Vercelli, capace di vincere il campionato cinque volte in sei anni. Il presidente rossoblu Geo Davidson per rilanciare la squadra pensò ad una doppia mossa, comprare le stelle della rivale cittadina, Sardi e Santamaria.

L’occhio del cassiere

Enrico Sardi e Aristodemo Santamaria  vengono convocati dal presidente genoano il quale mostra ai giocatori un assegno da duemila lire, mille a giocatore, somma importante per l’epoca, per convincerli a venire a giocare al Genoa. I due giocatori accettarono e andarono in banca per riscuotere la somma. Il cassiere della banca riconosce subito Santamaria e Sardi perché oltre che essere un tifoso dell’Andrea Doria, ne è anche socio. La cifra che i due devono riscuotere fa sospettare il cassiere che quando legge sull’assegno la firma di Davidson, dice ai giocatori di presentarsi il giorno successivo. In realtà quella del cassiere è tutta una scusa per prendere l’assegno e farlo fotografare per mandarlo infine alla Federcalcio come prova di denuncia al Genoa di leso dilettantismo.

Lo scandalo

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Il Genoa già nel 1912 era stato accusato di danni al dilettantismo quando arrivarono alcuni giocatori inglesi, ma il fatto di farli figurare come dipendenti di fabbriche liguri, aveva spento sul nascere ogni polemica. Ora invece per la squadra rossoblu la situazione era più complicata, rischiava di essere estromessa dal campionato. Rischiavano anche Sardi e Santamaria, che se giudicati colpevoli potevano porre fine alla loro carriera. La situazione si aggravò a tal punto che si fece un processo, a Vercelli, e a difendere il Genoa, Sardi e Santamaria fu l’ex presidente rossoblu Edoardo Pasteur.

Il processo si svolse a luglio e la stampa italiana colse l’occasione per parlare della problematica del professionismo. Il Genoa tentò di difendersi dichiarando che quell’assegno era indirizzato al colonello Spinelli, superiore di Sardi e Santamaria durante il servizio militare, che avrebbe girato poi la somma ai due ragazzi, ma l’accusa non credette a questa versione. Pasteur allora intervenne con un intervento che parlava del Genoa come una squadra che stava faticosamente cercando di far diffondere il calcio in Italia, oltre che cercare di promuovere l’attività sportiva. Il suo intervento fece breccia nel consiglio che decise di non radiare il Genoa, solamente multato, mentre Sardi e Santamaria vennero squalificati per due anni (squalifica poi ridotta ad un solo anno). Andò invece decisamente peggio al cassiere che aveva denunciato tutto; fu licenziato per violazione del segreto professionale.

Ritorno alla vittoria

Sardi e Santamaria tornarono in campo per il campionato 1914 -15, funestato dallo scoppio della I guerra mondiale, e per questo sospeso prima della sua naturale conclusione con il Genoa in testa al suo girone. Al termine del conflitto gli fu assegnato lo scudetto d’ufficio (è in corso un procedimento da parte della FIGC per assegnarlo ex aequo anche alla Lazio). Da molti il trasferimento di Sardi e Santamaria al Genoa è considerato l’inizio del calciomercato in Italia.

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