La RinAscita della Virtus Roma

4 anni di attesa, 4 anni di purgatorio, 4 anni dove non si riusciva più a vedere la luce in fondo al tunnel. Quella luce che è tornata a splendere forte la sera di sabato 20 aprile in quel di Legnano. La Virtus Roma torna in Serie A, e lo fa dopo una stagione quasi sempre al comando, meritando ampiamente di ritornare nella massima serie.

La promozione

Roma torna in Serie A. Fatalità delle cose lo fa nel giorno di Pasqua e del Natale di Roma. Una sorta di resurrezione e di nascita allo stesso tempo, proprio quello che è capitato alla Virtus. Una promozione sudata e meritata sul campo.

Col passare delle giornate, gli uomini di coach Bucchi hanno visto sempre più vicino l’obiettivo, ma ogni volta a tu per tu con un avversario differente: prima Bergamo, poi Rieti e infine Capo d’Orlando. Quest’ultima è stata brava a tenere accesso il testa a testa fino alla fine, incanalando ben 10 vittorie consecutive; solo la differenza di 5 punti negli scontri diretti ha penalizzato i siciliani, costringendoli ai playoff. Di certo una mano l’ha data l’esclusione della Mens Sana Siena dal campionato. L’eterna rivale, che deve a Roma la bellezza di due scudetti, in questo caso è risultata essere “un’amica” delle sorti virtussine. La sua esclusione ha di fatto rimosso la sconfitta della Virtus al PalaEstra, mentre il ritorno non si è nemmeno giocato.

Dal momento dell’autoretrocessione nel 2015 sono passati 4 lunghi anni. Il bilancio è stato di due playout (il primo anno si rischiò realmente la retrocessione in B) e un playoff. Dall’estate scorsa però sono cambiate molte cose: la decisione di tornare al PalaEur (la casa della Virtus), la presa di due americani che potessero fare la differenza in A2 (coadiuvata con un buon nucleo di italiani), un cambiamento importante e più presente nella comunicazione. Tutti aspetti che hanno contribuito alla risalita in Serie A e, grazie anche alle prestazioni della squadra, hanno spinto molti tifosi a tornare a tifare e a sostenere da vicino la Virtus Roma.

La stagione

Iniziata con i migliori auspici, la stagione della Virtus ha vissuto di alti e di bassi. La prima parte del campionato ha visto gli uomini di coach Bucchi infilare 8 vittorie nelle prime 9 gare; un cammino incredibile che aveva fatto pensare ai tifosi, e non solo, che il campionato potesse essere vinto con ampio margine e molto prima dell’ultima giornata. Così invece non è stato, perché la Virtus si è scoperta nelle sue debolezze e come ha detto a più riprese Bucchi, “questa non è una squadra capace di ammazzare il campionato“.

Infatti da quel momento in poi le certezze della Virtus sono venute meno, e l’aspetto mentale è diventato più importante di quello tecnico. La pressione di raggiungere un obiettivo così importante, in un piazza come Roma, con giocatori che non sono abituati a vincere, fanno il resto. Nelle successive 6 partite Roma va a fasi alterne, vincendo il 50 % delle gare. Dopo la rovinosa sconfitta con Cassino (ultima in classifica), la Virtus è come se fosse stata toccata nell’orgoglio, e grazie al carattere e alla grinta riesce a vincere 5 partite consecutive, mostrando di nuovo bei momenti di pallacanestro.

Quando sembrava nuovamente andare tutto liscio, i giallorossoblu inciampano di nuovo in due sconfitte di fila entrambe di un punto. Nelle ultime partite torna l’andamento altalenante, dove Roma fa delle mura casalinghe un fortino inespugnabile, mentre fuori casa non riesce più a vincere (emblematica la partita di Rieti dove si è dileguato un vantaggio di ben 21 punti in un quarto).

A pari punti con Capo d’Orlando, ma con il vantaggio negli scontri diretti, si va ad affrontare fuori casa, nell’ultima partita, Legnano (già con la testa ai playout e senza 3 giocatori). Come era facile pensare la Virtus sente molto la pressione e fa fatica nei primi due quarti. Dopo l’intervallo lungo la squadra di Bucchi esce dagli spogliatoi più libera di testa e riesce a fare la sua pallacanestro, aiutata anche dalla stanchezza degli avversari. Roma vince il match e inizia la festa sugli spalti. Roma torna nella serie che più gli si addice.

Il futuro

Innanzitutto la stagione sportiva di Roma non è ancora finita. Domenica prossima infatti ci sarà la finale di andata al Palazzo dello Sport contro la Fortitudo Bologna per il titolo di Campione d’Italia Dilettanti FIP (ritorno il 1° maggio al PalaDozza di Bologna). Sarà una festa per entrambe le squadre che tornano in Serie A dopo vari anni, e sarà una sfida affascinante e allo stesso tempo nostalgica, basti pensare che l’ultima partita tra le due compagini nella massima serie è stata ben 10 anni fa.

Per il prossimo anno bisognerà aspettare le vicissitudini societarie. Da lì in poi si capirà molto del futuro prossimo della Virtus. Una volta stabilito l’assetto societario si penserà a quello tecnico, che vede come prima mossa una probabile conferma di coach Bucchi. Per quanto riguarda i giocatori, è difficile dire ora chi rimarrà e chi no, molto dipenderà anche dal budget a disposizione. Sicuramente i giocatori più positivi e continui della stagione sono stati Henry Sims e Aristide Landi. Nic Moore invece è stato troppo discontinuo e da un giocatore come lui ci si aspettava qualcosa in più. Potrebbe risultare utile Daniele Sandri, apparso più maturo come giocatore rispetto agli altri due anni in maglia Virtus, e la sua capacità di difendere su più ruoli può essere un’arma importante anche per i piani più alti. Due grossi punti interrogativi sono Baldasso e Alibegovic. Hanno entrambi dalla loro il talento e la giovane età, ma saranno in grado di tenere al meglio i parquet della massima serie?

Tempo al tempo, ora bisogna solamente godersi questa promozione e poi si penserà al futuro. L’unica cosa certa è il ritorno della squadra della Capitale in Serie A. Per rimanerci. Per tornare in alto come Roma merita.

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