L’ultima impresa di Marco Pantani

Il 14 febbraio del 2004 in un hotel di Rimini scomparve a soli 34 anni Marco Pantani, uno dei campioni più amati dello sport italiano. Il 13 gennaio di quest’anno “Il Pirata”, così come veniva chiamato dai tifosi, avrebbe compiuto 50 anni. Vogliamo ricordarlo con le sue ultime vittorie, quella sul Mont Ventoux e Courchevel al Tour de France 2000.

L’atteso ritorno

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5 Giugno 1999, una data che nessun appassionato di ciclismo potrà mai dimenticare: quel giorno Marco Pantani, vicino al bis al Giro d’Italia dopo la vittoria dell’anno precedente, venne fermato per valori dell’ematocrito troppo alti. Di quello stop negli anni se ne sono dette tante, dal giro di scommesse clandestine fino alle voci che volevano il ciclista romagnolo scomodo per il mondo del ciclismo. Subito dopo  la sua esclusione Pantani pronunciò una frase che avrebbe significato molto, soprattutto pensando a quello che accadrà negli anni successivi, “Mi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta, però, abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile”. La squalifica per il ciclista fu un duro colpo psicologico, portandolo in seguito anche alla depressione. Nel 2000 a sorpresa tornò al Giro d’Italia, ma visto il suo precario stato di forma, gli fu assegnato il ruolo di gregario in funzione di Stefano Garzelli, svolgendo al meglio il compito e portando il compagno di team a vincere per la prima volta la maglia rosa.

La polemica con Armstrong

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Marco Pantani si presentò al via del Tour de France, corsa vinta da lui due anni prima, quando fu premiato a Parigi da un altro indimenticabile campione del ciclismo, Felice Gimondi. Anche nella Gran Boucle, come la chiamano i francesi, “Il Pirata” andò in difficoltà, ma nell’undicesima tappa il romagnolo dimostrò a tutto il mondo del ciclismo che poteva dire ancora la sua. La tappa partiva da Carpentras, con arrivo sul Mont Ventoux, luogo nefasto per il ciclismo, lì infatti perse la vita nel 1967 Thomas Simpson. La testa della corsa quel giorno comprendeva un gruppo di corridori tra cui Lance Armstrong e Jan Ullrich, con Pantani staccato di alcuni secondi. Quando mancavano quasi 5 km alla conclusione, il romagnolo si alzò sui pedali, facendo uno dei suoi scatti, come quelli che appassionavano il pubblico, riuscendo a recuperare lo svantaggio sul gruppo di testa e balzando addirittura al comando. A contendere la vittoria di tappa è Armstrong, maglia gialla e da molti considerato il futuro del ciclismo; i due arriveranno insieme fino all’ultima curva, quando con uno scatto bruciante Pantani arrivò per primo sul traguardo. Particolarmente acceso il post-tappa con Armstrong che dichiarò di aver fatto in modo di far vincere il romagnolo, che invece rimase molto deluso dalle sue dichiarazioni.

L’ultima vittoria

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Pantani e Armstrong non si sopportavano apertamente: per l’italiano, Armstrong era “Robocop”, mentre l’americano chiamava “Elefantino” il romagnolo. Pantani fece un’altra impresa durante la tappa che partiva da Briançon ed arrivava a Courchevel: qui “Il Pirata” si trovata nel gruppo di testa, a proteggerlo il compagno di team, Enrico Zaina. Quando mancano poco meno di 15 km alla conclusione della tappa, Pantani inizia a scattare, stacca ancora una volta Armstrong, raggiungendo Jose Maria Jimenez in testa alla corsa. Il romagnolo supera anche il colombiano vincendo la tappa; questo sarà l’ultimo acuto di Pantani che in seguito si ritirerà dalla corsa per un attacco intestinale. Del ciclista romagnolo rimarranno le sue vittorie e i suoi scatti, mentre Lance Armstrong negli anni seguenti si scoprirà essere l’ultimo da cui prendere esempio, visto che per doping verranno cancellate tutte le sue vittorie, compresi i Tour de France vinti dal 1999 al 2005.

 

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