Il basket a Fabriano

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Nell’ultimo decennio, il basket italiano ha visto molte squadre scomparire a causa della crisi economica. Uno dei tanti team cestistici del nostro paese che è fallito è stato Fabriano, che al termine della stagione sportiva 2007-2008 cedette il titolo sportivo a Roseto.

Le origini

La nascita del basket a Fabriano si deve a Giuliano Demetrio Guerrieri che, insieme a Carlo Bartocci e Francesco Frigio, nel caldo agosto del 1966 (precisamente il giorno 8) decisero di dar vita ad una squadra che identificasse la città. Nasce in questo modo il Fabriano basket. La decisione ufficiale fu presa il 7 settembre in un’assemblea dove oltre a Guerrieri e i suoi due amici, parteciparono altre persone vogliose di far parte del progetto. Il primo tassello è quello del presidente, ruolo che viene assegnato a Bartocci, mentre Guerrieri viene designato allenatore oltre che giocatore. Per scegliere i giocatori furono organizzati degli incontri al circolo del tennis delle Cartiere e allo chalet dei giardini pubblici del Parco Regina Margherita. I primi allenamenti si svolsero nel chiostro di San Venanzio durante la sera e notevole fu il lavoro dei primi storici giocatori che disputarono il loro allenamento in un ambiente poco illuminato. La squadra venne nominata Salumificio Fabrianese e, non essendoci a Fabriano un palazzetto, il team per vari anni giocò le sue partite  nel campo all’aperto della chiesa di San Benedetto a Fabriano, partecipando alla I divisione regionale.

La fine dell’era Guerrieri

La squadra continuò a giocare sempre campionati regionali, ma al termine della stagione 1971-72 fu compiuto un passo importante per lo sviluppo del basket. Finalmente la squadra poteva giocare in città (il campo di gioco designato era quello del liceo classico) e fu iscritta in Serie D. Il campionato è stato caratteristico e degno di nota poichè fu l’ultimo disputato da Luigi Silvestrini, esplose il talento di Rodolfo Valenti, l’allenatore fu sempre Giuliano Guerrieri e come rinforzo arrivò Paolo Bigi da Jesi. La prima partecipazione di Fabriano nel nuovo campionato terminò con un’onorevole quinto posto. In poco tempo la squadra di Bartocci si trovò in B e il roster recitava: Uliveti, Terenzi, Valenti, De Angelis, Sonaglia, Mondati, Bolzonetti, Ricci, Carnevali, Giovannini.  Alla sua prima apparizione la squadra marchigiana conclude la regular season al secondo posto dietro Brindisi e questo porta Fabriano ad essere inserita nel gruppo che lotta per la promozione in A2.

Nel gruppo Fabriano questa volta precede Brindisi e arriva lo scontro diretto tra le due compagini per la salita in A2. La prima gara vede i brindisini perdere in casa contro i marchigiani per 73-74 e Fabriano ha quindi la grande occasione di festeggiare in casa la promozione. Nella seconda gara però Brindisi ribalta il fattore campo e vince al Palasport (l’attuale PalaCesari). La storia si fa il 12 giugno 1979 quando Fabriano si impone per 64-61 in gara 3 e conquista la prima storica promozione in A2. Al termine del campionato salutò a sorpresa Fabriano, Giuliano Guerrieri l’artefice della nascita del basket nella città della carta. Il nuovo allenatore per la stagione di A2 fu Alberto Bucci che farà la storia del basket fabrianese.

La prima voltA

Bucci fin da subito cercò dei  rinforzi per affrontare al meglio la nuova categoria e arrivarono Achille Gelsomini da Bologna, Bob Paleari da Pordenone, Lionel Green dalla Louisiana University e soprattutto Jay Cheesman, proveniente dal Belgio. In un campionato che vedeva la presenza di Roma, Treviso e Fortitudo Bologna, Fabriano conquistò una tranquilla salvezza, ponendo delle basi importanti per le stagioni a seguire. Il campionato 1980-81 vide la squadra mancare per due punti i playoff, ma la stagione seguente fu quella decisiva per Fabriano. La rosa di giocatori era composta da: Piergiorgio Castelli, Mark Crow, Maurizio Lasi, Luigi Magro, Vincenzo Nunzi, Leonardo Sonaglia, Giovanni Tassi, Rodolfo Valenti, Alessandro Gambelli, Roberto Carsetti, Al Beal. Arrivò la prima storica promozione in A1 e, in virtù del regolamento che permetteva alle prime 4 classificate del campionato di A2 di partecipare ai playoff scudetto, Fabriano eliminò Rieti agli ottavi, terminando la sua corsa ai quarti contro Pesaro.

L’esordio in A1

La  promozione in A1 fu accolta con grande entusiasmo. Si decise di costruire un nuovo Palasport e Bucci fu confermato. L’arrivo in A permise alla città, famosa nel mondo per la carta e per le industrie create da Aristide  Merloni, di farsi conoscere anche agli appassionati sportivi. Fabriano diventò quell’anno la città più piccola a disputare la A. La costruzione del nuovo palazzetto costrinse la squadra a giocare le partite casalinghe a Pesaro. La prima storica partita nella massima categoria fu quella in trasferta a Venezia, ma l’impresa i ragazzi di coach Bucci la fecero alla prima in casa quando, trascinati dai 24 punti di Crow e dai 12 di Beal, batterono Milano allenata da Dan Peterson e che aveva nel suo roster Meneghin e D’Antoni. Il 13 marzo 1983 la partita contro Pesaro segnò il debutto di Fabriano nel nuovo palazzetto. Fabriano si impose per 83 a 79, centrando una meritata salvezza alla fine del campionato.

Alti e bassi

La salvezza in A e il lavoro svolto negli anni passati valsero la chiamata della Virtus Bologna a Bucci. Al suo posto arrivò Massimo Mangano e Al Beal si diresse a Livorno. In estate arrivò nelle Marche Sonny Parker proveniente dalla NBA. Doveva essere lui il grande colpo del mercato, ma i suoi problemi caratteriali spinsero la società a tagliarlo fuori prima dell’inizio della stagione. Fabriano si salvò di nuovo, ma la società dovette cambiare ancora una volta allenatore. Mangano andò a Treviso e al suo posto arrivò Petar Skansi. Fu una stagione travagliata, conclusa all’ultimo posto con sole cinque vittorie e che riportarono Fabriano in A2.

Gli anni successivi sono gli anni di Marcel, stella della squadra che formerà un duo brasiliano insieme al connazionale Israel. Dopo tre anni Fabriano tornò in A1, guidati in panchina da Giorgio Montano. Il ritorno nella massima categoria durò solo un anno, dato che la squadra terminò il campionato all’ultimo posto e tornò in A2, categoria in cui resterà per tutti gli anni 90. La stagione 2000-2001 vede Fabriano qualificarsi ai playoff promozione come quinta testa di serie. In semifinale la rivale è Jesi e saranno partite molto sentite dove, dopo aver perso gara 1, Fabriano ribalta il risultato e vince la serie 3-1.

L’ultimo scoglio per la A1 è Napoli ma qui i ragazzi di coach Lasi, trascinati da Monroe, vincono la serie 3-0 e tornano in A1. Il ritorno in A, seppur senza sponsor, vede Fabriano salvarsi agevolmente. L’annata 2002-03 sarà l’ultima di Fabriano in A. Campionato travagliato sin dall’inizio, dove la squadra centra solo quattro vittorie e retrocede.

La cessione a Roseto

Le annate successive sono sofferte e nel 2005, la squadra allenata da Mauro Procaccini prima retrocede ma poi viene ripescata. Sono gli anni della presidenza  Federico Mellone che, al termine della stagione 2007-2008, a sorpresa decide di cedere il titolo a Roseto, facendo sparire tra la rabbia degli appassionati il basket a Fabriano. Ad aumentare questo senso di rabbia fu anche il fatto che l’ormai ex presidente decise di diventare amministratore delegato del team abruzzese. Negli anni successivi ci sono stati tentativi di riportare il basket nelle Marche come la Spider Fabriano, accolta con scetticismo ma che pian piano attirò gli appassionati.   Al termine del campionato 2011-12 però la squadra decise di non iscriversi e ripartire dal Dnc, cessando di esistere al termine della stagione 2013-14. Ora il basket a Fabriano è trainato dalla Janus, fondata da Mario di Salvo, che con l’aiuto di Simone Lupacchini, Massimiliano Gasparrini ed Andrea Silvestrini, persone attive precedentemente nel basket regionale  con Olimpia Basket Fabriano e Lonky Fabriano, ha ricreato interesse per il basket nella città della carta. Partita dalla Promozione nel campionato 2011-12, la squadra prima è tornata al Palasport, ora chiamato PalaGuerrieri, poi con una continua scalata sale nel 2017 in B, categoria dove milita tuttora. Nella stagione appena conclusa è uscita sconfitta nei playoff contro Napoli, ma l’importante è che la Janus Fabriano stia ricreando interesse per il basket con l’obiettivo di tornare in categorie più prestigiose e che merita.

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.