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Luciano Gaucci e il mancato acquisto del Napoli nel 2004

Approfondimento su Luciano Gaucci
eurosport.com

Tempo di lettura: 8 min

Nell’estate del 2004 avvenne un fattore molto importante per il calcio italiano: il Napoli venne dichiarato fallito e vari furono i tentativi di salvare la società partenopea. In soccorso dei tifosi, tristi per le sorti della loro squadra, accorse Luciano Gaucci, imprenditore romano, il quale si presentò con un progetto che poi fu dichiarato non regolamentare.

Stagione anonima

La stagione 2003-2004 fu amara per il Napoli, partita con ambizioni di promozione in Serie A. Per gli azzurri arrivò un anonimo tredicesimo posto. Il campionato fu funestato anche dai tragici eventi del derby con l’Avellino dove perse la vita Sergio Ercolano, un supporter  napoletano; inoltre ci fu il cambio di allenatore con  Luigi Simoni che andò a sostituire Andrea Agostinelli. Anche per l’imprenditore romano quella fu una stagione non positiva come le altre precedenti. Gaucci era proprietario di ben tre squadre: Perugia,Catania e Sambenedettese. Il Perugia retrocesse in B, categoria nella quale militava il Catania. Quest’ultima fu protagonista di una stagione positiva che a lungo la vide in lotta per la promozione in A. A fine campionato a San Benedetto del Tronto, dopo le contestazioni dei tifosi (delusi per il mancato raggiungimento dei playoff per la B), il romano lasciò la società.

Un imprenditore fuori dagli schemi

Dopo un inizio come conducente di autobus a Roma, negli anni ’70, l’imprenditore romano fonda una ditta di pulizie e in seguito entra nell’ippica. Nasce in questo modo la scuderia White Star che conta tra le sue fila Tony Bin, vittorioso in numerose gare.  La vendita di quest’ultimo ad una scuderia giapponese sarà il primo di tanti affari per Gaucci, che vuole continuare ad investire e decide di provare ad entrare nel mondo del calcio. Essendo tifoso della Roma, tenta l’acquisto della società giallorossa, ma il presidente di allora, Dino Viola, rifiuta la sua offerta.

Sotto la presidenza di Ciarrapico, Gaucci sarà vicepresidente, ma questa sarà solo una breve parentesi. Successivamente continua nel sogno di acquistare una squadra e dopo aver pensato alla Lazio, il romano nel 1991 compra il Perugia, dove  l’anno seguente ottiene la promozione in B. Il desiderato traguardo fu però annullato perché il regalo di un cavallo da parte del neopresidente perugino ad un arbitro venne visto come un tentativo di illecito. Questo sarà per l’imprenditore anche il primo problema che gli darà il calcio.

Memorabili sono le sue battaglie contro le istituzioni del calcio. Nell’estate del 2003 è da ricordare quella, che dopo numerosi ricorsi, riesce a far riammettere il Catania in B. L’imprenditore è un personaggio fuori dagli schemi: nel 1999 ad esempio esonera, nell’intervallo di un Perugia-Juventus, l’allenatore Ilario Castagner perché quest’ultimo era contro la sostituzione di Rapajic e Petrachi.

Nello stesso anno fu protagonista di una svolta storica: chiamò per il ruolo di allenatore alla Viterbese, altra squadra posseduta da lui, Carolina Morace, una delle più forti calciatrici italiane, che resistette due partite prima di dimettersi. Questa non fu l’ultima trovata singolare di Gaucci. Dopo i Mondiali, nel 2002 licenziò Ahn, poiché colpevole di aver segnato all’Italia la rete decisiva per l’eliminazione degli azzurri nella competizione. L’anno seguente portò a Perugia Saadi Gheddafi, figlio del colonnello libico, che disputò solamente una partita e fu squalificato per doping. Nell’inverno del 2003 fece un’offerta alla calciatrice Birgit Prinz con un contratto di sei mesi per giocare nel Perugia, ma il no della Fifa all’operazione fece saltare tutto.

Arrivo a Napoli

A fine campionato il presidente del Napoli, Salvatore Naldi, si dimise a causa dei numerosi debiti accumulati dalla società partenopea e anche perché si sentiva abbandonato dalla città, colpevole secondo lui di non averlo aiutato abbastanza. I libri contabili furono portati in tribunale, l’attesa dei tifosi era capire che fine potesse fare la loro squadra del cuore. Il 22 Giugno del 2004 Luciano Gaucci mostrò il suo interesse per l’acquisto del Napoli  e, per dimostrare che la sua non era una mossa mediatica, presentò il progetto per salvare la società. Il piano prevedeva, attraverso il fitto di ramo d’azienda, 46 milioni di euro, pagabili in cinque rate, con una rata finale di 21 milioni per concludere tutto e azzerare i debiti. I tifosi videro finalmente la luce.

Il blocco della Figc

Il 28 Giugno l’imprenditore romano firma l’accordo per diventare il nuovo presidente del Napoli, salvando 78 anni di storia. In questo modo si inizia finalmente a parlare di composizione della squadra, con il ruolo di allenatore che verrebbe affidato a Serse Cosmi. A rompere l’entusiasmo arriva la Figc (Federazione italiana gioco calcio), che non accetta la proposta di Gaucci con la seguente motivazione: il fitto di ramo d’azienda, sebbene previsto nel codice civile, non è riconosciuto tra le norme federali.

La risposta del  romano non si fece attendere e in un’intervista dichiarò che la Federazione non si sarebbe potuta opporre ad un accordo scritto e firmato. Il 30 Giugno in una conferenza stampa Gaucci si presentò da presidente ai suoi nuovi tifosi. La Federazione continuò la sua battaglia contro il neo presidente del Napoli ribadendo la sua contrarietà al fitto di ramo d’azienda, aiutata anche da un professore universitario che diede ragione alla FIGC. Il presidente di allora Franco Carraro dichiarò ancora che la soluzione proposta dall’imprenditore romano era contro le norme federali.

Orgoglio Partenopeo

Luciano Gaucci non si arrende e inoltra il ricorso al Tar del Lazio. A metà luglio in varie interviste Serse Cosmi ribadisce di avere un accordo verbale con l’imprenditore per allenare a Napoli, ma il tempo passa e la preoccupazione tra i tifosi aumenta con il passare dei giorni. Il ricorso viene respinto, ma il vulcanico imprenditore non vuole mollare ed organizza Orgoglio Partenopeo, una serata che si svolge allo stadio San Paolo il 26 luglio del 2004.

La serata vede la presenza di Gaucci, che presenta ai  tifosi il nuovo direttore sportivo Guido Angelozzi e il nuovo allenatore che a sorpresa è Angelo Gregucci. Allo stadio sono presenti anche ex giocatori e importanti personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. Non passa inosservata l’assenza del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino e del Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino all’evento. Nella stessa serata la tifoseria si emoziona vedendo i filmati delle vecchie vittorie e chiede che la federazione ammetta il Napoli in serie B.

La composizione della squadra e la fine del progetto Gaucci

Con la nomina del nuovo allenatore, la rosa del Napoli può iniziare a prendere forma; ad alcuni reduci della stagione passata si aggiungono elementi come i portieri Concetti e Kalac. Il 3 Agosto arriva come una pesante pietra la notizia che il Tribunale ha dichiarato il fallimento del Napoli. Luciano Guacci prosegue nella sua strada e il 6 Agosto acquista la società partenopea dal Tribunale. A questo acquisto la federazione risponde aggiungendo che il Napoli ha solo due strade percorribili: o la Serie C o la discesa nei dilettanti.

Il 18 Agosto il Napoli di Gregucci nel caos continua il suo precampionato battendo una squadra locale, l’Amiata, per 7-2. A fine Agosto Aurelio De Laurentiis compra la società che riparte dalla C, ponendo fine al progetto di Gaucci. Per l’imprenditore romano il mancato acquisto del Napoli fu una sorta  di chiusura con il calcio, che avverrà l’anno successivo con il fallimento del Perugia, portandolo ad una fuga a Santo Domingo e ad un rientro in Italia nel 2009. Di certo c’è che Gaucci voleva riportare il Napoli ai vertici e, prima dell’arrivo di De Laurentiis, intraprese dei contatti addirittura con Roberto Baggio per portarlo a vestire la maglia azzurra.

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.