Euroleague 2021/22 – Team Focus: ALBA Berlino

Alba

Tempo di lettura: 6 min

Sebbene il pilastro Aito Garcia Reneses abbia lasciato la panchina dell’ALBA Berlino, il successore e suo storico vice Israel Gonzalez ha mantenuto intatto l’identità del club tedesco. Tante forze fresche, tanto contropiede, una fitta ragnatela di passaggi e soprattutto una voglia di non mollare mai davvero encomiabile. Tuttavia, l’Eurolega non fa sconti e il 2-5 di record è manifesto delle difficoltà dei teutonici.

Up: l’accoppiata Sikma-Lo e un basket divertente

A maggior ragione dopo l’addio di Fontecchio, l’ALBA è interamente trainato dal duo Maodo Lo-Luke Sikma. Il tedesco è il go-to-guy nei momenti di difficoltà, nettamente il berlinese con più abilità nell’1vs1 e nel crearsi il tiro dal palleggio (16.3 punti di media tirando con il 47.5% da tre punti). Su Sikma, invece, c’è poco da dire sulle sue straordinarie abilità di passatore attorno a cui ruota l’intero attacco della squadra. I suoi uffici sono la punta, i gomiti dell’area e il post basso: da qui Luke è eccellente sia nell’eseguire i consegnati che nel servire i backdoor, arma tattica utilizzata moltissimo dall’ALBA.

In generale, i berlinesi non amano spendere molti falli (17.6 totali, terzultimi e davanti solo a Baskonia ed Efes), proprio per spingere in transizione e attaccare di ritmo – specie quando il lento Sikma è in panchina. Questo li porta a giocare sempre al 100%, sfruttando i tagli e giocando di sistema e di letture. Hanno molti punti deboli ma almeno guardarli varrà sempre l’intero prezzo del biglietto.

Down: mancanza di fisicità e un roster estremamente corto

Il problema strutturale dell’ALBA, dettato anche dall’avere un budget appena sufficiente per competere a questo livello, resta l’assenza di muscoli in tutti i ruoli. Sembra quasi incredibile che una squadra con dei fisici “normali” come quelli di Mattisseck, Schneider (utilizzato anche da 5) o Delow sia stata in grado di sconfiggere una corazzata come il Fenerbahçe. Inoltre, Smith – MVP in carica del campionato tedesco – sta ancora trovando la sua dimensione in Eurolega, alternando buoni lampi difensivi (come su De Colo) a difficoltà nel prendere le misure alla fisicità avversaria in penetrazione: il talento, comunque sia, è di quelli veri e appena troverà la quadra con Lo a spartirsi i compiti di playmaking, l’ALBA potrebbe avere una bella freccia in faretra. Uno spot da difensore di lusso ormai se lo è ritagliato Zoosman, israeliano uscito malamente dalle file del Maccabi Tel Aviv che in attacco però è ancora lontano dall’efficienza e dalla varietà di soluzioni apportate alla causa da Fontecchio la scorsa stagione. Infine, data la forma fisica non ancora super di Thiemann, l’assenza di Lammers e lo scarso atletismo di Nikic e Koumadje, coach Gonzalez è stato costretto ad utilizzare Olinde – un’ala piccola – da centro.

Questo si riflette nei numeri. Nonostante una difesa particolarissima e piena di trappole e raddoppi, l’ALBA ha la terzultima efficienza nella propria metà campo (115.6 punti concessi ogni 100 possessi) davanti solo a Zalgiris e CSKA. Insomma, i berlinesi devono essere ben felici di avere un wild-card fino al 2023 da Euroleague (facilmente potrebbe essere prolungata fino all’annata 2025/26) dato che i playoff restano ancora un miraggio.

Player Focus: Oscar Da Silva

Nato il 21 settembre 1998 a Monaco di Baviera da papà brasiliano e mamma tedesca, Oscar Leon Da Silva è il nuovo gioiellino di casa ALBA Berlino. Dopo aver completato il college negli Stati Uniti a Stanford, ha debuttato da professionista a Ludwigsburg al termine dell’annata 2020/2021. Anche all’inizio di questa stagione Da Silva sarebbe dovuto restare tra le file del MHP Riesen ma poi, avvistata l’opportunità di giocare in Eurolega, ha rescisso non senza polemiche con il club giallonero.

Aggregato da coach Gonzalez a inizio ottobre e stante le assenze di Thiemann e Lammers, Da Silva ha ricoperto immediatamente un ruolo centrale. Per il tipo di difesa che gioca l’ALBA contro il pick and roll avversario – ossia sempre aiuto e recupero del lungonon c’è niente di meglio di Da Silva in casa per rallentare le azioni del palleggiatore e allo stesso tempo coprire l’area.

In questo tipo di difesa iperaggressiva e molto “flottata” nel pitturato per negare la via del ferro agli avversari, solo lui e Olinde regalano a coach Gonzalez quel brio di esplosività necessario per competere in Eurolega. Nell’altra metà campo, Da Silva è uno dei tanti ricevitori ideali dei passaggi di Sikma (viaggia a 14.3 punti a partita, secondo miglior dato nell’ALBA dietro Lo). Per quanto riguarda il tiro, la meccanica è già buona (e lo testimonia il 12/16 dalla lunetta in stagione) ma da tre punti prende la conclusione con ancora poca sicurezza (2/9 totale). Lato rimbalzi, invece, ne raccoglie solo 4 di media, un po’ pochini per una squadra che già fa grossa fatica nella categoria (31.9 di media, peggio fa solo il Bayern): questa statistica è giustificata dal sistema dei berlinesi molto verticale tra ferro e linea da tre punti e un’abilità nel tagliare fuori i centri avversari più fisici non ancora impeccabile da parte del numero 1.

Si sta comunque solo grattando la superficie di questo teutonico con sangue brasiliano nelle vene. I margini di crescita sono ancora notevolissimi e solo il tempo ci dirà se riuscirà a conquistarsi un posto “fisso” in Eurolega.

 

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Pubblicato da Matteo Puzzuoli

Classe 1999, autore presso "Lega Basket Serie A" e studente magistrale di "Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo" a La Sapienza di Roma. Appassionato di pallacanestro a 360 gradi, collabora anche per il sito overtimebasket.com