La Milano-Sanremo, una corsa storica

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Dopo la prima edizione, disputata in due tappe (la prima da Milano ad Acqui e la seconda da Acqui a Sanremo) Tullio Morgagni, giornalista de “La Gazzetta dello sport” e colui a cui si deve anche la nascita del Giro di Lombardia e del Giro d’Italia,  propose all’allora direttore della Gazzetta, Eugenio Costamagna, una gara che si sarebbe corsa da Milano a Sanremo.

Un esordio difficile

L’idea di Morgagni fu accettata, e la realizzazione e organizzazione della corsa furono affidate a Armando Cougnet, colui che qualche anno dopo inventerà il Giro d’Italia, corsa di cui mantenne l’organizzazione fino al 1948. La prima edizione targata Cougnet si disputò nel 1907 e fu vinta dal francese Lucien Petit-Breton; ma il successo della Milano-Sanremo iniziò solamente nel 1910, edizione vinta da Eugène Christophe, poiché vide l’arrivo di poco meno di dieci ciclisti a causa della pioggia.

Un trionfo azzurro che manca da dodici anni

Per l’Italia l’ultimo trionfo risale all’edizione 2006, quando a trionfare fu Filippo Pozzato, seguito da Alessandro Petacchi e da Luca Paolini, formando un podio tutto italiano. Da quel momento per l’Italia sono arrivate solamente delusioni,  ad esclusione delle edizioni 2008  con il secondo posto di Filippo Pozzato, e nel 2012 con il terzo posto di Vincenzo Nibali. Per l’Italia un digiuno di vittorie simile si è visto solo tra gli anni ’50 e ’60, quando dopo la vittoria di Loreto Petrucci nel 1953, si tornò a vincere solamente nel 1970 con Michele Dancelli. A nulla valse negli anni ’60 il passaggio sulla salita del Poggio nella parte finale della corsa, introdotta da Vincenzo Torriani, perché stanco delle vittorie da parte di ciclisti stranieri.

Il percorso

La classica più lunga del mondo misura 291 km, i corridori si ritroveranno per quasi 7 ore in bici. Oltre ad essere estenuante, questa classica monumento è rinomata per la Cipressa e per il Poggio, le uniche vere asperità che possono creare una selezione per staccare i velocisti o dove qualche finisseur può tentare il colpaccio. La salita del Turchino, posta a 149 km dal traguardo, è solo un piccolo assaggio rispetto al gran finale. La Cipressa si trova a 27 km dalla fine del percorso con una salita che misura 5.600 metri. I primi 4 km sono molto impegnativi con una pendenza media di 5%, e punte di 9%. L’ultima possibilità per evitare la volata su Via Roma, è il Poggio, che misura 3.700 metri, con una pendenza media del 3,7% e una punta all’8%. Qui si arriva a 700 metri dalla svolta a sinistra che segna l’inizio della discesa, a 5,4 km dalla striscia d’arrivo. Dopo questa discesa “tortuosa”, la strada diventa pianeggiante. L’ultima difficoltà, in caso di arrivo in volata, è la curva finale che si trova a 750 metri dal traguardo.

I favoriti

Chi si candida alla vittoria finale è Michał Kwiatkowski, già vincitore lo scorso anno  e reduce dalla vittoria della Tirreno-Adriatico. Il ciclista polacco del Team Sky si dovrà difendere dal tre volte campione del Mondo, lo slovacco Peter Sagan, che cercherà il riscatto dopo essere stato beffato sulla linea del traguardo da Kwiatkowski nell’edizione 2017. Tra i possibili favoriti vi è anche il vincitore del Giro d’Italia 2017, Tom Dumoulin, anche se per lui l’inizio di stagione non è stato dei migliori. Durante l’Abu Dhabi Tour non ha retto la rabbia e dopo l’ultima tappa in cui era arrivato in ritardo, ha lanciato con violenza la sua bicicletta. Ancora peggio è andata alla Tirreno-Adriatico dove l’olandese è stato costretto al ritiro durante la quarta tappa, (la Foligno-Sarnano Sassotetto) a causa di una caduta, fortunatamente senza conseguenze.

Tra gli italiani chi punta a vincere è Elia Viviani, al primo anno con la Quick Step Floors dopo gli anni nel Team Sky. Dopo aver vinto il Dubai Tour e aver mostrato un’ottima condizione, ha dichiarato di puntare in questa prima parte di stagione proprio alla “Classicissima di Primavera”. Tra i favoriti vi è anche Vincenzo Nibali, reduce da un 2017 non molto esaltante dal punto di vista dei risultati e che punta a vincere la Milano-Sanremo per riscattarsi. Gianni Moscon, dopo un buon 2017, punta quest’anno a confermarsi come uno dei ciclisti più promettenti. Non sicuro della partecipazione, invece, è Fabio Aru; il ciclista sardo è al primo anno con il UAE Team Emirates e quest’anno punta alla vittoria nel Giro d’Italia.

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.