Coppe Europee

Italiane in Europa – Team Focus: Germani Pallacanestro Brescia

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Italiane in Europa: Continua il nostro percorso di analisi delle squadre impegnate in Europa, questa volta parlando delle squadre italiane coinvolte nelle competizioni europee diverse dall’Eurolega. Oggi parliamo della Germani Brescia, attualmente in EuroCup ma ormai impossibilitata dal raggiungere la fase successiva della competizione visto l’ultimo posto in classifica.

Up: I lunghi della squadra sono una certezza

Se c’è una cosa che nel percorso di Brescia sta dando certezze, è sicuramente l’apporto che i lunghi stanno dando in campo. Drew Crawford è il go-to-guy della squadra, desideroso di rilanciarsi nella vetrina del basket europeo. Il lungo americano, molto duttile in ambo le parti del campo, sta viaggiando con buonissime cifre in EuroCup: 12.5 pti, 5.5 rim e 2.4 ast.

Molto bene in EuroCup anche Christian Burns, che con il suo “lavoro sporco” nel pitturato, viaggia con 9.4 pti e 6.1 rim a partita. Sicuramente il tiro da 3 non sta andando come nelle passate stagioni, ma l’americano con passaporto italiano sta facendo di tutto per far risalire la Germani Brescia in classifca, sia in EuroCup che in LBA.

Infine non bisogna dimenticarsi di Dusan Ristic: il giocatore serbo proveniente dall’Astana, dopo un inizio difficile, sta dimostrando il suo valore, nonostante alcune lacune difensive. Ristic in EuroCup non sta per niente sfigurando nella fase offensiva, tant’è che sta viaggiando con 10.2 pti e 4.4 rim. Bisogna per dire come le buone prestazioni di questi giocatori, non sta dando i frutti sperati in EuroCup e in LBA: difatti la squadra attualmente affidata a Buscaglia occupa le ultime posizioni in entrambe le competizioni. Ma vediamo meglio, nel paragrafo successivo, cosa non va nella Germani.

Down: Ci si aspettava di più dai veterani

Ebbene si, i due veterani della squadra (Vitali e Moss) stanno deludendo molto in questa stagione. Il play azzurro non sta rendendo come nella passata stagione, sia per quanto riguarda l’organizzazione del gioco che per la percentuale al tiro. Luca Vitali infatti in Europa ha cifre molto basse nonostante smazzi 3.7 ast a partita: 3.6 pti (10% da 3) e 2 rim sono cifre bassissime per quello che, insieme a Moss, dovrebbe essere il leader della squadra.

David Moss nonostante le sue discrete prestazioni difensive, ha anche lui problemi nella fase offensiva: i 4.4 pti, 1.7 rim e 1.4 ast non sono cifre accettabili per un giocatore esperto come lui. Sicuramente ci aspetterà una sua rinascita con Buscaglia in panchina, ma sta di fatto che le sue prestazioni stanno deludendo le aspettative che si riflettono poi sul risultato e sulla classifica della squadra.

Le uniche vittorie di questa stagione in Europa sono state partite in cui Brescia ha vinto con un divario minimo, mentre le sconfitte sono state spesso e volentieri molto dolorose. Quello che si evince da questi risultati è come a questa squadra manchi un playmaker puro, viste le prestazioni non eccelse di Vitali e lo stile di gioco di Cherry. Riuscirà Buscaglia a sistemare queste lacune almeno in campionato? Non resta che aspettare le prossime settimane

Player Focus: Kenny Cherry

Se c’è un giocatore, oltre a quelli citati nel primo paragrafo, che sta facendo molto bene in Europa, questo è Kenny Cherry. Il play, proveniente da Nanterre, è al momento il leader statistico nella casella punti della squadra: ben 12.9 pti a partita.

Cherry non sfigura nemmeno per quanto riguarda gli assist (3.8 ast a partita), ma il suo stile di gioco è prevalentemente quello di una combo-guard. Il suo percorso in questa stagione europea è cominciato molto bene, basti vedere come nelle prime 5 partite, Cherry ha sempre chiuso in doppia cifra, compresa la doppia-doppia da 10 pti e 10 ast contro il Metropolitans 92.

Degni di nota sono anche i suoi 20 pti nella vittoria interna contro il Mornar Bar, che è valsa la seconda vittoria stagionale in Europa. Anche in LBA Cherry sta dando il suo contributo anche se con cifre leggermente più basse 11.6 pti e 2.7 ast. Come detto in precedenza, però, il fatto di essere più una combo-guard, non gli permette sempre di impostare con attenzione il gioco della squadra, venendo quindi meno nel momento di tappare la falle lasciate dalle brutte prestazioni di Vitali.

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Pubblicato da Giacomo Cotlar

Nato a Roma nel '92, laureato in "Comunicazione, Valutazione e Ricerca Sociale" presso La Sapienza. Appassionato di pallacanestro europea e NBA, hockey sul ghiaccio e Formula1