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Carattere da vendere, un leader a 360° e un fortino – sinora il Pionir, poi se la situazione pandemica dovesse assestarsi la Stark Arena – molto complicato da espugnare. La Crvena Zvezda è la classica mina vagante della competizione, povera di talento (anche se con l’ultimo innesto Stefan Markovic qualcosa potrebbe cambiare) ma con un’organizzazione sulle due metà campo – specialmente quella difensiva – davvero invidiabile.
Up: Kalinic come perno della squadra e difesa solidissima
Il club biancorosso ha compiuto davvero un salto di qualità in estate acquisendo Nikola Kalinic dal Valencia. L’ex Fenerbahçe sta viaggiando a 11.4 punti e soprattutto 2.8 assist di media e ha già dimostrato in questi 8 round la sua capacità di rendersi decisivo in qualunque situazione. Nella propria metà campo è letteralmente un muro sia come difensore primario che (soprattutto) in aiuto mentre in attacco è il collante di lusso in grado di fare qualsiasi cosa, in primis mettere in ritmo i tiratori Hollins e Dobric e i rollanti Mitrovic e Kuzmic.

Il valore di Kalinic si innalza ulteriormente nel sistema difensivo messo in piedi da coach Radonjic che ha sinora ingabbiato alla grande Fenerbahçe, Maccabi, Zalgiris e Panathinaikos. La presenza in area di Mitrovic e Kuzmic garantisce stazza e allo stesso tempo mobilità mentre sugli esterni c’è sempre la giusta energia e posizione nel fermare gli avversari a metà campo (se invece il ritmo si alza son problemi, come ha dimostrato contro di loro l’ALBA Berlino). Questo li ha portati ad essere la seconda miglior difesa per efficienza in Eurolega – alle spalle solo dell’Olympiakos – con soli 101.9 punti subiti su 100 possessi.
Down: attacco molto altalenante e scarso atletismo
Dall’altra parte del campo, tuttavia, la scarsa imprevedibilità e un ritmo iper-compassato (i possessi giocati a partita sono solo 66, nettamente gli ultimi in Eurolega dietro Bayern e Zenit) condanna la Zvezda all’11° posto in classifica in cui è ora. L’unico ad avere importanti abilità in palleggio è Wolters mentre Ivanovic deve ancora confermare le buone impressioni offensive delle prime partite. Con il livello complessivo della competizione che continua a salire, i vari Dobric, Davidovac (molto indietro fisicamente in questo inizio di stagione e perciò parecchio deludente), Simonovic, Uskokovic e anche Austin Hollins sembrano non avere le qualità sufficienti per togliere le castagne dal fuoco nei momenti di difficoltà. Una buona alternativa è rappresentata dal centro Mitrovic, ottimo rollante e passatore dalla punta, anche se non è un go-to-guy da affiancare a Wolters o Kalinic.

La scarsità di attaccanti con un solido 1vs1 è anche dettata da un atletismo nettamente al di sotto della media e che costituisce il motivo principale per cui la Zvezda ama abbassare i ritmi della partita. Nonostante una percentuale stellare nel tiro da due punti (58%, primi in Eurolega e a testimonianza del fatto che la stazza non manca), sono le conclusioni dai 6.75, realizzate solo nel 26% dei casi (ultimissimo dato della competizione, il Baskonia penultimo ha il 30%), e le 14.8 palle perse a partita – nessuno fa come loro – a far crollare l’efficienza offensiva dei serbi a 104 punti segnati ogni 100 possessi (14ª posizione).
Player focus: Nate Wolters
Classe 1991, l’americano Nate Wolters è tornato in estate alla Zvezda dopo aver già vinto con i biancorossi Lega Adriatica, campionato serbo e coppa di Lega nell’annata 2016/17. Nelle stagioni successive tra G-League, Chalon, Zalgiris, Maccabi Tel Aviv e UNICS Kazan (e qui è stato una delle chiavi per la finale raggiunta in Eurocup pochi mesi fa) ha confermato le proprie qualità da titolare in Eurolega.
A maggior considerando che il backup – Nikola Ivanovic – è momentaneamente out per infortunio, il suo ruolo è imprescindibile in questa Stella Rossa. Sinora sta viaggiando a 13 punti e 4.4 assist di media, tirando con il 70% da due e tirando 9/26 da tre (34.6%). Quest’ultima percentuale è sempre stata abbastanza altalenante in carriera: eseguendo una marea di pick and roll ad ogni partita, le difese spesso “passano dietro” sul blocco, sfidandolo ad una conclusione che, comunque sia, quando inizia ad entrare, lo rende letteralmente “infuocato”.

L’americano è dotato di ottimo ball-handling, tanto da battere facilmente il proprio difensore sul primo passo andando sia a destra (mano e lato prediletti) che a sinistra. La soluzione preferita è il palleggio arresto e tiro dalla media distanza, un fondamentale praticamente infallibile. Quest’anno Wolters sta leggendo bene i raddoppi, dando ritmo a dei compagni che, come specificato, faticano a creare il vantaggio.
Nell’altra metà campo, l’americano è un difensore medio sulla palla e patisce specialmente gli attaccanti più esplosivi. Il suo più importante tallone d’Achille, tuttavia, restano gli infortuni. In tutta la carriera ci sono stati parecchi piccoli stop di qualche settimana che gli hanno tolto la continuità e la possibilità di fare il grande salto in carriera. Dovesse continuare così alla Zvezda, tuttavia, molto potrebbe cambiare.
