Calcio

Euro 2020: Ottavi di finale, nella parte alta del tabellone molte big rischiano

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I gironi di Euro 2020 sono terminati, conosciamo i nomi delle sedici squadre che proveranno a portare a casa il trofeo. Queste nazionali sono state suddivise, in base ai loro risultati, su un tabellone tennistico. Una parte di questo però, la parte alta che andremo ad analizzare in questo articolo, sembra decisamente più ostica dell’altra. Nella parte alta del tabellone sono infatti presenti squadre che hanno vinto un totale di sette coppe del mondo e di sette europei. Ma analizziamo nello specifico ogni partita.

Belgio-Portogallo

Il Belgio non ha avuto problemi a strapazzare ogni avversaria nel suo girone. Mostrano un Lukaku in versione War Machine, come siamo abituati a vedere in Serie A. La sfortuna nel sorteggio però ha fatto incontrare alla squadra di Martinez il Portogallo. Terzo nel gruppo della morte ed intenzionato a ripetere quanto fatto cinque anni fa, con la vittoria del torneo proprio dopo il ripescaggio come miglior terza. Cristiano Ronaldo & co. Sono rimasti indenni al girone della morte e sono sicuramente l’avversario più ostico per il Belgio.

A proposito il giocatore della Juventus ha rotto un altro record, è il miglior attaccante ogni epoca nella storia di tutte le nazionali di calcio, in termini realizzativi. E per farlo rendere al meglio, l’allenatore Fernando Santos ha deciso di sacrificare Bruno Fernandes. Che ora siede in panchina avendo perso i gradi del titolare. Il match è equilibrato ed è difficile fare alcuna previsione. Da amanti dello sport non ci resta che attendere quella partita con trepidazione e vedere chi si qualificherà per i quarti di finale, che potrebbero coinvolgere anche l’Italia.

Belgio (4-3-3): Courtois; Meunier, Alderweireld, Denayer, Vertonghen; Tielemans, Witsel, T. Hazard; Mertens, Lukaku, E. Hazard.

Portogallo (4-3-3): Rui Patricio; Semedo, Pepe, Ruben Dias, Guerreiro; Danilo, Moutinho, Renato Sanches; Bernardo Silva, Ronaldo, Diogo Jota.

Italia-Austria

Gli Azzurri per la prima volta non si troveranno tra le mura amiche dell’Olimpico, ma quanto di bello fatto in questo torneo, non può che far ben sperare. Tre vittorie, ma soprattutto 0 reti subite, sono un record difficilmente ripetibile, per una squadra che è pronta a farci rivivere le notti magiche dei mondiali ’90 e con ragazzi che stanno incarnando alla perfezione il credo tattico di Mancini. Anche l’averli schierati tutti è una mossa che il tecnico marchigiano ha utilizzato per cementare questo gruppo. Lui sa cosa vuol dire non sentirsi parte della selezione nazionale, fu infatti convocato per i Mondiali in casa del ’90, ma l’allenatore Vicini non lo fece entrare in campo neanche per un minuto.

L’Austria a sorpresa ha battuto la Polonia, conquistandosi la seconda piazza del girone C. Gli alpini hanno sfruttato bene dei ficcanti contropiedi, avendo la meglio della macchinosa difesa Ucraina. Non ci aspettiamo un copione diverso, l’Austria ha dimostrato di affidarsi molto ai suoi veloci contropiedi. Può bastare? Ci auguriamo di no, anche perché la difesa italiana al momento sembra proprio un muro invalicabile.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Spinazzola; Barella, Jorginho, Verratti; Berardi, Immobile, Insigne.

AUSTRIA (4-3-2-1): Bachmann; Lainer, Dragovic, Hinteregger, Alaba; Laimer, Grillitsch, Schlager; Baumgartner, Sabitzer; Arnautovic.

Francia-Svizzera

Seppur con qualche fatica di troppo ed un generoso rigore nell’ultima partita del girone, i transalpini terminano la fase dei gruppi al primo posto nel girone della morte, proprio come si erano prefissati. La squadra di Deschamps non è sembrata quell’armata schiacciasassi che avevamo visto a Russia 2018. Inoltre ci si è messa anche un po’ di sfortuna a tormentare i blues. Prima l’infortunio di Dembelè al termine del match contro l’Ungheria e poi il doppio infortunio contro il Portogallo (Hernandez e Digne), che ha costretto il CT ad inserire Rabiot nell’inedito ruolo di terzino sinistro. I Francesi restano comunque i favoriti alla vittoria finale, ma forse qualche piccola crepa nel mosaico allestito dalla Federazione Francese, inizia ad intravedersi.

Gli Svizzeri li abbiamo visti all’opera proprio contro l’Italia. Una squadra che ha dovuto aspettare il ripescaggio come miglior terza per festeggiare il passaggio del turno. Ma che sta facendo quadrato intorno al suo allenatore. Non si respira un gran clima in patria, polemiche le esultanze di Seferovic e Shaquiri contro la Turchia. Con il dito alle labbra, come per zittire le tante critiche ricevute dai giornali svizzeri. I nostri vicini d’oltre alpe inoltre continuano a macinare record di KM percorsi in questo Europeo itinerante, hanno infatti percorso per due volte la tratta Baku-Roma ed ora si sono spostati dalla capitale azera a Bucarest, partendo da Zurigo, si tratta di circa 15930 km. Anche in questo caso difficile pensare i Francesi possano terminare il loro percorso agli ottavi di finale.

Francia (4-3-3): Lloris; Pavard, Varane, Kimpembe, Hernandez; Kante, Pogba, Tolisso; Griezmann, Mbappé, Benzema.

Svizzera (4-3-1-2): Sommer; Nico Elvedi, Akanji, Ricardo Rodríguez; Widmer, Xhaka, Freuler, Zuber; Shaqiri; Embolo, Seferovic.

Croazia-Spagna

Sfida tra due deluse. I croati sono arrivati secondi nel loro girone, avendo la meglio della Scozia solo grazie ad una partita straordinaria di Luka Modric. Questa squadra sembra ormai sulla via del tramonto, dopo l’exploit con la finale mondiale del 2018. Molti giocatori sono infatti invecchiati e soprattutto alla squadra di Dalic manca il centravanti, un ruolo in cui in passato non avevano avuto problemi, con Suker, Boksic, Mandzukic. Ma che ora è sulle spalle di Rebic e Petkovic. Non proprio due finalizzatori letali.

Di fronte a loro la Spagna, anche loro secondi al termine della fase a gruppi, che sembra aver trovato con la compattezza del gruppo, la quadra del cerchio. Iberici che hanno iniziato nel peggiore dei modi l’europeo, portandosi dietro molte critiche della stampa spagnola. A dire il vero i giornali, soprattutto quelli madrileni, si erano già portati avanti con il lavoro. Criticando le scelte del CT Luis Enrique, già prima che iniziasse il torneo. Ricordiamo infatti che il tecnico ha convocato solo 24 giocatori, nonostante l’allargamento a 26 delle rose per l’Europeo da parte della UEFA. Lasciando però a casa ogni giocatore del Real Madrid, compreso il capitano della nazionale Sergio Ramos.

Vedendo le prime due partite della Spagna tutto lasciava presupporre ad un pazzesco autogoal del tecnico ex Barcellona. Poi però nel match decisivo per la qualificazione gli iberici si sono imposti per 5-0 sugli Slovacchi, lanciando così un campanello d’allarme per tutte le contendenti. La Spagna è ancora viva e temibile, seppur ferita nell’orgoglio.

Croazia (4-3-2-1): Livakovic; Vrsaljko, Vida, Lovren, Gvardiol; Brozovic, Modric, Kovacic; Vlasic, Perisic; Rebic.

Spagna (4-3-3): Unai Simon; Azpilicueta, Pau Torres, Laporte, Jordi Alba; Busquets, Koke, Pedri; Ferran Torres, Morata, Moreno.

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Pubblicato da Flavio Sarrocco

Nato nel 1987, diplomato al Liceo Classico Plauto , si è laureato in giurisprudenza all'università LUMSA. Grande appassionato di sport, sia di massa (calcio, basket) che di nicchia (futsal, hockey su ghiaccio). Già durante il periodo accademico scrive per il giornale dell'ateneo romano. Diventa poi autore e conduttore radiofonico per il programma Ogni Maledetto Giovedì, in onda per tre anni su RadioOrvietoWeb. Inizia nel 2013 il percorso per diventare giornalista pubblicista nella redazione Fanner, prendendo dimestichezza con le telecronache. Raggiunto il traguardo dell'iscrizione all'albo diventa Addetto Stampa e Dirigente della Società Sportiva Spinaceto70. Continua a scrivere di sport per il settimanale online Mediapolitika e partecipa per un anno costantemente al programma Diretta Sport su Centro Suono Sport, commentando ogni settimana la Domenica calcistica e la finale di Champions League e le partite degli Europei 2016.