Quando la Juventus stupì il mondo comprando Cristiano Ronaldo

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Nella nostra rubrica storica questa volta trattiamo l’estate 2018. Quella in cui la Juventus stupì il mondo, acquistando dal Real Madrid per la cifra complessiva di più di 100 milioni di euro, Cristiano Ronaldo.

La Juventus ed il supercolpo

Fece una campagna acquisti pazzesca ed in controtendenza alla propria storia. Con 100 milioni portarono a Torino Cristiano Ronaldo. Per la prima volta comprando un giocatore che per fama e mediaticamente era superiore addirittura all’intera squadra bianconera, una vera superstar.

La dirigenza spiazzò tutti quanti anche facendo tornare il figliol prodigo Leonardo Bonucci, che un anno prima se ne era andato da Torino, sbattendo la porta, anche a causa di un rapporto non idilliaco con Allegri.  La Juventus inoltre sistemò le corsie esterne con gli acquisti di Spinazzola e Cancelo. Fecero invece le valigie due senatori del team come Buffon e Marchisio entrambi alle prese con un’avventura all’estero.

Il Napoli di Carlo Ancelotti

Grande rivale della Juventus in quegli anni. Aveva chiuso il campionato a 91 punti, ma senza vincere lo scudetto, andato proprio sulle maglie dei torinesi. De Laurentis così chiuse il rapporto con Sarri, emigrato a Londra (Chelsea) e portò a Napoli uno degli allenatori più vincenti della storia, Carlo Ancelotti. La partenza di Sarri portò all’addio di alcuni suoi fedelissimi, come Reina in porta e Jorginho a centrocampo. Sostituiti debitamente con Ospina e Fabian Ruiz. Inoltre per i partenopei firmarono due giovani di belle speranze, incapaci però di imporsi come Malcuit e Verdi.

                                                                                                Fonte foto: Twitter Aurelio De Laurentis

La Roma di Monchi

La Roma l’anno precedente era arrivata terza in campionato, ma soprattutto aveva conquistato la semifinale di Champions League, essendo protagonista di una grandissima rimonta ai quarti di finale contro il Barcellona di Messi. Il direttore sportivo Monchi aveva tutte le credenziali per costruire una grande Roma, il suo curriculum parlava di una serie di incredibili vittorie in Europa League con il Siviglia.

Queste premesse furono però messe a dura prova dalla campagna acquisti estiva, con i giallorossi che di fatto smantellarono la squadra protagonista di quella grande cavalcata europea, perdendo Alisson, Strootman e Nainggolan e sostituendoli con giocatori che non furono poi all’altezza dei predecessori. In porta lo svedese Olsen, a centrocampo il campione del mondo Nzonzi, con Pastore, due che non sono ricordati con affetto dai tifosi capitolini ed in attacco con Kluivert. Con il senno di poi l’unico acquisto azzeccato in quella estate fu Cristante per la Roma ed infatti i risultati in campo non furono adeguati. A marzo l’allenatore Di Francesco fu esonerato ed il ds si dimise.

Le milanesi in ricostruzione

Dopo sei stagioni, l’Inter di Spalletti era tornata in Champions League, il tecnico toscano spinse quindi per avere una squadra competitiva, ma anche se furono acquistati molti giocatori, solo pochi si sarebbero dimostrati poi da Inter. Partiamo dal capitolo terzini, i meneghini avevano perso Cancelo, finito alla Juventus e per sostituirlo puntarono su Asamoah e Vrsajko, ma nessuno dei due si dimostrò all’altezza del portoghese. Spalletti ottenne dalla Roma un suo vecchio pallino, Nainggolan, ma il giocatore che arrivò a Milano era la copia sbiadita del tutto campista osservato a Roma.

Il tecnico di Certaldo inoltre, chiese degli esterni veloci ed in grado di saltare l’uomo, arrivarono Politano e Keita Baldé, anche loro giocatori che non ebbero le loro miglior stagioni sulle rive dei Navigli. Non ci furono però solo errori nel mercato dell’Inter, arrivò infatti dalla Lazio De Vrij, con tante polemiche. L’olandese infatti la stagione prima giocava con la Lazio, che duellava con l’Inter per il piazzamento in Champions League e nell’ultimo scontro diretto un suo errore grossolano, spianò il match verso Milano. Ed arrivò anche una punta argentina che sarebbe stata la più prolifica negli anni a venire, Lautaro Martinez.

                                                                                                             Fonte foto: sport.sky.it

Se l’Inter ebbe una campagna acquisti sufficiente, lo stesso non si può dire per il Milan. I rossoneri ottennero il prestito di Higuain dalla Juventus, con l’argentino che cercava spazio dopo l’arrivo di CR7 che ne avrebbe limitato l’utilizzo. Ma il pipita durò solo fino a gennaio segnando 6 reti in 15 partite. Con l’argentino come colpo principale, gli altri acquisti furono: Reina, Laxalt, Bakayoko e Castillejo, troppo poco per una squadra che quell’estate subì anche il secondo avvicendamento societario in un anno, passando in mano alla holding Elliott.

Le altre

In un’estate che resterà alla storia soprattutto per l’acquisto di Cristiano Ronaldo, qualche colpo degno di essere ricordato fu piazzato anche tra altre squadre. La Lazio per esempio, che arrivò ottava, ma vinse la Coppa Italia sostituì Felipe Anderson e De Vrij con Correa ed Acerbi. L’Atalanta mise a segno due acquisti che per la prima volta nella sua storia, gli permisero la qualificazione in Champions League, come Pasalic e soprattutto Zapata. Il Genoa fece conoscere all’Italia Piatek, attaccante letale sotto la Lanterna, tanto da essere acquistato a gennaio dal Milan per sostituire Higuain. Il Parma, dopo un periodo nei paesi arabi riportò in Italia Gervinho ed il Sassuolo, affidato alla guida tecnica di De Zerbi, acquistò e rimise ad ottimi livelli Kevin Prince Boateng.

                                                                                                              Fonte foto: calciomercato.com

Fonte immagine copertina: instagram.com/p/BlTYHvXFrvm/?hl=it&taken–by=cristiano

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Pubblicato da Flavio Sarrocco

Nato nel 1987, diplomato al Liceo Classico Plauto , si è laureato in giurisprudenza all'università LUMSA. Grande appassionato di sport, sia di massa (calcio, basket) che di nicchia (futsal, hockey su ghiaccio). Già durante il periodo accademico scrive per il giornale dell'ateneo romano. Diventa poi autore e conduttore radiofonico per il programma Ogni Maledetto Giovedì, in onda per tre anni su RadioOrvietoWeb. Inizia nel 2013 il percorso per diventare giornalista pubblicista nella redazione Fanner, prendendo dimestichezza con le telecronache. Raggiunto il traguardo dell'iscrizione all'albo diventa Addetto Stampa e Dirigente della Società Sportiva Spinaceto70. Continua a scrivere di sport per il settimanale online Mediapolitika e partecipa per un anno costantemente al programma Diretta Sport su Centro Suono Sport, commentando ogni settimana la Domenica calcistica e la finale di Champions League e le partite degli Europei 2016.