Juventus-Napoli: così lontane, così vicine

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Il minuto è il 65° quando il destino, sempre beffardo e imprevedibile, sembra voler mettere ancora un po’ di pepe a questo campionato. In quei 60 secondi la storia del campionato cambia. Mentre a Napoli Albiol spalanca le porte della remuntada ai danni della naufragata compagine di Oddo, a Crotone si prende la scena un attaccante nigeriano dal nome impronunciabile, meglio noto come Simy. Lo spilungone classe ‘92 impallina Szczesny con una rovesciata che manda ancora una volta indigesta la squadra bianconera. In quel giro di orologio si riapre la corsa scudetto: le speranze si riaccendono, le paure ricompaiono e i destini di Napoli e Juventus che si incrociano la sera del 22 aprile per scrivere il finale di questo splendido thriller.

IL CALCIO È FILOSOFIA

Domenica sera all’Allianz Stadium oltre ai giocatori di Juventus e Napoli si affronteranno due filosofie di gioco antitetiche: il pragmatismo di Allegri e il gioco di Sarri. I due pensieri, proprio come nella filosofia, sono contaminati da due diverse correnti. A cavallo degli anni 2000 Lippi, Capello e Ancelotti insegnavano al mondo del pallone, attraverso pragmatismo e resilienza, come portare a casa trofei di ogni genere. Proprio questi due sostantivi sono la chiave del tecnico Livornese. La capacità di adattamento alle diverse situazioni tattiche e il comportamento pratico specialmente in situazioni critiche, sintetizzano perfettamente il percorso, tracciato dai suoi predecessori, che Max Allegri ha intrapreso con la Juventus.

Completamente differenti sono invece le influenze del gioco partenopeo orchestrato da mister Sarri. “El juego de Posicion”, inventato da Cruijff e perfezionato da Guardiola, si basa principalmente sul riconoscimento di riferimenti posizionali, grazie ai quali una squadra è in grado di mantenere costantemente strutture che rendono possibili processi ordinati.

 

Sicuramente è da questa definizione che parte l’idea tattica di Maurizio Sarri. Automatismi perfetti, pallone che viaggia a mille all’ora e un concetto di difesa incentrato alla riconquista della sfera nel minor tempo possibile. Questi sono solo alcuni dei motivi che dimostrano come l’approccio al gioco dei partenopei non è esclusivamente estetico ma soprattutto efficace. Il modello implementato dal tecnico del Napoli è una scelta chiara e precisa: giocare bene è il miglior modo possibile per vincere. Due filosofie diverse dunque, ma dritte verso lo stesso obiettivo.

PARTITA DECISIVA

Domenica 22 aprile alle 20:45 il campionato italiano sarà di nuovo il centro del mondo. Nessuno dei 5 maggiori campionati europei infatti può vantare una sfida così decisiva e un finale di stagione ancora tutto da scoprire. Questo assicura alla Partita Scudetto e alla Serie A Tim un’appeal unicooltre ai fari puntati di tutte le televisioni del mondo. Sarà uno spettacolo meraviglioso e speriamo una partita bellissima. La Juventus per scrivere la storia, il Napoli per cambiarla. Mai come quest’anno così lontane, così vicine.

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Pubblicato da Omar Ben Cheikh

Nato a Roma, con origini tunisine, l’8 marzo 1994. Laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, con testi sulle condizioni socio-politiche della Tunisia durante la Primavera Araba. Lo sport, in ogni sua forma, in ogni suo luogo, in ogni sua sfaccettatura è la passione che muove dentro di me le reazioni più forte e che mi evoca ricordi idimenticabili. Conoscere di sport, parlare di sport, scrivere di sport più che una passione è uno stile di vita.