Rubriche Storiche

L’anno del Talmone Torino

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Negli anni 50 avvenne in Italia un fattore rivoluzionario, le squadre di calcio si aprirono agli sponsor. Apripista di tutto questo fu il Vicenza che, nel 1953 con un accordo con il Lanerossi (azienda della provincia veneta), inaugurò un binomio che tra alterne fortune durerà fino agli inizi degli anni 90. Visto ciò, anche il Torino, alle prese con un periodo complicato (iniziato dopo la tragedia di Superga) si accordò con la Talmone, cioccolateria torinese che ora si chiama Venchi, per una sponsorizzazione per le annate sportive 1958-59,1959-60 e 1960-1961.

Rubriche Storiche

Belgrado che vieni, da noi tornerai. È stata una F4GLORY

L’esperienza serba per la Final Four dell’Eurolega, ha scritto una nuova pagina di storia per L’Occhio Sportivo. In poco più di due mesi di vita è sconfinato l’onore e la riconoscenza che dobbiamo a Belgrado, alla sua gente. Città silenziosa ma densa di significati, persone in ripresa dopo un decennio – gli anni ’90 – difficile sotto molteplici angolazioni. L’esperienza professionale e di vita che ha portato l’Occhio nella capitale serba è stata senza precedenti: le ferite ancora aperte di una guerra cruenta, la macchina mediatica della Final Four, la Stark Arena e il panorama cittadino dalla fortezza di Kalemegdan sono le istantanee che dominano le menti di chi ha vissuto la trasferta nei balcani. Sensazioni uniche, ricordi indimenticabili: il flashback è appena iniziato.

Rubriche Storiche

Genova e il derby: il fascino della “Superba”. Genoa e Sampdoria tra simboli, letteratura e storia

Liguria Notizie

“Umbre de muri, muri de mainé, dunde ne vegnì, duve l’è ch’ané”

Ombre di facce, facce di marinai. Da dove venite, dov’è che andate“. In quelle strade collinari e pendenti sono proprio loro, i marinai, a condividere il commercio portuale. Ammirano la Lanterna di San Giorgio, che domina sul mare e abbraccia la città, come se la proteggesse. Lo fanno tutti, a Genova: chi da levante, chi da ponente. Sotto un’unica religione gastronomica, tipicamente zeneize: il tocco del mortaio e l’inconfondibile profumo del pesto, inebriante, che si diffonde per i caruggi e si lascia andare fino al mare. Ma sacro e profano, in quel di Sampierdarena o Pegli, fa rima con derby. Fa rima con fazioni opposte, dai vessilli contrastanti: blucerchiato e rossoblù. La Genova operaia e la Genova borghese. Un dualismo socio-culturale e sportivo con pochi eguali in Italia e nel mondo. Il derby della Lanterna affascina i più, ipnotizzati da colori, luci e suoni che il “Luigi Ferraris” regala alla sua platea. Un pubblico dal palato fine, diviso da differenti stili di vita, simboli e culture. Sampdoria-Genoa, nient’altro: le sliding doors della storia passano dalla “Superba”