Rubriche Storiche

Gualdo e i suoi anni d’oro, dalla Prima Categoria alla B sfiorata

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Il calcio umbro ha sempre visto Perugia e Ternana giocare ad alti livelli, altre squadre hanno provato a ribaltare le gerarchie, come il Gubbio che nella sua storia ha disputato due volte la B. Stessa categoria sfiorata da un’altra squadra umbra negli anni ’90, il Gualdo, passato in pochi anni dal disputare campionati dilettantistici alla serie C. La squadra umbra è andata veramente vicina a giocare il campionato cadetto, raggiungendo il punto più alto nella storia del calcio a Gualdo Tadino.

L’impresa di Monzon

La squadra, nata nel 1920, ha sempre disputato campionati di Promozione e Prima Categoria. Questo cambiò a metà anni ’80 quando entrò in società Angelo Barberini, figura chiave nella storia del calcio a Gualdo Tadino. Nel 1986 fu inaugurato anche un nuovo stadio, il Carlo Angelo Luzi, due anni dopo il club arrivò per la prima volta, a seguito del ripescaggio, in Interregionale, l’odierna serie D; sembrava poter essere questa la massima aspirazione ma così non la pensava Barberini. L’imprenditore aveva un obiettivo, quello di portare il Gualdo nei professionisti. Per molti tifosi questa sembrò un’utopia e un sogno di qualunque presidente tifoso. Barberini infatti nel 1990 diventò ufficialmente presidente, due anni dopo battendo in un sofferto spareggio l’Aquila, la squadra conquistò per la prima volta la C2, categoria in cui si salvò l’anno seguente. Per il secondo campionato in C venne nominato un allenatore agli inizi, ma con alle spalle un’importante carriera da giocatore, ovvero Walter Alfredo Novellino, soprannominato “Monzon”.

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La squadra umbra si ritrovò in lotta per la C1 insieme a squadre come: Livorno, Pontedera e Fano. Il 5 giugno 1994 il Gualdo perse 1-0 contro la Maceratese ma, complici le sconfitte di Fano e Livorno, conquistò la matematica promozione  nella categoria superiore. Primo posto con 68 punti, a fargli compagnia fu il Pontedera, promosso con 66 punti e che conquistò la ribalta battendo l’Italia in un amichevole  pre-Mondiale.

La B sfiorata

Alla guida del Gualdo fu confermato Novellino, con l’obiettivo di una tranquilla salvezza. Al debutto arrivò la sconfitta contro il Siena in casa e alla quarta giornata la prima storica vittoria contro il Trapani. Da ottobre in poi il Gualdo cominciò a vincere e convincere trovandosi a sorpresa in lotta per la B insieme a squadre importanti come Reggina ed Avellino. Gli umbri conclusero il torneo al terzo posto, qualificandosi per i playoff, dove trovarono in semifinale il Trapani. Per Gualdo Tadino era come vivere un sogno, solo pochi anni prima sembrava impossibile abbandonare la Prima Categoria e invece ora la squadra era addirittura in lotta per andare in B. Il sognò continuò poiché gli umbri si qualificarono per la finale dove avrebbero affrontato l’Avellino allo stadio Adriatico di Pescara: era il 24 giugno 1995 e, dopo aver terminato 1-1 il match, le due squadre andarono ai rigori.

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Provvidenziale fu per gli irpini il portiere Marco Landucci, che parò i tiri dal dischetto del Gualdo permettendo ai suoi compagni di festeggiare la promozione in B. A Gualdo sembrava la fine di una favola, ancora di più perché Novellino salutò la squadra passando al Perugia. Al suo posto fu ingaggiato Gian Cesare Discepoli, esonerato per far posto a Alberto Cavasin, chiamato per portare la squadra ai playoff e tentare il salto di categoria. Barberini continuava a cullare quel sogno che per i tifosi era irripetibile. Il club si qualificò ancora ai playoff, dove fu eliminato in semifinale dal Castel di Sangro: eliminazione beffa poiché nonostante vincitori all’andata, gli umbri, sconfitti al ritorno, furono eliminati per il peggior piazzamento in classifica. Nel 1998 un’altra eliminazione in semifinale, questa volta da parte della Nocerina. Furono questi i punti più alti del calcio a Gualdo Tadino.

La discesa

Lentamente arrivò il declino: retrocesso nel 2000 in C2, nel 2002 la scomparsa dell’artefice delle imprese del Gualdo, Barberini, e nel 2006 il fallimento. Questo fu naturalmente il momento più drammatico nella storia del club. Ora la squadra ha una nuova denominazione, si chiama Gualdo Casacastalda, dopo la fusione nel 2013 con la squadra della frazione di Valfabbrica. Senza dubbio, però, rimarranno nelle menti dei tifosi gli anni in cui il Gualdo lottava alla pari con squadre importanti del calcio italiano, arrivando addirittura a sfiorare la Serie B.

La foto copertina è presa dal sito gualdosport.com

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Pubblicato da Christian Scala

Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Grande passione per il ciclismo e appassionato di calcio, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online.