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La Champions League 2018-2019 ha appena aperto i battenti con la sua 64°edizione con una due giorni intensissima che ha visto al via ben 4 squadre italiane, grazie al nuovo format della competizione progettato dalla UEFA. Era dalla stagione 2009-2010 che il Belpaese non si presentava ai nastri di partenza della Champions League con il massimo contingente disponibile. Allora erano Juventus, Inter, Milan e Fiorentina a difendere i colori italiani; oggi, oltre alle prime due, ci sono Roma e Napoli. Nel 2010 trionfò l’Inter di Mourinho, al Santiago Bernabeu di Madrid.
A distanza di un decennio, l’Italia è pronta nuovamente a dispiegare le proprie frecce, in un lungo cammino sicuramente entusiasmante. Il viaggio terminerà, per un strano scherzo del destino, ancora a Madrid, questa volta nel nuovo tempio dell’Atletico, il Wanda Metropolitano. Che sia di buon auspicio per i nostri colori? Intanto andiamo a rivivere questa prima giornata, che si è aperta in modo agrodolce per le nostre rappresentanti.
1° giornata di Champions League
Pazza Inter
Non c’è modo più appropriato per descrivere il ritorno in Champions dei nerazzurri. Una partita abbastanza scialba, quella contro il Tottenham di Pochettino, da parte degli uomini di mister Spalletti. Andati sotto dopo una rocambolesca carambola su un tiro di Eriksen, gli ultimi 10 minuti hanno riservato agli appassionati un vero e proprio tourbillon di emozioni. Prima Icardi con un gran tiro al volo pareggia i conti, poi, nei minuti di recupero, Matias Vecino insacca il definitivo 2-1 per l’Inter. Proprio l’uruguagio, sempre l’uruguagio: Vecino sembra avere un rapporto speciale con questa competizione. Il 20 maggio scorso un suo gol nello scontro Champions contro la Lazio lanciò i nerazzurri in paradiso. Oggi è ancora lui, sempre di testa, a decidere questa importantissima sfida in chiave qualificazione. Il gioco latita, ma ottenere i 3 punti era al momento la cosa più importante.
Napoli, occasione sprecata
Nel giorno della sfida tra Liverpool e PSG, le due favorite del girone, almeno sulla carta, il Napoli targato Carlo Ancelotti avrebbe dovuto approfittarne e prendere un piccolo vantaggio sulle rivali. La partita nell’inferno del Marakana di Belgrado non era certo facile, ma neanche così proibitiva per una squadra dal tasso tecnico nettamente superiore a quello degli avversari. Una squadra
spuntata, quella vista contro la Stella Rossa, fermata dalla traversa colpita da Insigne e dal portiere Borjan. L’insediamento di Ancelotti sulla panchina partenopea deve ancora dare i suoi frutti. Nonostante l’ottima partenza in campionato, ad esclusione della debacle genovese, l’impressione è che questa squadra faccia ancora molta fatica in zona gol. Ora non resta che rimboccarsi le maniche e attendere le big del girone, con la consapevolezza che la strada verso la qualificazione si è fatta molto complicata.
Juventus, vittoria a metà
Il 2-0 esterno dei bianconeri al Mestalla di Valencia è un ottimo risultato che rilancia, se ancora ce ne fosse bisogno, le grandi ambizioni della banda di Allegri per questa Champions League. Il pessimo arbitraggio
di Brych non oscura la prestazione della Juventus. Nonostante l’inferiorità numerica per gran parte del match causa espulsione alquanto dubbia di Cristiano Ronaldo, i bianconeri riescono a mantenere inviolata la propria porta, e vincere con due rigori di Miralem Pjanic. La solidità difensiva di Chiellini e compagni, al netto di un Valencia in crisi di gioco e risultati, e che naviga nelle parti basse della Liga, si è dimostrata ancora una volta impressionante. La rabbia per l’espulsione di Ronaldo e l’infortunio, da valutare, di Douglas Costa, hanno reso questa vittoria, importantissima ai fini della qualificazione, un po’ più amara. Ma in attesa dell’uomo della Champions, e del miglior Dybala, Allegri può ritenersi ampiamente soddisfatto.
Roma, dove sei?
Il grande cammino in Champions League dello scorso anno è solo un lontano ricordo. L’avvio di campionato è stato da incubo: se non fosse stato per il gol di Dzeko allo scadere, all’Olimpico di Torino, oggi staremmo ancora parlando di una squadra a secco di vittorie.
Sbancare il Santiago Bernabeu è impresa assai ardua, e forse non era questo ciò che si chiedeva al cospetto dei campioni in carica. Ma una prestazione così, senza idee e organizzazione di gioco, ha fatto scattare un pesante campanello d’allarme in casa Roma. Olsen ha tenuto in piedi la baracca finchè ha potuto, prima di cadere mestamente sotto i colpi di Isco, Bale e Mariano. Nulla è perduto, la qualificazione è ancora ampiamente alla portata dei giallorossi, a patto che ci sia una netta inversione di tendenza. Sicuramente la campagna acquisti, o meglio cessioni, non ha aiutato. Ora però, Di Francesco deve ritrovare la rotta il più presto possibile, per non buttare già al vento una stagione appena cominciata.
Ora la palla passa nuovamente al campionato; non resta che attendere due settimane per tornare a vivere le fantastiche notti europee, con la seconda giornata che potrebbe già esprimere importanti e definitivi verdetti.
