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Euro 2020, guida ai quarti di finale: il sogno inizia a prendere forma

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Con la clamorosa eliminazione della Francia e la prematura uscita di scena del Portogallo campione in carica, cala il sipario sugli ottavi di finale di Euro 2020 tra conferme e clamorosi ribaltoni. La rassegna continentale si appresta a entrare nel vivo con le sfide dei quarti di finale: le migliori otto squadre del continente sono pronte a contendersi lo scettro di regina d’Europa.

Svizzera-Spagna, Gazprom Arena (San Pietroburgo), venerdì 2 luglio h.18

Per il primo quarto di finale di San Pietroburgo lo scenario degli addetti ai lavori prefigurava un remake della finale Mondiale 2018 con francesi e croati pronti a inondare la prospettiva Nevskij di drapeaux tricolores e Trobojnica croata. Pronostici totalmente ribaltati e Gazprom Arena pronta a ospitare, venerdì 2 luglio alle ore 18,  l’incrocio tra la sorpresa Svizzera e una rigenerata Spagna. Contro ogni previsione – e nello stupore generale – la Nazionale elvetica di Vladimir Petković ha estromesso i campioni del mondo della Francia ai calci di rigore. Una sfida infinita che ha messo a nudo la perseveranza e la capacità di reazione alle situazioni più avverse della compagine svizzera che, dopo il sonoro 0-3 di Roma con l’Italia, sembrava aver perso alcune certezze nei suoi uomini chiave: il Granit Xhaka abulico ammirato con la Nazionale di Mancini (e assente contro la Spagna per squalifica) ha svoltato il suo Europeo guidando, da consumato leader carismatico, i compagni all’impresa di Budapest con la Francia al pari di Haris Seferović e Mario Gavranović, letale nei suoi ingressi a gara in corso. Lo scivolone dell’Olimpico con gli Azzurri pare aver restituito nuova linfa agli elvetici che si presentano a San Pietroburgo come una delle outsider per eccellenza del torneo.

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Se la Svizzera sogna in grande, la Spagna tira un sospiro di sollievo. Scongiurato il rischio eliminazione alla fase a gironi con le due prove incolori contro Svezia e Polonia, la Roja ha messo il piede sull’acceleratore ingranando la quinta. Cinque, come i gol rifilati alla Slovacchia e ai vice campioni del mondo croati. La doppia manita spagnola restituisce un minimo di serenità a Luis Enrique, pesantemente criticato dalla stampa iberica al pari di Álvaro Morata. L’attaccante della Juventus ha risposto alle critiche, fin troppo eccessive, e zittito gli scettici con gol decisivi: suo il 4-3 di Copenhagen con la Croazia che ha indirizzato match e qualificazione. Il quarto con la Svizzera sembra alla portata delle Furie Rosse che, contrariamente ai dirimpettai transalpini, non dovranno commettere l’errore di sottovalutare la truppa mai doma di Petković. Svizzera-Spagna è anche un inedito per gli Europei: le due Nazionali si sono incrociate in tre occasioni nei grandi tornei e sempre nello stesso scenario, quello del Mondiale. Il primo incrocio risale alla Coppa del Mondo inglese del 1966: 2-1 spagnolo a Hillsborough nella fase a gironi. Nuova sfida nel 1994: al Mondiale americano la Spagna estromise, agli ottavi di finale, la Svizzera di Roy Hodgson con un netto 3-0 (secondo gol iberico firmato proprio da Luis Enrique). L’ultimo precedente risale invece al Mondiale sudafricano del 2010: nella fase a gironi gli elvetici vinsero 1-0 con rete decisiva di Gelson Fernandes.

Probabili formazioni:

Svizzera (3-4-1-2): Sommer; Elvedi, Akanji, Rodríguez; Widmer, Freuler, Mehmedi, Zuber; Shaqiri; Embolo, Seferović.

Spagna (4-3-3): Unai Simón; Azpilicueta, Laporte, Pau Torres, Gayà; Llorente, Busquets, Thiago; Gerard Moreno, Morata, Ferran Torres.

Belgio-Italia, Allianz Arena (Monaco di Baviera), venerdì 2 luglio h.21

La sfida di Monaco di Baviera tra gli Azzurri di Mancini e la Selezione belga di Roberto Martínez può essere definita non solo come il big match per eccellenza tra gli incroci dei quarti di finale ma assume tutte le caratteristiche di una finale anticipata. L’Italia arriva all’appuntamento tedesco reduce dal sofferto quanto fortunato 2-1 di Wembley con l’Austria. Gli Azzurri, al netto delle oggettive difficoltà palesate dal fisico e tignoso centrocampo austriaco, hanno superato la prova di Londra con il vero top player dell’Italia: la forza del collettivo. Andrea Pessina, entrato al posto di un Nicolò Barella macchinoso e abulico, si conferma ancora una volta decisivo nei momenti chiave del match. Federico Chiesa è invece una riserva di lusso, il classico giocatore il cui apporto – e velocità – possono indirizzare a favore degli Azzurri il match per capacità di corsa, tiro, dribbling e inserimenti senza palla. Contro il Belgio servirà però maggiore concentrazione, soprattutto in linea mediana e in difesa. Gli errori in fase di costruzione ammirati – ahinoi – contro l’Austria risulterebbero deleteri contro una squadra tecnica, di corsa e di primissima fascia come quella belga. Il probabile rientro di Chiellini in retroguardia e i tempi di gioco da “equilibratore” garantiti dall’eccellente Jorginho rappresentano le cruciali chiavi di volta intorno alle quali ruotano le velleità di passaggio del turno italiano.

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Tra l’Italia e il sogno semifinale c’è il Belgio. Con l’eliminazione a braccetto di Francia e Portogallo, la Nazionale di Martínez diventa giocoforza una delle grandi favorite, nella parte alta del tabellone, per la finalissima. Ci saremmo voluti sbilanciare a favore del Belgio anche, e soprattutto, per la vittoria finale della competizione ma le defezioni dell’ultim’ora con protagonisti Kevin De Bruyne ed Eden Hazard impongono una certa prudenza. Se il centrocampista del Manchester City ha comunque più di una chance di scendere in campo a Monaco di Baviera nonostante una distorsione alla caviglia, i problemi muscolari del giocatore del Real Madrid preoccupano lo staff medico belga. Se i due non dovessero farcela pronti dal primo minuto Dries Mertens e Yannick Carrasco. Oltre a Romelu Lukaku: il centravanti dell’Inter è nel pieno della maturazione calcistica da ormai due stagioni e con la maglia del Belgio è un autentico spauracchio per ogni retroguardia avversaria. Le 63 reti messe a segno in 93 presenze con la maglia dei Diavoli Rossi sono numeri impressionanti: al duo Bonucci-Chiellini l’arduo compito di frenare il killer instinct sotto porta del gigante belga. L’ultimo precedente nella rassegna continentale tra le due nazionali sorride agli Azzurri: a Euro 2016 l’Italia di Antonio Conte vinse, a Lione, con un secco 2-0. Giaccherini e Pellè i marcatori. Che sia di buon auspicio?

Probabili formazioni:

Belgio (3-4-3): Courtois; Alderweireld, Vermaelen, Vertonghen; Meunier, Tielemans, Witsel, T. Hazard; Mertens, Lukaku, Carrasco.

Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne.

Repubblica Ceca-Danimarca, Baku Olympic Stadium (Baku), sabato 3 luglio h.18

Il quarto di finale più inaspettato del torneo: Repubblica Ceca-Danimarca è la sorpresa per eccellenza della rassegna continentale in corso. Nell’articolo del 7 giugno scorso avevamo messo in risalto le qualità della Nazionale ceca che, reduce da una buona fase a gironi, ha stupito la critica estromettendo dal sogno continentale la più quotata Olanda. Merito anche del definitivo (?) exploit di Patrick Schick: l’ex attaccante di Roma e Sampdoria è l’uomo in più di Jaroslav Šilhavý. Quattro reti all’attivo in quattro presenze e tanto lavoro senza palla a supporto del centrocampo sono i biglietti da visita con i quali la Repubblica Ceca si presenta alla Danimarca e al contempo scaccia via le legittime perplessità degli addetti ai lavori sull’attacco tutt’altro che prolifico della Selezione boema. A centrocampo i “due Tomáš“,  Souček del West Ham e Holeš dello Slavia Praga (gol e assist con l’Olanda), sono i due interpreti, oltre a Schick, intorno ai quali ruotano le fortune del CT Šilhavý per capacità di inserimento, fisicità e concretezza. In crescita anche le prestazioni di Kalas: il centrale difensivo del Bristol City, oltre a garantire una prova difensiva di altissimo livello con gli Oranje (decisiva la chiusura su Dumfries in avvio di gara), è salito in cattedra risultando decisivo anche in avanti con la sponda per l’1-0 di Holeš. Molteplici soluzioni e buona organizzazione tattica: la Repubblica Ceca è una realtà con la quale sarà difficile fare i conti. La Danimarca è avvisata.

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Reduce da una doppia quaterna con Russia (decisiva per l’approdo ai quarti) e Galles (pass staccato il quarto di finale), l’Europeo della Danimarca era iniziato nel modo peggiore: il dramma (sfiorato) di Eriksen e le due sconfitte con Finlandia e Belgio che tanto somigliavano a una resa definitiva. Dalla gara di Copenhagen con la Russia la Selezione di Kasper Hjulmand ha mutato il suo atteggiamento tattico ottenendo evidenti benefici. Merito di un assetto difensivo oramai consolidato con il terzetto Kjaer-Christensen-Vestergaard, la qualità e la fisicità dei mediani tuttofare Hojbjerg e Delaney a cui si aggiunge l’esplosività delle due rivelazioni “italiane”: il 24enne esterno sinistro dell’Atalanta Joakim Maehle (già due le reti messe a segno a Euro 2020) e il gioiello della Sampdoria, Mikkel Damsgaard, spina nel fianco delle difese avversarie e nel mirino del Milan per la sessione di calciomercato ormai alle porte. La Danimarca sogna e i parallelismi con la Nazionale campione d’Europa nel 1992 si sprecano: da un inizio in sordina a un costante crescendo di prestazioni e risultati. Le premesse per stupire ancora ci sono tutte anche se i due precedenti all’Europeo sorridono entrambi alla Repubblica Ceca: 2-0 nella fase a gironi di Euro 2000 e secco 3-0 ai quarti di finale di Euro 2004 in Portogallo.

Probabili formazioni:

Repubblica Ceca (4-2-3-1): Vaclík; Coufal, Čelůstka, Kalas, Boril; Souček, Holeš; Masopust, Barak, Ševčík; Schick.

Danimarca (3-4-3): Schmeichel; Christensen, Kjaer, Vestergaard; Wass, Højbjerg, Delaney, Mæhle; Damsgaard, Dolberg, Braithwaite.

Ucraina-Inghilterra, Stadio Olimpico (Roma), sabato 3 luglio h.21

Concludiamo la rassegna con il quarto di finale più interessante di Euro 2020. L’Ucraina di Andriy Shevchenko è squadra tenace, di chiara matrice italiana non solo nello staff tecnico (Mauro Tassotti è il vice allenatore; Andrea Maldera l’assistente tecnico) ma anche nel modo di affrontare gli avversari: contenimento in fase di non possesso e ripartenze letali. Chiedere alla Svezia per maggiori informazioni e dettagli: la rete dell’attaccante del Dnipro, Artem Dovbyk, al tramonto del secondo tempo supplementare di Glasgow denota il carattere della Nazionale ucraina, costruita a immagine e somiglianza del suo commissario tecnico e già ammirata nella prima gara della fase a gironi, ad Amsterdam, con l’Olanda. La brutta sconfitta maturata con l’Austria, non tanto per il risultato quanto per una prestazione insufficiente ed esageratamente “attendista“, aveva ridimensionato le ambizioni dell’Ucraina che è comunque riuscita a staccare il pass per la fase a eliminazione diretta come una delle migliori terze. Ora Shevchenko non ha più niente da perdere ma tutto da guadagnare: la sfida con gli inglesi sembra essere proibitiva sulla carta ma anche su Francia-Svizzera è stato detto e scritto altrettanto. Attenzione particolare quindi al “tuttocampista Oleksandr Zinchenko, al talento – finora intermittente all’Europeo – di Ruslan Malinovskyi e alla mobilità offensiva di Roman Yaremchuk.

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Avversaria dell’Ucraina sarà l’Inghilterra di Gareth Southgate (unico precedente all’Europeo l’1-0 inglese firmato Wayne Rooney nella fase a gironi di Euro 2012). Lo ribadiamo ancora: la Nazionale dei “Tre Leoninon è certamente spettacolare, non offre prestazioni per palati fini ma il pragmatismo, oltre al cinismo, che la contraddistingue è un plus chiave – e decisivo – per una competizione che viaggia sul filo dei dettagli qual è l’Europeo. La qualità e la sostanza della rosa inglese non sono certamente in discussione ma ciò che impressiona di più del Sodalizio britannico è la solidità difensiva, al netto di alcune amnesie individuali: nelle quattro gare finora disputate Jordan Pickford ha registrato altrettanti clean sheet. Un’enormità alla quale sommare un Raheem Sterling finalmente decisivo. Reduce da una stagione in chiaroscuro con il Manchester City, l’esterno offensivo di origini giamaicane è finalmente decisivo anche in Nazionale con due gol – quelli segnati con Croazia e Germania – dal peso specifico notevole. Le note liete per Southgate arrivano anche da Harry Kane: il nove del Tottenham, sul quale è sempre più insistente il pressing del City di Guardiola, si è finalmente sbloccato dopo un inizio deludente. Una rete pesantissima che ha blindato match e qualificazione con la Germania. Da segnalare anche l’impatto devastante nel match di Jack Grealish: l’esterno mancino dell’Aston Villa ha avviato l’azione che ha portato al vantaggio inglese per poi fornire l’assist del 2-0 a Kane. Stavolta sembrano esserci per davvero le condizioni affinché…”Football coming home“.

Probabili formazioni:

Ucraina (4-1-4-1): Bushchan; Karavaev, Zabarnyi, Matviyenko, Mykolenko; Sydorchuk; Yarmolenko, Shaparenko, Zinchenko, Malinovskyi; Yaremchuk.

Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Trippier, Stones, Maguire, Shaw; Phillips, Rice; Foden, Grealish, Sterling; Kane.

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Pubblicato da Alessandro Fracassi

Nato in quel di Sassari nel 1992, cresciuto nel segno della leadership, del temperamento e della passione per i tackle del Guv'nor Paul Ince. Aspirante giornalista sportivo, studio giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Calcio e Basket le linee guida dell'amore incondizionato verso lo sport, ossessionato dagli amarcord, dal vintage e dai Guerin Sportivo d'annata, vivo anche di musica rock e dei film di Cronenberg. Citazione preferita: "en mi barrio aprendí a no perder".