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Italia, il nuovo ciclo di Roberto Mancini

Getty Images, da mediagol.it

Tempo di lettura: 4 min

Dopo aver guardato da spettatori il Mondiale russo, per l’Italia è tempo di guardare avanti. Il burrascoso periodo dopo la debacle contro la Svezia sembra ormai essere alle spalle. L’avvicendamento in panchina tra Ventura e Mancini potrebbe dare nuovo slancio al movimento azzurro, con vista sull’Europeo 2020, il primo senza sede fissa, e soprattutto su Qatar 2022, con l’obiettivo, questa volta, di esserci. Il grande exploit dell’Under 19 all’Europeo di categoria rappresenta senza dubbio un ulteriore punto da cui ripartire per un quadriennio, si spera, da assoluti protagonisti.

L’Italia di Mancini: l’uomo giusto da cui ripartire

La disastrosa sconfitta contro la Svezia ha lasciato il segno nei palazzi del calcio italiano: via Tavecchio, dentro Fabbricini come commissario della FIGC; via Giampiero Ventura, esonerato, al suo posto Roberto Mancini. Proprio l’allenatore jesino non ha mai nascosto il suo desiderio di allenare gli Azzurri, e dopo essersi sfiorati tante volte, finalmente si è arrivati a dama.

Dal 3-5-2 di stampo venturiano, il 4-3-3 utilizzato dal Mancio nelle prime amichevoli ha messo in risalto le qualità degli esterni azzurri, in primis quel Lorenzo Insigne grande escluso nella disfatta di San Siro. Solo il campo ci dirà se Mancini sia l’uomo giusto per riportare in alto l’Italia, ma le sue doti da grande gestore più che da allenatore di campo, proprio ciò di cui una nazionale necessita, sembrano andare perfettamente a nozze con le aspettative richieste da questo nuovo ciclo.

Porte scorrevoli

Il nuovo ciclo azzurro è pronto a cambiare pelle: pochissimi saranno i reduci degli ultimi anni. Con Buffon al passo d’addio, o comunque pronto a lasciare il posto da titolare a Perin e Donnarumma, anche Barzagli, che ha già annunciato l’addio, e Chiellini, per evidenti limiti d’età, non saranno parte del progetto futuro della Nazionale.

 

Con Bonucci e De Rossi a guidare il nuovo gruppo, ci saranno i giovani in rampa di lancio, da Caldara a Romagnoli, passando per Bernardeschi, Pellegrini, Cristante e Chiesa. Il nuovo gruppo azzurro sarà formato da un mix di esperienza e talento, senza dimenticare possibili piacevoli sorprese e cavalli di ritorno, come Balotelli, del tutto snobbato dalla gestione Ventura. Insomma, il materiale su cui lavorare c’è sicuramente, e il nuovo Ct dovrà essere bravo ad amalgamare alla perfezione la nuova nidiata di talenti italiani.

Un futuro roseo

Ad addolcire leggermente quella che è stata sicuramente un’estate indigesta per gli Italiani, ci hanno pensato gli Azzurrini under 19, che hanno ben figurato all’Europeo di categoria, arrendendosi in finale al Portogallo, dopo una partita molto combattuta, terminata solo dopo i tempi supplementari. Difficile vedere questi ragazzi a breve, ma nell’ottica del Mondiale del Qatar, se qualcuno di loro dovesse rispettare il percorso di crescita intrapreso, le porte della Nazionale maggiore si aprirebbero sicuramente.

Kean e Brignola sono sicuramente i nomi più altisonanti di questa squadra, con all’attivo già presenze e gol in Serie A, ma i giovani talentini azzurri non finiscono certo qui. Zaniolo ha espresso lampi di classe, giustificando l’investimento della Roma nei suoi confronti; Pinamonti, classe ’99 scuola Inter, è uno dei prospetti più interessanti dell’intero panorama europeo, e lo stesso Plizzari, portierino scuola Milan, potrebbe seguire le orme di Gigio Donnarumma.

Ora non resta che far parlare il campo, e il modo migliore per aprire un nuovo ciclo è quello di partire con il piede giusto: la Nations League, nuova competizione ideata dalla Uefa, vedrà gli Azzurri affrontare a settembre la Polonia e il Portogallo, due importanti banchi di prova per l’Italia che verrà, con l’obiettivo di tornare ad essere protagonisti del calcio mondiale.

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Pubblicato da Lorenzo Piersanti

Nonostante un diploma al liceo scientifico ho capito che la matematica non sarebbe mai stata il mio mestiere. Ho quindi conseguito una Laurea triennale in Scienze della Comunicazione prima, e una Laurea specialistica in Media, Comunicazione e Giornalismo poi. Redattore presso la testata giornalistica Wild Italy, prima di sposare il bellissimo progetto del L'Occhio Sportivo. Nel mezzo ho anche effettuato un tirocinio presso Calciomercato.com. Tutto questo perchè sono un amante dello sport a tutto tondo, in particolare del calcio. Mi piace raccontare il pallone in tutte le sue sfaccettature, senza compromessi.