Archivio

Inter-Juventus: una partita, una rivalità, infiniti significati. Un dualismo che ha segnato un’epoca.

È la partita. Una rivalità unica nel suo genere. Coinvolge e attraversa tutta la Penisola. Inter-Juventus è la storia del calcio italiano. Il derby d’Italia, così denominato dal re dei neologismi Gianni Brera, divide puntualmente tifoserie e critica. Più di una partita: un dualismo sociale, culturale, imprenditoriale. Una rivalità improntata nella società del nostro paese. La sfida della 34° turno del campionato che vedrà opposte le due squadre sarà ancora una volta decisiva per i propositi di grandezza di entrambe: la Juventus, con il settimo scudetto consecutivo è pronta a scrivere il suo nome nella leggenda; l’Inter dal canto suo cerca, con la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, una ventata di ritrovato prestigio e un’autonomia economica soffocata dai tentacoli del Financial Fair Play.

Rubriche Storiche

Genova e il derby: il fascino della “Superba”. Genoa e Sampdoria tra simboli, letteratura e storia

Liguria Notizie

“Umbre de muri, muri de mainé, dunde ne vegnì, duve l’è ch’ané”

Ombre di facce, facce di marinai. Da dove venite, dov’è che andate“. In quelle strade collinari e pendenti sono proprio loro, i marinai, a condividere il commercio portuale. Ammirano la Lanterna di San Giorgio, che domina sul mare e abbraccia la città, come se la proteggesse. Lo fanno tutti, a Genova: chi da levante, chi da ponente. Sotto un’unica religione gastronomica, tipicamente zeneize: il tocco del mortaio e l’inconfondibile profumo del pesto, inebriante, che si diffonde per i caruggi e si lascia andare fino al mare. Ma sacro e profano, in quel di Sampierdarena o Pegli, fa rima con derby. Fa rima con fazioni opposte, dai vessilli contrastanti: blucerchiato e rossoblù. La Genova operaia e la Genova borghese. Un dualismo socio-culturale e sportivo con pochi eguali in Italia e nel mondo. Il derby della Lanterna affascina i più, ipnotizzati da colori, luci e suoni che il “Luigi Ferraris” regala alla sua platea. Un pubblico dal palato fine, diviso da differenti stili di vita, simboli e culture. Sampdoria-Genoa, nient’altro: le sliding doors della storia passano dalla “Superba”

Archivio

Sacchetti e Diener: Sassari riabbraccia il suo passato. Il PalaSerradimigni è pronto ad accogliere i beniamini del “quinquennio d’oro”

SASSARI 16 FEBBRAIO 2014 SERIE A BANCO DI SARDEGNA SASSARI - VANOLI CREMONA NELLA FOTO TRAVIS DIENER FOTO CIAMILLO

Pensate a quando dal finestrino dell’aereo che li porterà ad Alghero, Meo Sacchetti e Travis Diener ammireranno dall’alto la Sardegna e quella città, Sassari, il paradiso delle emozioni della loro carriera sportiva. A prescindere dal tempo, dagli eventi, dalle circostanze. Immaginateli quando entreranno all’aeroporto algherese, quando prenderanno posto sul pullman che li porterà a Sassari: battito cardiaco accelerato, salivazione nulla, occhi lucidi. Saranno accolti da una fiumana di persone che non hanno dimenticato.

Archivio

Ballottaggio Champions: Inter in caduta libera. Stracittadina decisiva?

Italia alle urne, Milano al ballottaggio. È questo lo scenario designato per il prossimo 4 marzo. Voti (e punti) che vanno, che vengono: da una parte le forze politiche che sgomitano per Palazzo Chigi senza esclusione di colpi; dall’altra il derby tra Milan e Inter, viatico per l’Europa dei grandi: mai così affascinante, in poche occasioni così decisivo. San Siro il teatro di un exit poll dominato dall’incertezza e con un paesaggio mozzafiato all’orizzonte: la Champions League del nuovo format, quella dell’accesso diretto alla fase a gironi della vecchia Coppa dei Campioni.