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Euroleague 2020/21 – Team Focus: Panathinaikos OPAP Atene, dopo 11 anni sfumerà l’obiettivo playoff?

Panathinaikos

Tempo di lettura: 6 min

Il pesante taglio del budget occorso durante la scorsa estate potrebbe non permettere al Panathinaikos per la prima volta dalla stagione 2009-10 di raggiungere i Playoff (ai tempi il formato prevedeva ancora le Top 16).  Il record attuale di 4 vittorie e 8 sconfitte lo pone attualmente al 15° posto, a 3 successi di distanza dall’8° posto occupato dai cugini dell’Olympiacos e con parecchie magagne da sistemare.

Up: Nedovic tornato al top e l’orgoglio da Panathinaikos

Uscito da Milano con tanti dubbi legati specialmente sulla sua continuità fisica, Nemanja Nedovic sta dimostrando di meritarsi eccome l’Europa cestistica che conta. Oltre a segnare quasi 14 punti a partita (11° miglior marcatore della competizione), Nedovic ha chiaramente in mano il pallino della squadra, rivelandosi un’ottima valvola di sfogo da cui rifugiarsi nei momenti di necessità e da cui ottenere produzione offensiva (anche i 3.6 assist di media, massimo in carriera, sono lì a dimostrarlo). Cosa molto importante per il Pana, inoltre, è che Nedovic ha saltato sinora solo uno dei dodici turni disputati dal suo team. Considerando la presenza di esterni non “fantasisti” al suo fianco, è fondamentale per i verdi che il serbo mantenga questa condizione fisica per tutto l’arco della stagione.

Nonostante il ridimensionamento del roster e delle conseguenti ambizioni, guai a sottovalutare l’orgoglio del Panathinaikos. Ne sanno qualcosa specialmente Milano e Bayern Monaco: i meneghini si sono visti recuperare 11 lunghezze di vantaggio dagli ex Nedovic e Mack (più Papapetrou) per poi perdere la partita mentre i tedeschi sono crollati sotto la fisicità di Sant-Roos e Papagiannis. Ma da sottolineare ci sono anche la sconfitta arrivata solo nell’overtime sul campo del Barcellona e la rimonta quasi portata a termine contro l’Efes. Quindi è vero, il roster non è qualitativamente comparabile con quello degli anni passati ma meglio non sfidare il “green pride.

Down: attacco a tratti statico e difesa da sistemare

PanathinaikosIl downgrade in attacco del Panathinaikos rispetto allo scorso anno è abbastanza evidente (da 2° a 10° per produzione offensiva) ed è stato causato principalmente dall’addio di Nick Calathes. I suoi sostituti Mack, Foster e Sant-Roos sono tutti dei mastini difensivi con grossi limiti nel playmaking, costringendo di conseguenza Nedovic agli straordinari (e a qualche forzatura di troppo). Forse il giocatore da cui ci si aspettava un ruolo più da protagonista è Papapetrou: aldilà dei suoi 11.7 punti a partita, durante i 31 minuti abbondanti di media che spende sul parquet il neo-capitano del Pana è spesso estraneo alla manovra offensiva dei suoi. Considerando le scarse abilità in 1vs1 anche nel reparto ali tra Bentil e White, coach Vovoras non può prescindere da un Papapetrou più costante e al centro del gioco degli ateniesi.

In linea con le passate stagioni, anche il “nuovo” Panathinaikos fa grossa fatica in difesa, metà campo in cui nonostante le buone qualità singole di alcuni esterni, si conferma nei bassifondi dell’Eurolega per efficienza (119 punti subiti su 100 possessi, 17° davanti al solo Zalgiris). Per questo dato forse anche coach Vovoras ha delle colpe, dal momento in cui la sua squadra ha dei momenti di blackout che un gruppo così poco talentuoso non può permettersi. Anche Papagiannis, nonostante sia il quarto miglior rimbalzista (6.4 di media) e il terzo miglior stoppatore del torneo (1.58 a partita), paga l’insufficiente mobilità di piedi e durezza nel reggere i contatti nei pressi del ferro. Insomma c’è bisogno di un contributo maggiore da parte di tutti per poter riuscire in quella che ora sembra un’impresa, ossia tenere in vita la striscia di presenze consecutive ai playoff.

Player Focus: Kostantinos Mitoglou

Oltre il leader Nedovic, Kostantinos Mitoglou è l’arma a disposizione del Panathinaikos che più sta offrendo garanzie. Utilizzato ultimamente in uscita dalla panchina come backup di Papagiannis, il lungo 24enne nativo di Salonicco è alla quarta stagione ad Atene e garantisce maggior versatilità rispetto al centro titolare, in particolar modo sui cambi difensivi.

Alto 210 cm, Mitoglou garantisce al Panathinaikos attività sotto i tabelloni (5.1 rimbalzi a gara), agonismo e duttilità specie contro lunghi versatili. Essendo un classe 1996 sta ancora trovando la sua dimensione ideale sul parquet, dato che solo in questa stagione viene schierato unicamente da centro mentre in passato non era raro vederlo in campo accanto ad un altro lungo “vero”.

Molto bravo nel giocare pick and pop, Mitoglou sta perfezionando due armi che potrebbero essere imprescindibili per il prosieguo della carriera: il tiro da tre punti e le abilità da passatore. Per quanto riguarda la prima sinora sta tirando con il 30% ma la fiducia con cui si prende la conclusione sta aumentando (già in passato, aveva comunque dimostrato di possedere nel bagaglio tecnico il jumper dai 4-5 metri); sulla seconda ci sono dei passi in avanti importanti, specie nel servire i taglianti dal post alto o dal post basso. Se a tutto ciò si unisce anche una buona tecnica spalle a canestro allora ci sarà da tenere particolarmente d’occhio la sua crescita.

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Pubblicato da Matteo Puzzuoli

Classe 1999, studente magistrale di "Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo" all'Università La Sapienza di Roma. Appassionato di pallacanestro a 360 gradi, collabora anche per il sito overtimebasket.com