Euroleague 2020/21 – Team Focus: Real Madrid Baloncesto, alla ricerca dell’identità perduta

Real Madrid

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Il Real Madrid sta vivendo un anno molto particolare, caratterizzato dal “part-time” di Campazzo prima del passaggio in NBA (l’ultima uscita con i Blancos è stata il 20 novembre 2020 nella vittoria contro il Fenerbahçe), dall’infortunio al tendine d’Achille occorso ad Anthony Randolph in casa dell’Olympiacos lo scorso 18 dicembre e dai vari acciacchi che stanno coinvolgendo molti veterani, in primis Llull e Fernandez. Ora la classifica li mette sulla graticola dato che Valencia e Baskonia, rispettivamente 9° e 10°, sono distanti solo una vittoria e forti degli scontri diretti a favore.

Up: La difesa con Edy Tavares e la classe dei veterani

Nonostante le varie vicissitudini, il Real si conferma ai vertici in Europa per efficienza nella propria metà campo (è 5° con 110.1 punti subiti su 100 possessi) grazie soprattutto al contributo di Edy Tavares, il miglior difensore dell’Eurolega in carica. Il gap atletico sugli esterni, parzialmente compensato dagli specialisti Abalde e Taylor, viene quasi annullato dai 221 cm e dalle braccia infinite del capoverdiano, capace di rendere i Blancos la seconda migliore squadra della competizione per percentuale concessa da due punti (51%, alle spalle solo dei “nemici” del Barça).

Edy Tavares contro Jordan Mickey

Probabilmente la squadra di coach Laso è alla fine di un ciclo. Aldilà della conferma recente del proprio allenatore, il core dell’ultimo lustro potrebbe essere al capolinea, data l’età avanzata di alcuni (Carroll, Llull, Fernandez, Reyes), le ambizioni NBA di altri (il sempre più performante Deck, Thompkins e forse anche Tavares) e il rendimento al di sotto delle aspettative di altri ancora (Laprovittola e Taylor). Per non chiudere questo periodo con l’amaro in bocca, il Real cercherà di restare agganciato al treno playoff (su cui viaggia ininterrottamente dal 2012) e per farlo necessiterà del ritorno dei suoi veterani Llull e Fernandez, i leader, i trascinatori, i giocatori con più attributi tra le file dei madrileni.

Down: lacune nel roster e cali inaspettati

La scelta del Real di non rimpiazzare né Campazzo né Randolph (Tyus, oltre a giocare poco e male, ha tutt’altre caratteristiche) si sta facendo pesantemente sentire nell’ultimo periodo quando anche Llull e Fernandez sono stati out. Carlos Alocén, 20enne prodotto della cantera di Zaragoza, mostra buone abilità difensive e lampi di playmaking sopraffino ma non ha ancora la costanza di rendimento richiesta da una partita di Eurolega mentre Laprovittola non ha compiuto il tanto atteso salto di qualità. Di conseguenza, Causeur e il veteranissimo Carroll (che Laso utilizza in modo particolare, soltanto nel secondo tempo e incentrando su di lui tutti gli attacchi madrileni) faticano da soli a tenere la barca in linea di galleggiamento.

Gabriel Deck contro Nikola Kalinic


La mancanza di solidità di questo Real Madrid la si nota durante i frequenti blackout in attacco
(l’8° per efficienza in Eurolega). Le uscite dai blocchi di Carroll e i post bassi di Deck non sono talvolta in grado di arrestare l’emorragia e in quei frangenti si sente molto l’assenza di Campazzo. Anche lo stesso Tavares non viene più coinvolto assiduamente con dei precisi lob nei pressi del ferro, trasformandosi perciò quasi in un intralcio per le manovre offensive dei suoi.  Tutto questo si è riversato in KO inaspettati come quelli contro Khimki e Zvezda che potrebbero risultare fatali nella corsa ai playoff, in vista anche di un calendario non semplicissimo (nell’ordine sono previste le sfide contro ASVEL, Efes, Olympiacos e Fenerbahçe).

Player Focus: Trey Thompkins

Anche Trey Thompkins sta attraversando una stagione molto particolare, a maggior ragione dopo l’infortunio di Randolph. L’americano classe 1990 ha iniziato l’annata giocando addirittura saltuariamente da 5 come “riserva” di Tavares ma, vedendo gli scarsi risultati (soprattutto difensivi) dell’esperimento, coach Laso ha deciso di riportarlo al suo ruolo naturale, l’ala grande, e alternare Tyus e Garuba da centro.

Real Madrid
Trey Thompkins contro Angelo Caloiaro

Alto 208 cm, Thompkins è al Real Madrid dall’annata 2015-16 ed è sempre stato un lusso in uscita dalla panchina invidiato da mezza Europa. Anche questa stagione sta confermando le medie realizzative individuali (9.9 punti a partita, tirando con il 57% da due e il 40% abbondante da tre) frutto di un’invidiabile delicatezza dei polpastrelli. Causa le assenze e le difficoltà offensive degli spagnoli, per gli eventuali playoff potremmo vedere un Thompkins sempre più creatore di gioco magari dal post (alla Gabriel Deck).

Il grosso punto debole dell’americano resta la metà campo difensiva. Specie dopo il KO di Randolph, Laso sperava in un salto di qualità dell’unica vera ala grande a disposizione (Reyes ormai è più leader dello spogliatoio che giocatore) soprattutto in termini di voglia di “sbucciarsi le ginocchia”. Sinora però si può affermare di esser rimasto abbastanza deluso. Questa “mancanza di grinta” si riversa in una leadership offensiva tutt’altro che esente da pecche e a tratti poco partecipativa. Dalla sua presenza emotiva nel crunch time dipenderanno parte delle fortune di un Real atteso al varco della sua avventura nell’Eurolega 2020/21.

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Pubblicato da Matteo Puzzuoli

Classe 1999, autore presso "Lega Basket Serie A" e studente magistrale di "Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo" a La Sapienza di Roma. Appassionato di pallacanestro a 360 gradi, collabora anche per il sito overtimebasket.com