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Inter-Juventus: una partita, una rivalità, infiniti significati. Un dualismo che ha segnato un’epoca.

È la partita. Una rivalità unica nel suo genere. Coinvolge e attraversa tutta la Penisola. Inter-Juventus è la storia del calcio italiano. Il derby d’Italia, così denominato dal re dei neologismi Gianni Brera, divide puntualmente tifoserie e critica. Più di una partita: un dualismo sociale, culturale, imprenditoriale. Una rivalità improntata nella società del nostro paese. La sfida della 34° turno del campionato che vedrà opposte le due squadre sarà ancora una volta decisiva per i propositi di grandezza di entrambe: la Juventus, con il settimo scudetto consecutivo è pronta a scrivere il suo nome nella leggenda; l’Inter dal canto suo cerca, con la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, una ventata di ritrovato prestigio e un’autonomia economica soffocata dai tentacoli del Financial Fair Play.

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Semifinali di Europa League: due partite, due mondi diversi

Immaginate la contrapposizione metaforica delle due semifinali di Europa League che andranno in scena il 26 aprile. Se Marsiglia-Salisburgo rappresenta un confronto anche sorprendente, e dunque in pieno stile Europa League, Arsenal-Atletico sembra essere una semifinale di Champions. L’OM di Garcia e gli austriaci si sono già affrontati nella fase a gironi, vinta a sorpresa dai tori rossi. I gunners e i colchoneros invece, si affronteranno per la prima volta in una gara ufficiale. Due sfide ricche di spunti, storia e pronte a regalarci il solito spettacolo della seconda competizione europea per club.

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Juventus-Napoli: così lontane, così vicine

Il minuto è il 65° quando il destino, sempre beffardo e imprevedibile, sembra voler mettere ancora un po’ di pepe a questo campionato. In quei 60 secondi la storia del campionato cambia. Mentre a Napoli Albiol spalanca le porte della remuntada ai danni della naufragata compagine di Oddo, a Crotone si prende la scena un attaccante nigeriano dal nome impronunciabile, meglio noto come Simy. Lo spilungone classe ‘92 impallina Szczesny con una rovesciata che manda ancora una volta indigesta la squadra bianconera. In quel giro di orologio si riapre la corsa scudetto: le speranze si riaccendono, le paure ricompaiono e i destini di Napoli e Juventus che si incrociano la sera del 22 aprile per scrivere il finale di questo splendido thriller.